L’agenzia di viaggi. Dalla parte del consumatore: serve ancora? E a cosa?

agenzie.jpgda Aduc – di Vincenzo Donvito

Fino a qualche decina d’anni fa era il punto necessario di riferimento per chiunque volesse fare un viaggio, da quello organizzato al semplice acquisto di un biglietto. Oggi, sostanzialmente grazie alla diffusione di Internet e all’avvento del low cost, la funzione dell’agenzia di viaggio si e’ modificata. E da necessaria e’ diventata potenzialmente superflua. Stiamo parlando dell’agenzia che svolge una funzione di rivendita di prodotti turistici e di trasporto, che talvolta e’ anche tour operator (ma non e’ quella di cui stiamo scrivendo), ma che nella quasi totalita’ svolge la funzione di agenzia per aiutare il consumatore a scegliere nel mercato rispetto alle esigenze dello stesso. Esigenze di qualita’ e di economicita’ che, come nel caso di un agente assicurativo non esclusivo, dovrebbero essere considerate a vantaggio del cliente/consumatore.
Per inquadrare meglio questa figura professionale, e’ bene sapere che i suoi guadagni sono stabiliti dalle commissioni degli operatori turistici e di trasporto (basse, quando ci sono), da eventuali tessere di associazione (nel caso in cui cio’ sia previsto) e dai diritti di agenzia che vengono applicati oltre il prezzo di cio’ che si acquista. E’ evidente, quindi, che il guadagno e’ essenzialmente legato a tessere e diritti, pagamenti tutti aggiuntivi per il consumatore che, altrimenti, potrebbe rivolgersi direttamente agli operatori, essenzialmente tramite la Rete.

L’agenzia di viaggi. Dalla parte del consumatore: serve ancora? E a cosa?ultima modifica: 2010-08-30T12:00:00+02:00da consumatori
Reposta per primo quest’articolo