La crescita del solare cerca nuove energie

 pannelli.jpgPIETRO SACCÒ – da L’Avvenire

Zero virgola quattro per cento. È la quota di energia elettrica che l’Italia ogni anno ricava dal sole. Letta da sola non è una percentuale che faccia molta im­pressione, e sembrerebbe confermato quel luogo comune secondo cui il nostro Paese è molto indietro nella partita globale dell’energia rinnovabile. Conviene allora partire da altri numeri per capire quanto sia di namica la nostra industria del solare. Come dal +380% di potenza fotovoltaica installata in Italia tra il 2007 e il 2008, seguito dal +72% del 2009. O dai 48 centesimi di incentivo statale massimo per kilowattora fotovoltaico prodotto che fanno del nostro sistema di agevolazioni quello più generoso d’Europa.
I numeri del secondo
Solar Energy Report realizzato dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano dimostrano che, grazie all’aiuto pubblico – l’unico modo, in tutto il mondo, di tenere in piedi lo sviluppo dell’energia alternativa –, l’Italia negli ultimi anni è riuscita a guadagnarsi un ruolo non marginale nel business del solare. Il primo ‘conto energia’, nel 2005, e soprattutto il ‘nuovo conto energia’, partito nel 2007, hanno introdotto un sistema di aiuti all’installazione di impianti fotovoltaici che ci ha portati ad avere oggi una potenza cumulata installa ta di 1,04 gigawatt. Un dato che ci colloca al quinto posto nel mondo, dopo Germania (8,35 Gw), Spagna (3,9 Gw), Giappone (2,7 Gw) e Stati Uniti (1,68 Gw). L’o biettivo fissato con il ‘nuovo conto energia’ era di mettere in piedi una capacità di 1,2 Gw. Il traguardo è a un passo, e dalla seconda metà dello scorso anno è partita la caccia agli ultimi incentivi disponibili. Per le casse pubbliche l’investimento è importante, ma non esagerato: nel 2009 la spesa per incentivi è stata di 450 mi lioni di euro, contro entrate che – cal colando anche il gettito fiscale e i mancati esborsi per le emissioni di Co2 – valgono 300 milioni di euro.

La crescita del solare cerca nuove energieultima modifica: 2010-04-22T14:00:00+02:00da consumatori
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