Cassazione: criticare magistrati è reato

magistra.jpgCi sono casi in cui ‘l’attacco al comportamento nasconde per le modalita’ espressive prescelte dall’autore’, la diversa ‘intenzione di confezionare un messaggio mediatico’ che censurandone il comportamento ‘mira in realta’ a colpire senza una giustificazione l’integrita’ morale della persona’. E’ questo il caso, secondo la Corte di Cassazione, delle dichiarazioni fatte alla stampa da Daniele Capezzone, che nel 2000 aveva parlato di ‘comportamenti letteralmente teppistici dei magistrati’ in merito alle indagini sull’omicidio di Marta Russo, la studentessa uccisa nel 1997 da un colpo di pistola all’Universita’ La Sapienza di Roma.
Condannato dal tribunale e dalla Corte d’Appello di Perugia nel 2008 per diffamazione nei confronti del pm Carlo La Speranza, che aveva condotto le indagini, la sentenza su Daniele Capezzone e’ stata confermata anche dalla Suprema Corte.
Nel ricorso alla Quinta Sezione Penale, Capezzone aveva sostenuto di essersi servito di quelle espressioni per ‘formulare una critica generale alla deriva giustizialista del sistema processuale penale’. I Supremi giudici, nella sentenza n.5877, pur sottolineando che ‘il diritto di critica ai processi e ai comportamenti dei magistrati debba essere riconosciuto nel modo piu’ ampio possibile’, ricordano che l’informazione non deve essere ‘menzognera’. Il comportamento del pm, criticato per le modalita’ di esame al quale aveva sottoposto la teste principale dell’accusa, Gabriella Alletto, ‘era comunque passato indenne dal vaglio sia dei giudici del processo, sia del giudice al quale era stata fatta denuncia di presunti abusi da parte del magistrato e dall’organo di autocontrollo della magistratura’. Di questi fatti Capezzone non aveva tenuto conto, paragonando il comportamento del pm a quello ‘delinquenziale’ tipico di un ‘teppista’.

Cassazione: criticare magistrati è reatoultima modifica: 2010-02-14T18:00:00+01:00da consumatori
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Un pensiero su “Cassazione: criticare magistrati è reato

  1. i magistrati dovrebbero pensare a fare il proprio lavoro ,senza rivendicare a ogni respiro la loro autorita’,ma soprattutto dovrebbero iniziare a PAGARE per i propri errori a PAGARE per le fughe di notizie a PAGARE per le sentenze gia preconfezionate ecc ecc.

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