Decreto ingiuntivo condominiale: legittimita’, presupposti e conseguenze

decreto.jpgda Aduc – di Alessandro Gallucci

Secondo l’ultimo rapporto Censis-Anaci del 2009, nell’ambito delle cosiddette cause condominiali, le azioni relative al recupero crediti per la morosita’ dei condomini occupano il primo posto.
Non e’ raro sentire dire che l’amministratore abbia fatto notificare un decreto ingiuntivo o che sia in corso un’azione esecutiva che abbia comportato il pignoramento di beni del condomino.
Quando l’ingiunzione di pagamento degli oneri condominiali e’ legittima, quali sono le conseguenze per il condomino e quando lo stesso puo’ opporsi?
Il codice civile, e piu’ precisamente le disposizioni di attuazione dello stesso, disciplinano espressamente l’azione monitoria per il recupero degli oneri condominiali.
L’art. 63, primo comma, disp. att. c.c. recita:
“Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore puo’ ottenere decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione”.
La locuzione ‘immediatamente esecutivo’ sta ad indicare la possibilita’ di procedere subito ad esecuzione forzata (pignoramento mobiliare, immobiliare, ecc.).
In sostanza –mentre per i decreti ingiuntivi “ordinari” il ricorrente deve aspettare che non sia proposta opposizione contro il decreto per poi ottenerne la dichiarazione d’esecutivita’ e provvedere a notificarlo assieme al precetto– nel caso di crediti condominiali il decreto ingiuntivo potra’ essere portato ad esecuzione (e quindi notificato immediatamente unitamente al precetto di pagamento) anche se il termine per l’opposizione e’ ancora pendente.
Perche’ cio’ sia possibile e’ necessario porre alla base del ricorso per decreto ingiuntivo il rendiconto, con la ripartizione delle spese, approvato dall’assemblea.

Decreto ingiuntivo condominiale: legittimita’, presupposti e conseguenzeultima modifica: 2010-01-26T10:00:00+01:00da consumatori
Reposta per primo quest’articolo