sabato, 25 febbraio 2012
Scoperto gene infertilita' maschile
Da Padova passi avanti nella lotta all'infertilita' maschile. I ricercatori del Servizio per la Patologia della Riproduzione umana dell'azienda ospedaliera universitaria di Padova, diretti da Carlo Foresta, in collaborazione con Alberto Ferlin e Daniela Zuccarello, hanno individuato infatti una nuova causa di infertilita' maschile: si tratta dell'anomalia del gene E2F1, localizzato sul cromosoma 20, la cui funzione e' quella di regolare il ciclo cellulare, fenomeno fondamentale per la spermatogenesi, il processo di maturazione dei gameti maschili.
Questo gene puo' presentare, negli uomini infertili, delle anomalie che alterano precocemente le cellule staminali della spermatogenesi.
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mercoledì, 15 febbraio 2012
L'universita' italiana, emblema del provincialismo che ci affligge
da Aduc - di Pietro Yates Moretti
Seppur negato da miopi politiche trentennali, l’istruzione costituisce l’elemento centrale per poter crescere e competere nel mondo. Solo investendo sulla formazione delle nuove generazioni, dando loro non solo il sapere tecnico ma anche e soprattutto la chance di scoprire e coltivare le proprie vocazioni, si può sperare di esprimere in futuro una classe dirigente all’altezza della sfida globale.
Questa premessa, pur apparendo ovvia, è evidentemente condivisa solo a parole dai nostri governanti e da chi li ha eletti. Le nostre università, con pochissime quanto meritevoli eccezioni, sono mediamente fra le più scadenti del mondo industrializzato e faticano a tenere il passo persino con atenei di qualità medio-bassa in Paesi quali Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. Le cause sono molteplici, e non è questa la sede per elencarle. Bastino alcuni esempi.
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lunedì, 24 ottobre 2011
Università, Federconsumatori: stangata per i fuori sede
L'Università rimane un investimento costoso per le famiglie.Ancor più nel caso di studenti fuori sede: i costi possono essere da 7 mila a 8 mila euro superiori rispetto a quelli che deve sostenere chi vive con i genitori. E si tratta comunque di costi che, per tutti, crescono con una velocità pari a tre o quattro volte quella dell'inflazione. Lo rileva lo studio di Federconsumatori, che ha monitorato le spese per uno studente di un Corso di Laurea Triennale fuorisede nell'ambito del Rapporto Nazionale sui costi degli Atenei italiani 2011.
Afferma l'associazione: "Mandare un figlio all'università resta un investimento costoso per le famiglie. Da sempre un impegno quasi insostenibile per i redditi bassi, in tempi più recenti è diventato decisamente gravoso anche per quelli medi.
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venerdì, 10 settembre 2010
Università, le migliori sono Usa e Gb. La prima università italiana al 176mo posto
Molte conferme e qualche sorpresa, a cominciare dalla vetta: per la prima volta un ateneo britannico (Cambridge) sale sul gradino più alto del podio, rubando lo scettro di migliore università del mondo alla statunitense Harvard, che scende al secondo posto, seguita da Yale al terzo posto. La classifica QS World University Rankings, realizzata da Quacquarelli Symonds e giunta quest'anno alla sua settima edizione, censisce le più importanti istituzioni accademiche di tutto il mondo e, per farlo, tiene conto di indicatori oggettivi - che misurano soprattutto la qualità della ricerca prodotta e l'occupabilità dei laureati - combinandoli con sondaggi d'opinione somministrati a leader universitari e recruiter aziendali: insomma, una vera e propria carta d'identità per ciascun ateneo, che tiene conto anche della sua "buona reputazione" dentro e fuori dalle mura accademiche.
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mercoledì, 02 dicembre 2009
IL SISTEMA UNIVERSITARIO IN ITALIA ED IN MOLISE
di Giuseppe Macoretta - Giovani Democratici Campobasso
Quando un paese si trova in una situazione economica di forte crisi (per molti settori ormai strutturale), ci si aspetterebbe che lo stato investisse in formazione ed in diritto allo studio per aiutare le aziende ad innovare e a riqualifarsi sul mercato, e soprattutto per garantire che tutti i ragazzi possano avere accesso all'istruzione ed essere davvero liberi. E invece....
Invece il governo Berlusconi sta portando avanti una politica di tagli nei contronti di tutto il sistema dell'istruzione pubblica. La finanziaria in discussione in questi giorni prevede per l'anno prossimo un taglio di quasi 700 milioni di euro del fondo di finanziamento ordinario delle università, il fondo con cui le università pagano una grossa parte della spesa, che passa da 7 e 6,3 miliardi di euro ed un taglio di 13 milioni di euro agli interventi per il diritto allo studio, un taglio del 10%, ad un fondo che il governo aveva già tagliato per 40 milioni lo scorso anno. Con questi tagli (già previsti dalla legge 133 dello scorso autunno) le università pubbliche saranno portate al tracollo finanziario e ci sarà un invevitabile peggioramento della qualità della didattica e della ricerca, con il rischio della trasformazione degli atenei in fondazioni private.
A partire da quest'anno una quota pari al 7% del fondo di finanziamento ordinario delle università viene distribuita tra gli atenei sulla base di una classifica della qualità della didattica e della ricerca, redatta dal Ministero dell'Istruzione. In queste classifiche l'Università del Molise si è attestata intorno al 50° posto (su 56 atenei), con una valutazione negativa della qualità dell'ateneo.
La classifica è stata basata su indicatori contestati da molti e con delle modalità che hanno favorito un po' gli atenei del nord, ma resta un dato molto allarmante che impone di rivedere e migliorare l'operato dell'università. Per quest'anno la posizione così bassa in classifica ha portato ad una riduzione di quasi 600.000 euro ai fondi destinati all'Unimol, a fronte di un FFO di 30 milioni di euro (2% in meno).
18:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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