lunedì, 01 marzo 2010
SU TWITTER UNA DONNA RACCONTA LA SUA ESPERIENZA D’ABORTO
Ancora una volta i social network tornano al centro di numerose polemiche. Questa volta l’argomento discusso è la storia di una giovane donna americana di 27 anni, Angie Jackson che ha deciso di voler rendere nota la sua esperienza di aborto tramite twitter, una dele comunità virtuali più famose al mondo. La donna ha deciso di voler raccontare attimo dopo attimo gli effetti che il suo corpo subiva dopo l’assunzione della pillola RU-486, non tralasciando nulla. Secondo le dichiarazioni di Angie, lo scopo di voler rendere pubblico il suo percorso di aborto è quello di volere informare tutte quelle donne che magari si trovano nella sua stessa situazione, descrivendo precisamente cosa accadeva dopo l’assunzione della pillola abortiva. Infatti, tra i suoi post su twitter, si legge tutta la fase che segue attimo dopo attimo l’assunzione della pillola RU-486, come ad esempio i forti crampi all’addome che man mano divenivano sempre più persistenti, fino ad arrivare alle abbondanti perdite di sangue. Angie è convinta, con questo suo gesto, di poter aiutare le donne a “sdrammatizzare” l’atto dell’aborto. La donna, ha avuto già un bambino di quattro anni nato con dei problemi gravi e i medici stessi le hanno detto che non avrebbe potuto avere più delle gravidanze, perché cosi facendo avrebbe messo a rischio la sua stessa salute. Questa storia raccontata da Angie ha provocato molta indignazioni tra coloro che sono assolutamente contrari all’aborto aborto, portando anche ad alcune minacce di morte come conferma la donna, ma ha anche aumentato il numero dei suoi “fans” su twitter che le hanno mostrato grande solidarietà e incoraggiamento.
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giovedì, 25 febbraio 2010
Indagine: utenti social network chiedono maggiore censura
Quattro italiani su dieci, fruitori di social network come Facebook o Twitter, ritengono che l'utilizzo di questi mezzi debba essere maggiormente regolamentato, mentre il 24,5% esprime una posizione diametralmente opposta, sostenendo che i social network debbano essere completamente liberi e senza censure.
E se non piu' del 10,5% pensa che i siti di aggregazione sociale siano dannosi per la privacy, solo il 3,5% ritiene che questi possano favorire nuove forme di illegalita' e, infine, il 7,1% li ritiene pericolosi in quanto possibili veicoli di messaggi fortemente ideologici o violenti.
Sono i dati di un'indagine Eurispes presentati oggi.
A sentire maggiormente la necessita' di una regolamentazione piu' rigida sono i 45-64enni (46,8%), fascia che probabilmente comprende molti genitori di giovani frequentatori dei social network. Anche le fasce giovanili (18-24 anni e 25-34 anni), piu' rappresentative del fenomeno in quanto composte dai principali utilizzatori degli stessi, si attestano su percentuali alte (rispettivamente 41,9% e 38,5%). Un terzo dei 25-34enni (30,7%) invece si e' dichiarato a favore della totale assenza di controlli e censure.
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