venerdì, 18 maggio 2012

Tributi. Impugnabilita' dell’avviso bonario

tributi,fisco,impugnabilità,avviso bonarioda Aduc di Anna Jennifer Christiansen

La giurisprudenza affronta nuovamente la controversa questione della rilevanza da attribuire al cosiddetto ”avviso bonario” nella procedura di accertamento tributario.
Tale avviso é considerato dal fisco come una comunicazione informale, senza natura impositiva nè effetti sostanziali per il contribuente, e quindi non impugnabile. L'Agenzia delle Entrate è più volte intervenuta chiarendo che gli avvisi bonari non contengono una pretesa tributaria definita, ma un mero invito al contribuente a risolvere in via preventiva le irregolarità rilevate (risoluzione n. 110/E del 22 ottobre 2010).

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sabato, 24 marzo 2012

Benzina, col caro prezzi Erario incassa 9,8 miliardi in più l’anno

benzina,prezzi,tasse,tributi,stato,9,8 miliardida Help Consumatori

Su un litro di benzina pesa ormai il 58% di tasse, pari a più di un euro. Gli aumenti che ci sono stati nell’ultimo anno sono già pari a 43 centesimi al litro e hanno ricadute dirette di 516 euro annui per automobilista, solo per la verde. In poco meno di tre mesi, da gennaio a oggi, i rincari ammontano già a 19 centesimi al litro sulla benzina, che ormai sfiora i 2 euro al litro. Una tassazione pesante, che pesa sui bilanci provati delle famiglie e che porta maggiori incassi allo Stato.

Da gennaio a oggi, il peso dei rincari della benzina è già pari a 228 euro annui. Per il diesel, gli aumenti da marzo 2011 a oggi sono pari a 42 centesimi al litro e hanno ricadute di 504 euro annui; da gennaio a oggi, i rincari sono stati di 8 cent/litro, pari a una maggiore spesa di 96 euro annui ad automobilisti.

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giovedì, 15 marzo 2012

IVA SUI RIFIUTI. FACCIAMO CHIAREZZA ... UNA VOLTA PER TUTTE

lucia checchia.jpgdi Lucia Checchia - Info Consumatori

Facendo seguito alle numerose richieste di chiarimento giunte alla nostra redazione in merito all’indebito pagamento dell’IVA sui rifiuti, sottolineiamo ancora una volta che il problema sussiste soltanto laddove  la TARSU (tassa rifiuti solidi urbani) è stata sostituita dalla TIA (Tariffa di igiene ambientale).

 

Se nel vostro Comune è ancora in vigore la TARSU vedrete recapitarvi solo un avviso di pagamento nel quale non compare l’IVA. Laddove invece è stata introdotta la TIA e vedeste recapitarvi una “fattura” nella quale è evidenziato l’importo dell’IVA potete chiederne il rimborso  in quanto non dovuta.

 

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sabato, 10 marzo 2012

La TIA e' un tributo e non puo' essere gravato di Iva. Cassazione. Esigere i rimborsi

cassazione.jpgda Aduc

La Tia1 è un tributo e non è soggetto ad Iva. Non rileva la qualificazione patrimoniale della Tia2, poiché si tratta di due prelievi formalmente distinti. Così la Corte di Cassazione, con sentenza 3756 depositata il 9/3/2012 sull'applicazione dell'Iva sulla tariffa rifiuti in relazione all'articolo 49, del decreto legislativo 22/97 (Tia1).
La sentenza va contro la prassi amministrativa del dipartimento delle Politiche fiscali, che con la circolare 3/2010 aveva ravvisato continuità tra Tia1 e Tia2 (articolo 238, dl 152/06) sì che la Tia1 sarebbe un'entrata patrimoniale, e quindi soggetta ad Iva.
In virtu' di questo i gestori del servizio rifiuti avevano addebitato l'imposta agli utenti.

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16:32 Scritto da: consumatori in CASSAZIONE, IVA RIFIUTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

lunedì, 27 febbraio 2012

Riscossioni 'cialtrone' di Equitalia. Come continuare ad alimentare la sfiducia dei contribuenti... e l'evasione fiscale

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In questi giorni stanno arrivando a casa delle lettere (posta ordinaria) di Equitalia in cui si invita “quanto prima” a pagare una serie di pendenze che lo specifico contribuente avrebbe nei confronti del Fisco. Sono gli ultimi atti di questa agenzia dello Stato che, dalla fine di quest'anno, non potra' piu' agire per conto delle amministrazioni locali che, invece, dovranno direttamente valersi nei confronti dei presunti debitori (1). Ultimi atti che -purtroppo- a nostro avviso, pur se gli rendono onore per il tentativo di riscuotere presunti crediti dell'Amministrazione, sono lo specchio di una gestione cialtrona di chi non e' in grado di rispettare tempi e modi delle proprie leggi per esigere il dovuto, alimentando il contenzioso, e quindi i costi dello Stato e dei singoli contribuenti.
Vediamo perche'.

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sabato, 08 maggio 2010

Equitalia e cartelle pazze: per fermare la procedura basterà l'autocertificazione del cittadino

cartelle.jpg

I contribuenti che ritengono di aver ricevuto una cartella di pagamento per tributi gia' pagati o interessati da un provvedimento di sgravio o sospensione, non dovranno piu' fare la spola tra gli uffici pubblici: bastera' compilare un'autodichiarazione per interrompere le procedure di riscossione.

equitalia.jpgLo annuncia Equitalia, spiegando che il contribuente non dovra' piu' fare la spola tra la societa' di riscossione e l'ente creditore per avere delle spiegazioni.
In base a una
direttiva emanata, disponibile gia' sul sito, la riscossione sara' immediatamente sospesa qualora il contribuente sia in grado di produrre un provvedimento di sgravio o di sospensione emesso dall'ente creditore in conseguenza della presentazione di un'istanza di autotutela, una sospensione giudiziale oppure una sentenza della magistratura, o anche un pagamento effettuato in data antecedente alla formazione del ruolo in favore dell'ente creditore. Il cittadino compilerà un modulo ed entro i successivi dieci giorni, l'agente della riscossione portera' all'attenzione dell'ente creditore la documentazione consegnata dal debitore, al fine di ottenere conferma o meno dell'esistenza delle ragioni di quest'ultimo. In caso di silenzio degli enti, le azioni volte al recupero del credito rimarranno comunque sospese.

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