giovedì, 24 giugno 2010
Nuova rete, bacchettata a Telecom
Telecom Italia dovrebbe «mettere da parte le sue tendenze da monopolista e unirsi al consorzio» composto dagli operatori alternativi (Vodafone, Fastweb, Wind e Tiscali) per costruire la rete di nuova generazione in Italia attraverso la tecnologia P2P (Point-to-Point). A insistere è il Financial Times, che attraverso un articolo del suo columnist, Paul Betts, torna a schierarsi a favore del progetto lanciato dai concorrenti di Telecom. Un progetto aperto all’ex monopolista a cui il gruppo guidato da Franco Bernabè ha però rifiutato di aderire. Betts critica la scelta di Telecom di andare per la sua strada e puntare, per la creazione della rete di nuova generazione, sulla tecnologia Gpon (gigabyte passive optical network) perchè «creerebbe una rete chiusa» e «rappresenterebbe un significativo passo indietro anche dagli attuali accordi in base ai quali Telecom Italia è stata costretta a fornire ai concorrenti accesso fisico ai suoi vecchi scambi, conosciuti come 'local loop unbundling'» (la parte della rete che conduce nelle case dei clienti e che Telecom deve affittare agli operatori). «Il sogno di Telecom Italia – aggiunge Betts – è apparentemente quello di una nuova rete che lascerebbe la competizione alla sua mercè e che farebbe affidamento sul regolatore italiano per assicurare una competizione equa». Betts parla dell’incontro tra gli operatori alternativi e il commissario Neelie Kroes per presentare la tecnologia con cui vorrebbero costruire la rete, la P2P (Point-to-Point), una tecnologia che consentirebbe «a tutti gli operatori di accedere direttamente al cliente finale». Secondo il Financial Times si tratta di «musica per le orecchie della Kroes».
14:00 Scritto da: consumatori in TELEFONIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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