domenica, 28 novembre 2010

Rimborso dell’Iva sulla Tia: il Dipartimento delle Finanze emana una circolare per impedire ai consumatori il rimborso

rifiuti.jpgda Adico
 
Il dibattito relativo pagamento dell’Iva sulla Tia (Tariffa igiene ambientale) sembrerebbe giunto al capolinea dal momento che il dipartimento delle Finanze con circolare 3/2010 ha confermato che l'IVA sui rifiuti, la cosiddetta TIA va pagata – fa sapere l’ADICO – anche se quella tutt'ora vigente è collegata al decreto Ronchi  (D.Lgs 22/1997) che considera la TIA(1) un tributo e non come un corrispettivo da corrispondere a seguito della prestazione di un servizio comunale, così come viene definito nel codice dell'Ambiente (D.Lgs 152/2006) TIA(2).  
Un dilemma iniziato nel 2009, quando la Corte Costituzionale attraverso una sua sentenza aveva definito la Tia un tributo e non un corrispettivo per un servizio reso, e quindi di conseguenza non soggetta all'applicazione del regime IVA con migliaia di contenziosi proposti da contribuenti ed andati a buon fine ottenendo così il dritto al rimborso dell'IVA versata illeggittimamente.

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sabato, 24 luglio 2010

Iva su tariffa rifiuti. A Messina si ordinano i rimborsi, in Parlamento la maggioranza tenta l'ennesima acrobazia

cassonetto-rifiuti.pngContinua il delirio dell'Iva sulla tassa sui rifiuti. Mentre la commissione tributaria provinciale di Messina in provvedimenti fotocopia ha accolto le richieste di rimborso di una ventina di consumatori, il Parlamento in un ordine del giorno, collegato alla manovra economica, tenta di mettere l'ennesima toppa ad un intreccio di norme che, è il caso di dirlo, fa acqua da tutte le parti. 
Le decisioni di rimborso della commissione tributaria di Messina, attuano la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima l'Iva sulla tassa sui rifiuti, trattandosi (comunque sia denominata, Tarsu o Tia) di un tributo. 
Da mesi il Parlamento sta ipotizzando rimedi, per evitare i rimborsi. Un provvedimento è stato già approvato (sancendo la natura non tributaria della tariffa), ma rimandava ad una legge ancora non in vigore. L'ordine del giorno annunciato da un parlamentare della maggioranza, corregge la 'svista', dicendo in parole povere che la natura non tributaria vale anche per la legge in vigore. Peccato che la stessa legge sia quella bocciata dalla Corte costituzionale. 

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venerdì, 18 giugno 2010

Tariffa rifiuti. E' un tributo. Emendamento soppressivo alla manovra finanziaria

rifiuti.jpgda Aduc - di Sen. Donatella Poretti

Nella recente manovra finanziaria, ora al vaglio del Senato, il Governo ha inserito una norma interpretativa che riguarda la nuova “tariffa” sui rifiuti, la TIA (Tariffa Integrata Ambientale) contenuta nel testo unico sull'ambiente (Dlgs 152/2006, non in vigore perche' mancano i decreti attuativi). La norma precisa che la nuova tariffa sui rifiuti va a sostituire la precedente introdotta dal decreto Ronchi al posto della TARSU, e che va intesa come “corrispettivo” di un servizio di smaltimento e non “tributo”(come invece ha dichiarato la Corte Costituzionale nella sentenza 238/2009 che ha dato avvio alle richieste di rimborso Iva). I contenziosi, quanto la nuova TIA entrera' in vigore, saranno appannaggio del giudice ordinario e non tributario
In merito l'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) e' da mesi che sta conducendo una serrata ed esplicita contesa che, sul merito proprio di questo emendamento fa una doppia valutazione:
- se la disposizione e' frutto di un errore del compilatore. Forse si voleva citare la norma oggi in vigore, cioe' quella del decreto Ronchi (dlgs 22/97), si' da placare le richieste di rimborso e bloccare quei pochi gestori di rifiuti (come l'Ama a Roma) che hanno cominciato a non applicare piu' l'Iva in ottemperanza alla sentenza della Corte Costituzionale. Se di errore si tratta, sappia il compilatore che cosi' non blocca rimborsi e non applicazione dell'Iva!!
- se non fosse errore. Per l'utenza, giuridicamente non cambiera' nulla, neppure all'indomani dell'entrata in vigore della nuova TIA. Sebbene il Governo e alcune frange del Parlamento,
abbiano fatto di tutto per continuare a far pagare l'Iva sugli importi richiesti per la gestione dei rifiuti oltre che negare i rimborsi per il regresso, non possono farlo con sole “dichiarazioni interpretative” e senza metter mano alla sostanza delle cose.

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lunedì, 31 maggio 2010

RIFIUTI: IVA SULLA TIA. OFFENSIVO ED INOFFENSIVO IL TENTATIVO DI CONTRADDIRE QUANTO SANCITO DALLA CORTE COSTITUZIONALE

rifiuti.jpgda Federconsumatori
Troviamo le nuove disposizioni in materia di applicazione dell’IVA sulla TIA contenute nella manovra del Governo francamente offensive ed inoffensive.
Offensive, in quanto lesive dei diritti dei cittadini.
Inoffensive in quanto giudichiamo un esercizio del tutto inutile quello di sprecare energie per tentare di contraddire una sentenza della Corte Costituzionale, confermata poi da un parere della stessa Agenzia delle Entrate, che ha dichiarato illegittima l’applicazione dell’IVA sulla TIA.
Continueremo, quindi, la nostra campagna per la richiesta dei rimborsi per i 17 milioni di cittadini coinvolti e per la sospensione dell’applicazione dell’IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale. Campagna che, finora, ha registrato diversi successi e raccolto centinaia di migliaia di adesioni.
Invitiamo, inoltre, il legislatore ad occuparsi di questioni ben più stringenti e dei problemi che affliggono realmente il Paese, piuttosto che tentare di escogitare meccanismi per scippare ai cittadini quanto loro dovuto.

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venerdì, 23 aprile 2010

RIFIUTI: NO AL TENTATIVO DI BLOCCARE I RIMBORSI DELL'IVA SULLA TIA. UN VERO E PROPRIO SCIPPO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI

iva-rifiuti.jpgda Federconsumatori
Troviamo gravissimo e del tutto improponibile l’emendamento al decreto legge incentivi presentato in Commissione Finanze e Attività produttive alla Camera dal deputato del Pdl e Assessore al Bilancio del Comuni di Roma Maurizio Leo.
Oltre al danno, anche la beffa. Con tale tentativo, infatti, si vuole legalizzare un vero e proprio scippo ai cittadini, negando loro i rimborsi dovuti per aver pagato indebitamente, per anni, l’IVA sulla TIA, la cui applicazione è stata riconosciuta illegittima dalla Corte Costituzionale.
La Federconsumatori da tempo ha avviato la campagna per la richiesta dei rimborsi e per la sospensione immediata dell’applicazione dell’IVA sulla TIA, avviando anche delle cause di inibitoria nei confronti di alcuni Comuni.
Finora, tale iniziativa ha raccolto centinaia di migliaia di adesioni e notevole sostegno da parte dei cittadini, pronti a rivendicare il rimborso di quando è stato loro sottratto in questi anni.
Dopo la circolare dell’Agenzia delle Entrate che ha dichiarato a tutti gli effetti non applicabile l’IVA sulla TIA, oggi, a fare marcia indietro, è quindi la maggioranza di Governo, che tenta di trovare un escamotage per aggirare il rimborso.
Metteremo in campo ogni iniziativa possibile perché tale provvedimento non trovi applicazione, naturalmente confidando anche in un sussulto di responsabilità da parte del Parlamento e del Governo, affinché decida di rispettare i diritti dei cittadini e ritiri questo inaccettabile provvedimento. Inoltre, porteremo a conoscenza dell’opinione pubblica chi sostiene tale emendamento, vera e propria truffa a danno dei cittadini.

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Tassa rifiuti. Rimborso Iva e Corte Costituzionale stracciati dall'ingordigia di Stato? Scrivete all'onorevole responsabile del furto legalizzato

rifiuti.jpgda Aduc - di Vincenzo Donvito

Il rimborso dell'Iva pagata ingiustamente sulla tassa dei rifiuti non finisce di stupire. La Corte Costituzionale (sentenza n.238/2009) ha dichiarato il balzello Iva illegittimo perche' quando si paga una tassa non si dovrebbe pagare un'ulteriore tassa sulla stessa. Questo accadeva a luglio dell'anno scorso.
Ad ottobre la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl)
presento' in commissione Bilancio del Senato un emendamento al disegno di legge di conversione del dl 135/2009: per legittimare l'addebito non conforme alla Costituzione, rispolvero' un regio decreto del 1937, che istituiva l'Eca, un tributo locale ante litteram e previde, guarda caso nella medesima percentuale dell'Iva dichiarata illegittima, che fosse versato da chi pagava la tassa sui rifiuti.
Questo emendamento, contestato anche da
molti consumatori che seguirono le nostre sollecitazioni a farlo via E-mail, e' per ora rimasto li'. E poi non affrontava il problema del rimborso del regresso, oltre un miliardo di euro.
Ora arriva l'on. Maurizio Leo(Pdl e anche assessore al Bilancio del Comune di Roma). In commissione Finanze della Camera ha depositato un emendamento al decreto incentivi. Le chance di questo emendamento sarebbero buone perche' il sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, rispondendo ad un'interrogazione ha manifestato il proprio assenso al meccanismo proposto. Meccanismo che potremmo definire di “fiscalita' creativa”: l'Iva pagata diventa una quota della tariffa di igiene ambientale e dunque non puo' esserne richiesto il rimborso; per i detentori di partita Iva che hanno invece portato la stessa in detrazione, non dovranno rimborsarla ma quell'importo non potra' essere computato in deduzione ai fini delle imposte sul reddito e dell'Irap.
Dopo l'entrata in vigore di quanto previsto nell'emendamento, l'importo Iva non dovra' essere piu' aggiunto nelle bollette ma -non crediamo di essere estremamente malvagi nel crederlo visti anche i tentativi della sen.Bonfrisco- sara' una gabella che dovra' comunque essere versata dal consumatore.
Forse siamo alla fine di questa brutta storia. Brutta dal punto di vista legislativo, fiscale, amministrativo, politico. La conferma di uno Stato ingordo. La conferma che gli istituti di garanzia del nostro sistema hanno sempre meno valore. In questo caso si tratta del massimo istituto, la Corte Costituzionale. Le cui pronunce sono solo occasione -mai riconoscendo l'errore di quanto applicato prima della sentenza- di adattare alle nuove esigenze, con nomi e forme diverse, cio' che e' stato sentenziato come illegale.
Anche solo per far sapere che siamo consapevoli, questo e' il form sul sito della Camera dei deputati per inviare un messaggio all'on. Maurizio Leo, autore dell'emendamento che legalizza il furto del rimborso:
clicca qui

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lunedì, 19 aprile 2010

RIFIUTI: AVVIATE LE CAUSE DI INIBITORIA NEI CONFRONTI DELLE AZIENDE CHE CONTINUANO AD APPLICARE L'IVA SULLA TIA.

iva.jpgda Federconsumatori
Prosegue l’impegno della Federconsumatori sul versante dei rimborsi dell’IVA sulla TIA indebitamente addebitata a oltre 6 milioni di famiglie in 1193 comuni.
Sono state avviate le cause di inibitoria nei confronti delle aziende che riscuotono la TIA e che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n°238 del 24/07/09, continuano ad applicare l' IVA.
Sono state intraprese, infatti, le prime 3 cause in merito a tale questione: a Melegnano (presso il Tribunale di Lodi), per quanto i comuni di Pinerolo, Stradella e Rea Po (presso il Tribunale di Voghera) ed a Rimini.
Un grande successo è stato poi ottenuto a Roma, dove il Comune ha annunciato che non sarà più applicata l’IVA al 10% sulla TIA.
“Alla luce dei risultati positivi finora raggiunti e della fortissima adesione dei cittadini riscontrata in relazione a tale campagna, - spiega Mauro Zanini, Vice Presidente Federconsumatori - la nostra Associazione sta predisponendo delle iniziative, anche con Federambiente, ANCI e altre associazioni, per sollecitare il Governo, finora gravemente assente, ad uscire dalle sue ambiguità e ad assumere fino in fondo le sue responsabilità, avviando provvedimenti legislativi che consentano ai cittadini di ottenere il rimborso degli importi indebitamente versati e la sospensione immediata dell’applicazione dell’IVA in tutti i comuni interessati.”

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lunedì, 12 aprile 2010

Ma l’IVA sulla TIA è dovuta?

iva.jpgda Casa del Consumatore

Otto mesi fa, la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza che ha definito tributo la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA)

Dal giorno successivo ad oggi, si sono scatenate le proteste basate sul concetto, di per sé giusto, che ad un tributo non debba essere applicata l’IVA, in quanto applicare un tributo su un altro tributo è vietato dalla Costituzione.
Migliaia di cittadini, in gran parte fuorviati da pareri legali superficiali, sono stati indotti a pensare che a breve avrebbero ricevuto rimborsi su rimborsi.
Purtroppo invece le risposte ottenute sono state sempre negative. Perché?

Non è forse la Corte Costituzionale ad avere il potere di cancellare le norme ritenute contrarie alla Costituzione? Sì, ma in questo caso non l’ha fatto!

Ciò in quanto nel caso in questione la Corte Costituzionale non era stata chiamata a decidere se l’IVA sulla TIA fosse dovuta oppure no.
La Corte però, nelle motivazioni della sentenza (in cui si è pronunciata su altre questioni), ha spiegato le ragioni su cui poggia la natura di tributo della TIA e l’ha qualificata come prelievo identico alla precedente TARSU.

Risultato?
La decisione non è vincolante per i giudici.
In questa situazione, per ora la strada migliore è quella di inviare in ogni caso una diffida al Comune e all’azienda locale che si occupa dello smaltimento dei rifiuti per interrompere la prescrizione ed evitare che con il passaggio del tempo in futuro vi possano dire che non vi rimborsano perché non lo avete chiesto in tempo (sul nostro sito potete trovare il modello di
diffida).

Nel frattempo, se continuano a non arrivare i chiarimenti che si attendono dal Governo, La Casa del Consumatore avvierà alcune cause pilota per obbligare la Corte Costituzionale ad un nuovo intervento, questa volta proprio sulla specifica questione dell’IVA sulla TIA.

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sabato, 20 febbraio 2010

RIFIUTI: CONTINUA LA BATTAGLIA DELLA FEDERCONSUMATORI PER I RIMBORSI E LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DELL'APPLICAZIONE DELL'IVA SULLA TIA

rifiuti.jpgda Federconsumatori
 
A seguito della grande adesione riscontrata dalla mobilitazione promossa dalla Federconsumatori per richiedere una piena applicazione alla sentenza della Corte Costituzionale n° 238 del 24/07/09 che ha ritenuto illegittima l'applicazione dell'IVA sulla TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) da quando è stata istituita, Federconsumatori, ieri, ha inviato delle lettere di diffida alle aziende per la nettezza urbana di 13 importanti Comuni.
In particolare, le istanze riguardano:
-       l’immediata cessazione dell’applicazione dell’IVA sulle fatture;
-       la restituzione agli utenti delle somme indebitamente versate finora per l’applicazione dell’IVA;
A seguito di tali comunicazioni, in assenza di un riscontro da parte delle aziende, prenderanno il via le azioni inibitorie (ai sensi degli artt. 139 e 140 D.Lgs. 206/2005).
In merito a tale questione, inoltre, sollecitiamo il Governo ed il Parlamento ad intervenire con un emendamento, da inserire nel decreto sugli Enti Locali, che preveda la sospensione del pagamento dell’IVA sulla TIA e il rimborso per i cittadini aventi diritto.

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