sabato, 04 dicembre 2010
Tango bond. Le grandi banche in affanno
da Aduc - di Avv. Emanuela Sacchi
E’ notizia di questi giorni che molte banche italiane, tra le quali Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, sono in ritardo rispetto all’adempimento degli obblighi assunti con i propri clienti che, alla data del 22 giugno scorso (termine ultimo per aderire all’offerta [1]), avevano optato per il concambio delle obbligazioni argentine in default presenti nel proprio portafoglio con nuovi titoli di stato argentini (cosiddetta opzione par): secondo questa opzione, le obbligazioni in default sarebbero state scambiate con titoli di stato argentini di nuova emissione per un valore equivalente al valore nominale di quelli andati in default nel 2001, oltre al pagamento degli interessi maturati e non pagati sino a tale data, nonché ad un conguaglio in denaro pari agli interessi che sarebbero maturati sulle obbligazioni assegnate se le stesse fossero state già in circolazione nel periodo 31.12.2003-31.12.2009 (2).
Secondo l’accordo, lo scambio avrebbe dovuto avvenire il giorno 27.9.2010 (3), tuttavia –ad oggi- non tutte le banche vi hanno dato corso, adducendo difficoltà di ordine tecnico (la necessità di installare nuovi e complessi software per il trattamento fiscale di tali nuovi titoli) e di ordine, per così dire, giuridico, dovute all’incertezza relativa al trattamento fiscale da applicare alle obbligazioni assegnate a seguito dell’adesione all’offerta pubblica di scambio.
In particolare ci si è chiesto se il conguaglio in denaro sia da considerare come una rendita finanziaria/plusvalenza e dunque sia da assoggettare all’imposta sostitutiva del 12,5%.
08:00 Scritto da: consumatori in BANCHE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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