lunedì, 30 aprile 2012
Siamo tutti pedoni!
da Unione Nazionale Consumatori
In strada, maggiore consapevolezza e buon senso possono contribuire a prevenire le tragedie. Il pedone, l’utente più debole della strada è il protagonista della campagna per la sicurezza stradale “Siamo tutti pedoni”, promossa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica dal Centro Antartide di Bologna, con la collaborazione dell’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna e alla quale aderisce anche l’Unione Nazionale Consumatori.
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martedì, 24 aprile 2012
Torna la campagna in difesa dei pedoni
“Siamo tutti pedoni”, perché anche chi guida un’auto prima o poi torna con i piedi per terra. Ma sulle strade italiane rischia molto. Nel 2010 in Italia hanno perso la vita oltre 600 pedoni, più di 20 mila sono stati feriti. Il numero delle vittime della strada si sta riducendo ma questo non vale per i pedoni, falciati spesso mentre attraversano le strisce, non per fatalità ma perché qualcuno non ha rispettato il codice della strada. Torna la campagna “Siamo tutti pedoni”. Aderisce il Movimento Difesa del Cittadino.
Oltre la metà delle vittime ha più di 65 anni. Il 29% dei pedoni perde la vita mentre attraversa sulle strisce pedonali. La campagna Siamo tutti pedoni- si legge sul sito internet dell’iniziativa – “vuole parlare a tutti per richiamare l’attenzione sulle tragedie che coinvolgono il più debole utente della strada, con lo scopo di far crescere la consapevolezza che questa strage può essere drasticamente ridotta”.
16:01 Scritto da: consumatori in AUTO, CONSUMATORI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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lunedì, 31 maggio 2010
Immigrazione, Emergency apre ospedale in Veneto
Emergency amplia le proprie attivita' in Italia. Dopo Palermo, dove dal 2006 gestisce un poliambulatorio per immigrati, l'ong che nel mondo di occupa di vittime dei conflitti di guerra si appresta ad aprire, dopo l'estate, un centro sanitario a Mestre. Anche questo rivolta principalmente agli stranieri.
Emergency non dovrebbe pero' fermarsi a quota due in Italia.
Sta, infatti, verificando le condizioni per aprire altri centri sanitari in Puglia, Calabria e Campania. In zone, quindi, 'calde' per presenza di immigrati. 'Anche nel nostro paese - spiega la presidente Cecilia Strada - c'e' un problema di diritti mancati, soprattutto per gli immigrati. Non ci sono solo le vittime della guerra ma anche le vittime della poverta'.
Questi migranti sono persone che scappano da contesti molto difficili e poi qui fanno la fame'.
'Cio' che forniamo loro - precisa Strada - non sono solo le prestazioni sanitarie d'urgenza ma anche le cure necessarie come puo' essere un trattamento contro il diabete, le visite in gravidanza, le cure dentistiche. Anche in Italia esistono ambiti in cui gravi e quotidiane violazioni dei diritti umani generano bisogni che non ricevono soddisfazione, come questa dei migranti. Intervenire prima della malattia non e' solo piu' economico ma e' anche piu' etico ed umano. Da questa considerazione nasce la nostra attivita' nel paese'. E poi - prosegue - 'e' un brutto mondo quello che stiamo vivendo. E' un mondo che, specie dopo il pacchetto sicurezza, fa vivere le persone nella paura di essere denunciate e che per questo non vanno dai medici ne' negli ospedali, temono l'espulsione'.
19:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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