mercoledì, 01 febbraio 2012

Tagli col trucco per la Casta. Sono applicati agli aumenti dei parlamentari

casta,parlamentari,tagli,politica,vergogna,vitalizio,indennià,busta paga,senatori,stipendioda Il Fatto Quotidiano

Sì al taglio dello stipendio dei deputati, ma la busta paga a fine mese sarà la stessa, non un euro di meno. Con ulteriore beffa finale, perché i frutti del (finto) risparmio andranno in un belfondo che sarà a disposizione – guarda un po’ – degli stessi deputati. La riduzione di cui si parla è proprio quel taglio delle indennità che tiene banco da mesi tra mille polemiche, come segnale “in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”.
Come è andata a finire? Alla fine di un lungo percorso costellato da promesse, altolà e dispute sugli importi (con tanto di commissione ad hoc) finalmente la Camera ha deciso: ieri ha detto sì al taglio dello stipendio degli onorevoli proposto dall’Ufficio di presidenza per 1.300 euro lordi, 700 euro netti.

Continua...

mercoledì, 12 maggio 2010

OCSE: SALARI; ITALIA FERMA A 23° POSTO, -16,5% MEDIA

stipendi.jpgda Codacons

Secondo i dati resi noti oggi dall'Ocse, l'Italia è la maglia nera per i salari, collocandosi al 23° posto nella classifica dei trenta Paesi che fanno parte dell'organizzazione di Parigi, con guadagni inferiori al 16,5% rispetto alla media.
Per il Codacons questo dato conferma quanto l'associazione di consumatori sta sostenendo dal 2002, anno di introduzione dell'euro: i prezzi ed il costo della vita da allora ad oggi sono raddoppiati, mentre stipendi, salari e pensioni sono rimasti al palo.
La mancata difesa dei salari reali e del potere d'acquisto delle famiglie ha ridotto sul lastrico sempre più persone, sono aumentate le disuguaglianze ed è aumentato anche il divario con gli altri Paesi Ue in termini di reddito pro capite.
Per il Codacons sono ormai in crisi una famiglia su tre, ossia più di un terzo delle famiglie non riesce a far quadrare il bilancio domestico e non è in grado di fronteggiare una eventuale spesa imprevista.
Per questo il Governo non può continuare a lavarsene le mani come ha fatto fino ad ora, accontentandosi di provvedimenti spot come il decreto incentivi e la social card, una miseria di 40 euro, non dati nemmeno alle 1.300.000 persone preventivate.
Se il Governo non intende spendere nemmeno un euro per affrontare questa situazione, dovrebbe almeno combattere l'inflazione con misure di liberalizzazione del mercato e mettere i consumatori nella condizione di potersi se non altro difendere da soli, riducendo, ad esempio, lo strapotere di banche, assicurazioni, compagnie telefoniche e petrolifere. Invece non solo non ha fatto nulla in tal senso, ma si è mosso addirittura in direzione opposta..

12:00 Scritto da: consumatori in LAVORO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook