martedì, 19 ottobre 2010
Caso Cucchi. No alla superperizia
La Procura ha chiesto il processo per 13 persone: sei medici e tre infermieri dell'ospedale Sandro Pertini che ebbero in cura Cucchi, tre agenti penitenziari e del direttore dell'ufficio detenuti e del trattamento del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria. Le accuse sono quelle di lesioni aggravate, abuso di autorità nei confronti di arrestato, falso ideologico, abuso d'ufficio, abbandono di persona incapace, rifiuto in atti d'ufficio, favoreggiamento, omissione di referto. I reati sono contestati a seconda delle singole posizioni processuali.
Gli agenti penitenziari sono accusati, tra l'altro, di lesioni aggravate e di abuso d'autorità nei confronti di arrestati o detenuti per aver, secondo l'accusa, il 16 ottobre del 2009 picchiato Cucchi nelle camere di sicurezza del tribunale in attesa dell'udienza di convalida. Medici e infermieri, in sostanza, per i magistrati avrebbero abbandonato il paziente "incapace".
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lunedì, 16 agosto 2010
Carcere e sanità, cambiano protocolli: medici informeranno subito familiari su salute detenuti
"Nessuno potra' restituire Stefano Cucchi alla sua famiglia. Ma adesso si potra' evitare che altri casi come quello del giovane morto all'ospedale "Sandro Pertini" di Roma, a una settimana dal suo arresto per possesso di droga, accadano nuovamente. In seguito alle indicazioni della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, il Ministro della Giustizia Angelino Alfano mi ha comunicato, con una sua lettera ufficiale, che i correttivi introdotti nel protocollo organizzativo della struttura protetta del "Sandro Pertini" saranno estesi a tutte le strutture protette italiane". A renderlo noto il Presidente della Commissione Ignazio Marino."In altre parole se al momento del ricovero di Stefano Cucchi vi era di fatto la proibizione di comunicare con i familiari, in caso di aggravamento di un paziente detenuto, da oggi il medico, di fronte ad una persona privata della liberta', potra' fare cio' che ogni medico pratica con ogni paziente: nel momento dell'aggravamento l'assiste e immediatamente dopo informa i familiari delle condizioni cliniche del loro caro.
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lunedì, 12 aprile 2010
Cucchi. Perizia parte civile: morto a causa del pestaggio
''La frattura lombare L3, oggettivamente di tipo acuto, ha determinato un impegno a livello nervoso-midollare avviandola catena di eventi che ha portato alla morte''. Cosi' il professor Vittorio Fineschi, dell'universita' di Foggia, ha illustrato, insieme con gli altri componenti del pool di periti di parte, Giuseppe Guglielmi e Cristoforo Pomara, gli esiti della perizia di parte civile chiesta dalla famiglia di Stefano Cucchi per indagare sulle cause della morte del geometra romano. La perizia e' stata presentata questa mattina alla Camera dei Deputati dai tre medici alla presenza della sorella di Stefano, Ilaria, del presidente di 'A buon diritto', Luigi Manconi, dell'avvocato dei Cucchi, Fabio Anselmo, e di diversi parlamentari, tra cui Rita Bernardini, Guido Melis e Melania Rizzoli. I tre periti hanno ripercorso le vicende di Stefano Cucchi sulla base, hanno spiegato, di un approfondito studio del materiale radiologico, tac e risonanza magnetica. Dalle risultanze dell'autopsia emerge concordemente ''un grave quadro da traumi contusivi chiusi'' al volto, all'addome e alla colonna, come hanno spiegato gli esperti. In particolare ''la frattura alla terza vertebra lombare risulta recentissima, come prova - ha spiegato uno dei medici - l'assenza di callo osseo''. Nel caso di Cucchi, si legge nella sintesi della perizia, il trauma lombare ''esercita un significativo effetto sulla funzione nervosa vagale che si estrinseca in maniera subdola a seguito del danno traumatico. E' infatti dimostrato - prosegue il testo - che i pazienti con lesioni midollari che interessano le prime vertebre lombari presentano un alto rischio di disfunzione cardiaca''. Cucchi, all'accesso il 17 ottobre all'ospedale Pertini, presentava un battito cardiaco di 49 battiti al minuto, a fronte di un battito normale di 60-90 battiti al minuto.
13:00 Scritto da: consumatori in DIRITTI UMANI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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