giovedì, 14 ottobre 2010

Staminali, buone speranze da studio su distrofia Duchenne

distrofia-di-duchenne.jpg
Battere la distrofia di Duchenne sul tempo potrebbe essere possibile: è quanto emerge da una ricerca condotta da Pier Lorenzo Puri, ricercatore dell'Istituto Telethon Dulbecco e dell'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, grazie alla quale sono stati individuati nuovi meccanismi in base ai quali le cellule staminali possono rigenerare i muscoli "buoni" nei soggetti affetti da distrofia di Duchenne. Pubblicato sulla rivista "Cell Stem Cell", lo studio ha individuato nuovi bersagli farmacologici per rinviare il piú possibile quel "punto di non ritorno" oltre il quale i muscoli dei pazienti distrofici non riescono piú a rigenerarsi. La massa muscolare dei soggetti affetti da questa patologia viene a poco a poco sostituita da cicatrici e diventa incapace di contrarsi, obbligando il paziente sulla sedia a rotelle e segnando la progressione verso la fase terminale, quando vengono compromessi anche il cuore e i muscoli del respiro.

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Staminali, buone speranze da studio su distrofia Duchenne

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da Aduc - di Vincenzo Donvito

 Ci sono alcuni casi apparentemente marginali della comunicazione che, probabilmente, stanno diventando diffusi. E riguardano due pilastri della nostra comunita': cultura e informazione.
Internet e' una miniera che bisogna imparare ad usare. Una miniera grazie alla quale si possono ottenere risultati ottimi rispetto ai propri interessi, soprattutto rispetto alla reperibilita' di fonti e riscontri per le stesse. Una miniera che, pero', se viene usata solo con velocita', e non utilizzando la velocita' ai propri fini, puo' distorcere e trasformare il punto di partenza.
Su Internet si muovono due siti che sono punti di riferimento e di sviluppo della propria comunicazione: Wikipedia in quanto enciclopedia stabile, Facebook in quanto agenzia di stampa dinamica.

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martedì, 09 febbraio 2010

CELLULE STAMINALI CONTRO LA TALASSEMIA

talass.jpgDA GIOIA SALUTE

Ricercatori italiani e stranieri si stanno impegnando in una sperimentazione di ingegneria genetica che potrebbe guarire completamente malati di talassemia. "Il meccanismo consiste nell'estrarre dal paziente le cellule staminali attraverso un prelievo di sangue" , spiega Paolo Cianciulli, direttore del Centro di riferimento del Lazio per le talassemie. "Dopo un "trattamento" con i geni emoglobinici sani, le cellule staminali vengono reinfuse nel paziente, trasportando nel sangue il gene sano che permette la formazione di globuli rossi perfetti. Sofosticata e complessa, la sperimentazione per ora si è svolta solo su cavie, ma i ricercatori sono fiducoisi che entro il 2010 si potranno effettuare i primi autotrapiantianche nell'uomo": Senza rischio di rigetto, perchè le cellule staminali sono quelle dello stesso paziente. Un grande passo avanti, se si considera che la talassemia colpisce in tutto il mondo circa 3 milioni di persone. Ogni anno sono circa 330mila i bambini che nascono affetti da sindromi talassemiche e l'Italia è uno dei Paesi più colpiti : settemila i malati e 3 milioni e cinquecentomila i portatori sani concentrati in Sardegna e Sicilia.

Info: Numero Verde 800/259021 ; www.site-italia.org; sito della Fondazione Giambrone per la guarigione dellla talassemia www.fondazionegiambrone.it.

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sabato, 23 gennaio 2010

«Siete gli imbroglioni delle staminali» - Beike Europe non ci sta

beike.jpgda Ufficio stampa BEIKE EUROPE

In relazione a quanto pubblicato nell’ultimo numero di Panorama (n. 4 - datato 21 gennaio 2010 in un’inchiesta a firma Gianluca Ferraris e Ilaria Molinari con Karen Rubin, pubblicata a pagina 42, dal titolo «Staminali – Ladri di speranza»), Beike Europe prende posizione stigmatizzando la superficialità e il pressapochismo che hanno caratterizzato la stesura dell’intero articolo, nonché la palese natura diffamatoria dello stesso.
La Shenzhen Beike Biotechnologies Co. Ltd. viene fatta passare agli occhi del lettore come una struttura truffaldina (sebbene definita «colosso» in una didascalia), che inganna il malato approfittando della vulnerabilità causata dalla sua patologia, che dà informazioni illusorie atte al convincimento che la terapia sia la soluzione definitiva al suo problema, pur di estorcergli un’ingente quantità di denaro (il trattamento completo costa 32.000 Euro).
In realtà, in base all’esperienza su oltre 6.000 malati che si sono sottoposti al trattamento dal 2001 ad oggi, Beike ha sempre sottolineato, sia telefonicamente sia in colloqui personali con i pazienti, che i risultati dipendono dalla reazione di ogni singolo organismo, evidenziando che neppure le staminali attualmente fanno miracoli e, invece, tendendo spesso a disilludere chi idealizza il trattamento in oggetto.

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giovedì, 21 gennaio 2010

Riceviamo e pubblichiamo: A PROPOSITO DI STAMINALI

da Andrea Mazzoleni

staminali.jpgCosa sappiamo davvero sul complesso e affascinante mondo delle cellule staminali?
Poco, l’unica cosa che possiamo dire è che le stesse sono la causa di tante polemiche e di numerosi dibattiti che spesso non fanno altro che confondere il lettore.
Quasi quotidianamente ci vengono annunciati successi strepitosi nel campo della ricerca e delle possibili cure che spesso non sono altro che ripetizioni e aggiornamenti di cose già conosciute.

Malati, familiari, addetti ai lavori domandano sempre più spesso perché queste cure non sono accessibili in Italia e in Occidente in generale se tutti sono convinti che questa strada sia il futuro prossimo della medicina.

Vediamo di tentare di spiegare il perché di questa situazione.

Dal punto di vista etico Il documento vaticano Dignitas Personae premette che la ''terapia genica'' e' ''in linea di principio moralmente lecita'', nei limiti di ogni altra terapia medica, ovvero se si evita l'accanimento terapeutico.
Tuttavia, il Vaticano mette in guardia nei confronti di chi vuole migliorare o potenziare la ''dotazione genetica'' di una persona, perché tali manipolazioni favorirebbero ''una mentalità eugenetica'' e introdurrebbero ''un indiretto
stigma sociale nei confronti di coloro che non possiedono particolari doti''.

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venerdì, 06 novembre 2009

Staminali embrionali umane per riparare i polmoni

staminali.jpgStaminali embrionali umane 'trasformate', per la prima volta, in tessuto epiteliale polmonare. E' l'esperimento condotto con successo da ricercatori belgi e pubblicato sulla rivista scientifica 'Respiratory Research'. La tecnica utilizzata dall'equipe potrebbe un giorno rappresentare un'alternativa al trapianto di polmone nei pazienti con malattie polmonari croniche o genetiche come la fibrosi cistica.
I ricercatori del Dipartimento di embriologia e genetica della Libera universita' di Bruxelles, coordinati da Lindsey Van Haute, hanno dimostrato appunto che le cellule staminali embrionali umane possono essere convertite in cellule simil-epiteliali in modelli umani. La differenziazione delle embrionali e' stata ottenuta utilizzando un sistema di interfaccia gas-liquido che mima le condizioni di una trachea adulta. Non sono serviti specifici fattori di crescita o la formazione di un organismo embrioidale.
"Il nostro impegno -spiega Van Haute- sara' ora quello di migliorare ulteriormente questo nuovo protocollo di coltura cellulare, cercando di aumentare il numero di cellule 'trasformate' o di guidare la differenziazione delle embrionali umani nel particolare tipo di cellule desiderate aggiungendo specifici fattori di crescita alla tecnica".

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