giovedì, 17 maggio 2012

Indagine Ispo: 60% italiani fa la spesa con la sporta da casa

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Il 60% degli italiani va a fare la spesa portando con sé una busta di stoffa, di nylon o di juta, oppure di plastica abbastanza resistente e comunque riutilizzabile. La percentuale sale a oltre l’80% per la spesa fatta al supermercato. Insomma: complice forse il bando ai sacchetti di plastica non biodegradabili, la necessità di comprare le buste sul posto se si dimenticano a casa e, per qualcuno, la virata verso un minore ricorso all’usa e getta, fatto sta che gli italiani spesso si portano la sporta da casa per fare la spesa.

Circa il 60% dei responsabili acquisti delle famiglie italiane sono soliti portare con sé un contenitore per imbustare la spesa. Se si tratta della spesa al supermercato, la percentuale di chi porta con sé un contenitore sale all’80%”.

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martedì, 08 maggio 2012

Non più paillettes e lustrini: la moda rischia il collasso. I consumatori spendono sempre meno

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Che si tratti di pret à porter o collezioni di prima linea poco importa: il settore della moda soffre pesantemente gli effetti della crisi. A darne riscontro sono le quasi 160.000 imprese che compongono il comparto dell’abbigliamento e delle calzature, protagoniste di uno studio statistico condotto da Fismo (Federazione Nazionale Moda) e Confesercenti sull’andamento del settore. L’indagine campionaria, presentata questa mattina a Roma nel corso di una conferenza stampa, ha messo un evidenza cifre preoccupanti. Partiamo col constatare che la quota di spesa che le famiglie italiane riservano all’abbigliamento e alle calzature è calata di circa 3 punti percentuali dal 2008 ad oggi, passando dall’8% al 5,8%. Dal lato di chi fa impresa, la perdita è stata considerevole: si calcola, infatti, che il reddito di coloro che operano nel settore abbia subito una riduzione complessiva pari al –32% negli ultimi cinque anni.

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Social shopping, Dona (UNC): “Si acquista il prodotto o lo sconto?”

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Sono la moda del momento e sono diventati una vera e propria potenza economica. Stiamo parlando dei gruppi d’acquisto online che registrano ormai un giro d’affari di 250 milioni di euro al mese e più o meno 7 milioni di utenti. Il social shopping si è diffuso tra i consumatori come strategia salva-portafogli, che fa risparmiare fino al 70% del costo di un prodotto, qualsiasi esso sia, dalla cena al ristorante all’elettrodomestico di ultima generazione.

 

Ma “siete davvero sicuri che state acquistando un prodotto e non lo sconto?”  E’ la provocazione che lancia Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), secondo cui il rischio di questi fenomeni è quello di restare accecati dallo sconto, comprando cose di cui non si ha effettivamente bisogno. Dona invita a non dimenticare il buon senso e a crearsi un paniere di beni (compatibili con il nostro budget), cercando in rete i prezzi più vantaggiosi.

 

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martedì, 01 maggio 2012

Istat: carrello spesa record. Inflazione stabile, benzina a +20,8%

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Ad aprile il rincaro annuo del cosiddetto carrello della spesa, cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,7% un valore, superiore al tasso d’inflazione (3,3%), che risulta il più alto da settembre 2008. Lo rileva l’Istat nelle stime preliminari.

La reazione dei consumatori. “Tradotto in termini di costo della vita, significa che una famiglia di tre persone spenderà, per fare la spesa di tutti i giorni, 635 euro in più su base annua, mentre per una famiglia di quattro persone la stangata sarà di 686 euro all’anno”. E’ quanto calcolano le associazioni dei consumatori. “E’ evidente che aumentare ad ottobre l’Iva significherebbe una ulteriore spinta sui prezzi già alle stelle”, aggiunge. Secondo le associazioni infatti, “l’effetto sull’inflazione sarebbe variabile tra l’1,32% e l’1,74%, a seconda che scattino anche gli arrotondamenti e le speculazioni”.

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mercoledì, 14 marzo 2012

Istat: la spesa costa il 4,5% in più

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Nel giorno in cui i carburanti segnano nuovi record, in una corsa al rialzo che sembra non avere fine, l’Istat conferma che il carrello della spesa costa sempre più caro: in un anno i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza sono aumentati del 4,5%, in un mese i rincari sono dello 0,7%. E i Consumatori stimano ricadute pesanti sui budget sempre più magri delle famiglie.

Il dato Istat di febbraio conferma che l’inflazione registra un aumento dello 0,4% su base mensile e del 3,3% su base annuale. Nel mese di febbraio, da un punto di vista settoriale, i più rilevanti effetti di sostegno alla dinamica congiunturale dell’indice generale derivano dagli Alimentari non lavorati e dai Beni energetici non regolamentati (per entrambi +1,7%). Particolarmente forte è stato l’aumento dei prezzi dei Vegetali freschi (+8,7% in termini congiunturali). Un impatto significativo deriva anche dall’aumento congiunturale dei prezzi dei Servizi relativi ai Trasporti (+0,8%).

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lunedì, 05 marzo 2012

CONTI PUBBLICI: CONSUMI 2011,GIU'CIBO E ISTRUZIONE

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IL CODACONS: DATO “DRAMMATICO”. IN 5 ANNI LE FAMIGLIE HANNO RIDOTTO DELL’11% I CONSUMI ALIMENTARI
Per il Codacons il calo dell’1,3% della spesa alimentare delle famiglie registrato dall’Istat per il 2011, è un dato  “drammatico”, che dimostra come i cittadini siano costretti a tirare la cinghia anche su beni essenziali come quelli alimentari.
“Si tratta di un trend negativo iniziato già nel 2006 – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Rispetto a 5 anni fa, le famiglie italiane hanno ridotto mediamente dell’11% i consumi alimentari, in pratica “fanno la fame!”. Una dimostrazione del crollo della domanda, a fronte del quale, però, i prezzi hanno continuato imperterriti a salire.

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lunedì, 27 febbraio 2012

Farmers market, un successo anche in tempi di crisi

Farmers_Market_2098613826.jpgda Help Consumatori

Aumentano del 53 per cento rispetto allo scorso anno degli acquisti nei mercati degli agricoltori, dove nel 2011 hanno fatto la spesa ben 9,2 milioni di italiani che hanno tagliato le intermediazioni pur di non rinunciare alla qualita’ a tavola. E’ quanto emerge dal primo rapporto sul “Boom degli acquisti diretti: la ricetta anticrisi degli italiani” presentato all’Assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna Amica della Coldiretti  a Roma.In pochi anni – sottolinea la Coldiretti – sono nati in Italia 878 mercati degli agricoltori (cosiddetti Farmers market) dove sono coinvolti 20.800 produttori agricoli che hanno creato nuove opportunità di lavoro per 3.500 persone.

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martedì, 14 febbraio 2012

Caro cibo, la spesa è aumentata di 1 euro al giorno

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Prima c’è stato lo sciopero dei tir, che ha sollevato denunce di rincari su frutta e verdura. Poi il gelo di questi giorni, con il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania che si è sentito di suggerire: “Non comprate la zucchina se costa 7-8 euro al chilo. Passate oltre”. Il risultato è che il carrello della spesa è aumentato in sole tre settimane: per Adiconsum, i rincari sono di quasi 1 euro al giorno, oltre 16 euro al mese, equivalenti a 201 euro l’anno.

Il costo di un ipotetico carrello della spesa (dove ci siano pane a pasta, latte e uova, mozzarella, carne e pesce, frutta e verdura) è passato da 37,75 euro dal 17 gennaio 2012 a 38,59 euro attuali: sono 84 centesimi in più al giorno, che significano 16,80 euro al mese e 201,60 euro l’anno.

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domenica, 05 febbraio 2012

Istat, inflazione al 4,2% su carrello spesa. Il paniere si allarga

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Il 2012, si era capito, è iniziato con aumenti su tutti i fronti. La conferma arriva oggi con le stime provvisorie dell’Istat: a gennaio il tasso di inflazione è stato del 3,2% (in leggero calo su dicembre), ma i prezzi del carrello della spesa, dal cibo ai carburanti, sono saliti del 4,2% su base annua.

 

L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è stabile al 2,4%. Su base tendenziale, il tasso di inflazione dei beni è stata del 3,9%, mentre a dicembre era del 3,8%; il tasso dei servizi è passato al 2,3%, dal +2,5% del mese precedente.

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mercoledì, 12 gennaio 2011

ISTAT: Spesa delle famiglie al palo

carrello-spesa2.jpgLa ricchezza delle famiglie fa fatica a recuperare le perdite subite dall'inizio della crisi e la capacita' di spesa torna a scendere. Nel terzo trimestre del 2010 il reddito disponibile e' rimasto fermo rispetto al trimestre precedente mentre il potere d'acquisto e' sceso dello 0,5%, che diventa -1,2% se si guarda ai primi 9 nove dell'anno appena passato. I portafogli si sono cosi' alleggeriti e con il budget rimasto gli italiani hanno fatto fronte alle spese, in continua crescita, rinunciando ai risparmi. La propensione a mettere i soldi da parte ha, infatti, raggiunto nel periodo luglio-settembre il valore piu' basso da dieci anni.
Sono questi i risultati del monitoraggio condotto dall'Istat sui bilanci delle famiglie. E solo rispetto al 2009 si vede qualche miglioramento, almeno per il reddito disponibile lordo, destinato a consumi e risparmi, pari a 266 miliardi e 555 milioni di euro, che a fronte di una variazione nulla su aprile-giugno ha, invece, segnato un aumento su base annua dell'1,4%, (ma solo +0,4% nei primi 9 mesi del 2010). Le cifre, invece, restano negative e anzi peggiorano, se si guarda al potere d'acquisto delle famiglie italiane, cioe' il reddito in termini reali (212,181 miliardi di euro), che e' sceso sia su base mensile che su base annua (-0,5%). E il calo e' ancora piu' marcato se si considera il periodo gennaio-settembre (-1,2%). Insomma, i livelli pre-crisi rimangono ancora distanti e il confronto tendenziale con il terzo trimestre del 2008, ovvero due anni fa, lo dimostra, con riduzioni nette sia per il reddito disponibile (-1,9%) che per quello reale (-2,9%).

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