lunedì, 26 marzo 2012
Smartphone e tablet: grande successo. A pagarne le conseguenze sono i media “di una volta”
Svelati, pochi giorni fa, i dati relativi all’ultima ricerca svolta dall’Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano. Uno dei dati più interessanti, tra i tanti emersi, è quello che riguarda l’ampio successo riscosso da cellulari smartphone e tablet negli ultimi anni, che stanno mandando in pensione i media tradizionali.
Stando alla ricerca fatta dalla School of Management del Politecnico di Milano, i cellulari intelligenti hanno registrato una diffusione tale da far impallidire i media tradizionali, vittime invece di un netto calo. In particolare, secondo il report, smartphone, app, social network e connected tv, e tutti i new media hanno registrato una crescita del +7%, passando da 5 miliardi di euro a 5,3 miliardi. La situazione però non va altrettanto bene per i media tradizionali, stampa, tv e radio, che hanno invece registrato un crollo di 5 punti percentuali, passando da 11,9 miliardi di euro a 11,4 miliardi.
18:00 Scritto da: consumatori in INTERNET, tecnologia, TELEFONIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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giovedì, 23 febbraio 2012
La Rai rinuncia al canone su pc, tablet e smartphone
La Rai ha rinunciato al canone su pc, tablet e smartphone. Decisiva è stata la presa di posizione del ministero allo Sviluppo Economico. Il ministero ha infatti comunicato a Rai una propria interpretazione della norma del 1938 relativa al canone e ha escluso perentoriamente quei prodotti dal pagamento. La decisione arriva dopo le polemiche di giorni scorsi 1.
La Rai – a quanto risulta a Repubblica.it da fonti ministeriali – ha accolto quest’interpretazione, dopo un breve contraddittorio durante un incontro con il Dipartimento comunicazioni del ministero. Il ministero ha fatto notare a Rai che sarebbe stato assurdo imporre un pagamento a scapito dei beni digitali. Avrebbe certo penalizzato lo sviluppo tecnologico in Italia, tra consumatori e aziende, proprio in una fase in cui il Paese sta cercando di potenziarlo e mentre il governo lavora alla prima Agenda digitale italiana 2.
00:05 Scritto da: consumatori in CANONE RAI, INTERNET, TELEFONIA, TV | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 27 gennaio 2012
Carrier IQ: una spia nei nostri smartphone?
da Casa del Consumatore
Il caso è scoppiato già da qualche mese: un software “spione” installato di default negli smartphone di tutto il mondo.
Si chiama Carrier IQ e registra la posizione dei dispositivi tramite il GPS integrato, i messaggi di testo, i numeri chiamati, le immagini inviate, le ricerche effettuate sul web e quant’altro: insomma, traccia tutto ciò che fanno gli utenti e i loro spostamenti, poi invia questi dati “sensibili” ai produttori dei telefoni, ma anche ad alcuni operatori telefonici. Fortunatamente è possibile rimuoverlo…
Il software è stato scoperto da un giovane hacker americano che lo ha definito come un vero e proprio “rootkit”, cioè un programma creato per avere il controllo sul sistema operativo senza l’autorizzazione dell’utente (cfr. definizione su Wikipedia).
14:00 Scritto da: consumatori in PRIVACY, TELEFONIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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sabato, 13 marzo 2010
Boom di cellulari, Internet rischia il tilt
da L'Avvenire - Claudia La Via
Un mondo sempre più connesso, dove i dispositivi mobili collegati in Rete crescono in modo esponenziale. Un vero e proprio 'tsunami' di smartphone, i supertelefonini intelligenti, sta inondando il mercato, complice anche il calo dei prezzi e il boom delle applicazioni multimediali disponibili. A dirlo è Nokia Siemens Network, società mondiale di servizi e soluzioni per le telecomunicazioni secondo cui, entro il 2015, il 50% delle connessioni alla Rete saranno via cellulare, con un traffico dati in mobilità che potrebbe arrivare addirittura a 23 exabyte. Un valore enorme, se si pensa che un solo exabyte corrisponde ai dati contenuti da 250 milioni di Dvd, e che sarebbe come se 6,3 miliardi di persone scaricassero ogni giorno da Internet un libro digitale. Numeri che potrebbero mettere a dura prova l’infrastruttura di rete esistente e causare seri problemi: dalla congestione, al crollo della connessione fino all’eccessivo consumo di batteria dei dispositivi mobili connessi.
Se guardare un video da YouTube – dicono gli esperti – corrisponde all’invio di mezzo milione di sms contemporaneamente, la crescita esponenziale dei negozi di applicazioni online, con milioni di download al giorno di video e programmi, potrebbe creare un effetto domino sulle infrastrutture di rete mobili. Nel 2009 sono stati venduti nel mondo 150 milioni di notebook contro 170 milioni di smartphone e nel 2013, secondo gli analisti di Gartner, saranno venduti in media circa 5 supertelefonini per ogni computer. Già oggi l’Italia guida la classifica del mercato europeo, con una penetrazione di smartphone del 28%, contro il 17% degli Usa e i numeri sono destinati a crescere.
La sfida non sarà solo quella della 'tenuta' della rete, perché 'la mobilità richiede reti mobili a banda larga molto più intelligenti', ha precisato Alessandro Di Salvo, a capo delle vendite per il sud Europa di Nokia Siemens Networks. Un telefonino collegato al Web infatti, invia senza sosta i suoi spostamenti alla Rete attraverso un continuo scambio di messaggi con le varie celle per segnalare la sua posizione. Una tipologia di traffico che, oltre ad essere costoso per l’operatore, rischia di congestionare fortemente la rete. Per questo, a detta di Nokia Siemens Network, servono infrastrutture in grado di ridurre l’attività di segnalazione e scongiurare un collasso. 'Lo standard che già adottiamo ci permette di aumentare di 4 o 5 volte la capacità di rete degli smartphone', ha sottolineato Di Salvo ricordando come, a guadagnarci, sarebbero anche le prestazioni delle batterie.
14:00 Scritto da: consumatori in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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