martedì, 17 aprile 2012

Poste, computer in tilt: disagi a migliaia di utenti

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Mattinata di disagi per gli utenti degli uffici postali di tutta Italia: non è stato possibile effettuare nessuna operazione di pagamento per problemi tecnici che hanno mandato in tilt i computer. Il primo allarme è partito da Firenze, ma sono arrivate segnalazioni di lunghe code e disagi da diverse zone del Paese.

Addirittura i dipendenti hanno messo in alcuni uffici cartelli che informavano i clienti del problema. Sembra che il blocco informatico sia derivato da un problema di connessione al server centrale. La situazione è tornata progressivamente alla normalità nel pomeriggio di ieri, dopo le 15.

L’Adoc ha immediatamente chiesto al Governo di prorogare almeno a oggi la scadenza dei pagamenti fissati per il 16 e chiede a Poste Italiane di attivare la procedura di conciliazione bilaterale secondo il protocollo esistente.

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mercoledì, 28 marzo 2012

FERROVIE: MORETTI, CHIUDEREMO ANNO CON UN NOTEVOLE UTILE

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I CONSUMATORI: UTILI IN SALITA MA QUALITA’ DEL SERVIZIO IN DISCESA LIBERA

UTILIZZARE LE MAGGIORI ENTRATE PER INDENNIZZARE I PASSEGGERI

Gli utili delle Ferrovie salgono, ma la qualità del trasporto ferroviario è in caduta libera. Lo affermano le associazioni di Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) commentando le dichiarazioni odierne di Mauro Moretti.
“All’aumento degli utili per la società, non è corrisposto nell’ultimo anno un miglioramento del servizio, che anzi è peggiorato specie sul fronte del trasporto pendolare – spiega Casper – E’ facile poi prevedere un incremento delle entrate di fronte a tariffe ferroviarie in costante crescita, al dirottamento dei passeggeri sui costosi treni ad alta velocità e al taglio dei collegamenti regionali e locali”.

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venerdì, 16 marzo 2012

Sanità, i tagli pesano sugli italiani. Spesa privata sempre più alta

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Spesa pubblica sempre meno adeguata ai bisogni sanitari dei cittadini, spesa privata sempre più alta. Il risultato è che i cittadini spendono molto di tasca propria per la salute: 30,6 miliardi di euro, +8% nel periodo di crisi 2007-2010. E’ lo scenario che emerge dalla ricerca del Censis ‘Quale futuro per le risorse in sanita’? Quale sanità dopo i tagli?’, presentata oggi a Roma.
Secondo l’indagine, è stimato in 17 miliardi di euro nel 2015 il gap cumulato totale tra le risorse di cui ci sarebbe bisogno per coprire i bisogni sanitari dei cittadini e i soldi pubblici che presumibilmente il Servizio sanitario nazionale avrà a disposizione. Poche risorse pubbliche rispetto ai bisogni reali, con tagli inevitabili ai servizi.

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mercoledì, 14 marzo 2012

Autobus urbani, potenzialità si perdono in servizio scadente

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Autobus urbani, potenzialità si perdono in servizio scadente

L’abbonamento mensile costa dai 30 ai 40 euro. La puntualità latita. Il livello di pulizia delle vetture regge ma con molte differenze fra città in cui è buona e altre in cui è del tutto scarsa. L’età media del parco vetture non è certo bassa: si va dai sei anni e mezzo di Milano ai 12 anni di Palermo. È l’identikit degli autobus pubblici urbani tracciato dal Movimento Consumatori.

L’associazione è partita da una domanda: i bus pubblici funzionano? E sono in grado di rappresentare una valida alternativa all’uso dell’automobile privata? Tanto più in città ormai assediate da traffico e smog e per famiglie alle prese col caro benzina, i mezzi pubblici potrebbero diventare un’ancora di salvataggio.

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lunedì, 13 febbraio 2012

Troppi tagli e le comunità terapeutiche muoiono

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Ecco – in sintesi – cosa sta per accadere nel nostro Paese. E se le comunità terapeutiche e i servizi pubblici per le dipendenze hanno salvato centinaia di migliaia di ragazzi negli ultimi decenni, nei prossimi almeno altrettanti giovani (e non) rischiano di andare perduti. Nonostante le dipendenze da stupefacenti siano via via andate moltiplicandosi, diversificandosi e intrecciandosi con certe più recenti, come appunto il gioco d’azzardo o internet. Perché i privati buoni samaritani stanno per essere costretti a smettere di esserlo, affogati nelle spese e nei debiti contratti con le banche. Mentre i budget delle aziende sanitarie locali non hanno più spazio per chi dipende da qualcosa, sostanza o altro che sia.

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mercoledì, 17 febbraio 2010

AL 45% DELLE FAMIGLIE I CONTI TORNANO

conti.jpgDA L'AVVENIRE

Discretamente più ottimisti sul piano economico, compiaciuti della salute, contenti con gli amici e felici in famiglia, ma poco soddisfatti di servizi pubblici, traffico ed inquinamento, con un andamento al ribasso dela soddisfazione man mano che ci si sposta dal Nord al Sud. Ecco gli italiani del 2009 nella fotografia scattata dall'Istat : un' istantanea in cui, rispetto a 2008, risultano in aumento i nuclei che vedono migliorata la propria situazione economica – il 44,9 % contro il 39,4 % dell'anno passato - , mentre le famiglie che ritengono peggiorata la situazione è scesa dal 54,5 % al 50 %. Insomma, secondo gli analisti economici, si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel della recessione e gli italiani, seppur ancora alle prese con il sintomo della quarta settimana, si stanno convincendo che sia proprio così.resta il fatto che comunque la metà delle familie si sente peggio economicamente ed il 13,1 % (16,2 % nel 2008) ritiene molto peggiorata la propria situazione. Sono evidentemente quei nuclei dove il capofamiglia è finito in cassa integrazione o ha addiritura perso il lavoro. Ma ecco le altre cifre. Le persone che nel 2009 si dichiarano soddisfatte per le relazioni familiari sono il 90,1 % (di cui bel il 35,6 % si dichiara molto soddisfatto), mentre soltanto l'1,3 % giudica queste relazioni per nulla soddisfacenti. I molto soddisfatti, però, decrescono passandodal Nord (40,1 %) al Centro (36,3 %) e poi al Sud (29,4%). Quanto alle amicizie, la quota degli individui soddisfatti tocca l'82,4 %. I problemi maggiormente sentiti dalle famiglie sono il trafico (45,2 %), la difficoltà di parcheggio (39,5 %), l'inquinamento (39,3 %), il rumore (35,5 %), la sporcizia nelle strade (31,2 %), e la criminalità (29,7 %).

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lunedì, 08 febbraio 2010

Aziende privatizzate e partecipate di servizi pubblici. Immunita' e soldi illeciti

servizi_pubblici.jpgda Aduc - di Vincenzo Donvito

Le aziende con forma societaria privata e con capitali pubblici, fanno parte della quotidianita': acqua, luce, telefono, gas, riscossioni tributarie varie, etc. A fronte di loro disservizi e arroganze (molto diffusi) il cittadino utente e consumatore ha pochi strumenti e spuntati. Le azioni giudiziarie individuali sono quasi sempre con costi maggiori dei potenziali rimborsi; per la neo-nata class action, inoltre, e' molto probabile che in queste settimane il Parlamento approvi una norma che esclude la possibilita' di rivalsa contro di esse. Sembra quindi che siamo condannati a non poter provare di aver subito un danno.
Ma non basta.
Ora arriva una sentenza della commissione tributaria regionale della Toscana che, in materia di Iva sui rifiuti dice che “e' dovuta quando un servizio destinato al soddisfacimento di un interesse pubblico sia effettuato in regime di impresa”. Questo nonostante la Corte Costituzionale (238/2009) abbia detto il contrario e Governo e Parlamento stiano approntando metodi di rimborso o -molto piu' probabile- modi di lasciare e continuare a versare allo Stato questi soldi.
Le aziende di capitali delle varie istituzioni pubbliche, quindi, non solo dovrebbero essere immuni dal pagare i danni che fanno, ma anche continuare a prelevare ai contribuenti, per conto dello Stato, imposte non dovute, cioe' illecite. Tanto vale che si decida di abolire la Corte Costituzionale e che le leggi non siano fatte dal Parlamento ma solo dal Governo in base alle proprie necessita' di cassa.

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