sabato, 18 febbraio 2012
La Consulta: le regioni non devono aumentare le tasse per far fronte alle calamità naturali
La Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale della cosiddetta «tassa sulle calamità», la norma introdotta l’anno scorso nel disegno di legge cosiddetto Milleproroghe che stabiliva che in caso di calamità naturali, le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l’emergenza. A impugnare la normativa erano state sei Regioni.
LA SENTENZA – Secondo i giudici la norma è in contrasto con gli articoli 77, 119, 23 e 123 della Costituzione.
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venerdì, 17 febbraio 2012
DOCUMENTAZIONE IN NERO E SEQUESTRO TRIBUTARIO
Avv. Diego Conte - diego.conte@sltc.it
SLTC - www.sltc.it
Con la sentenza n. 24923 del 25 novembre 2011 la Suprema Corte offre una chiave di lettura molto interessante di una norma particolare, l’art. 52, commi 7 e 9, D.P.R. 633/1972, avente ad oggetto i poteri investigativi con riferimento alla documentazione aziendale.
A tal proposito, è bene evidenziare che lo stesso art. 52 prevede una diversa disciplina a seconda che la documentazione aziendale possa essere compresa nella categoria dei documenti e scritture piuttosto che in quella dei libri e registri: infatti, nel primo caso essa può essere asportata dai locali in cui veniva conservata se “non è possibile riprodurne o farne constare il contenuto nel verbale, nonché in caso di mancata sottoscrizione o di contestazione del contenuto del verbale”; nel secondo caso, invece, non vi può essere asportazione, essendo concesso agli accertatori unicamente “eseguirne o farne eseguire copie o estratti, […] apporre nelle parti che interessano la propria firma o sigla insieme con la data e il bollo d’ufficio e […] adottare le cautele atte ad impedire l’alterazione o la sottrazione dei libri e dei registri”.
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CHI USA BOMBOLETTE SPRAY AL PEPERONCINO RISCHIA SOLO AMMENDE
La suprema Corte di Cassazione, con la sentenza N. 3112 del 25 Gennaio 2012, ha posto fine al dilemma applicativo dato dall’uso delle bombolette contenenti spray urticante a base di peperoncino (Oleoresin capsicum) parecchio diffuse ed utilizzate quale mezzo di difesa personale.
La sentenza è stata resa nell’ambito del giudizio tra Procura della Repubblica di Verona e Tribunale di Verona. Quest’ultimo aveva condannato l’utilizzatore della bomboletta al pagamento di una ammenda di € 200, mentre la Procura sosteneva che si dovesse applicare la normativa di specie sulle armi da sparo o da guerra.
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martedì, 14 febbraio 2012
Condominio: approvazione del rendiconto dei lavori di manutenzione straordinaria. Sentenza
da Aduc - di Alessandro Gallucci
In materia approvazione della contabilita’ finale dei lavori di manutenzione e la sua ripartizione tra i condomini, anche se si tratta d’interventi di straordinaria entita’, la deliberazione adottata in seconda convocazione per essere valida e’ sufficiente che riporti un numero di voti che rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell'edificio. Questa, in sintesi, la conclusione cui e’ giunto il Tribunale di Lecce con la sentenza n. 159 depositata in cancelleria lo scorso 20 gennaio 2012.
L’importante, quindi, per il giudice e’ che l’approvazione degli interventi di manutenzione straordinaria di notevole entita’ avvenga con la maggioranza specificamente prevista dalla legge (voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresenti almeno la meta’ del valore millesimale dell’edificio, art. 1136, quarto comma, c.c.); il piano finale di riparto fa storia a se’.
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lunedì, 30 gennaio 2012
Danni tabacco. Corte d'Appello: no a class action
Se il fumatore sceglie liberamente di fumare nella consapevolezza dei pericoli che corre, compreso quello dell'assuefazione e della dipendenza 'non puo' dolersi dei danni che per tale via riceve, giacche', in definitiva, sceglie volontariamente di procurarseli'.
Cosi' la Terza Sezione Civile della Corte d'Appello di Roma ha respinto il ricorso del Codacons contro la precedente pronuncia del Tribunale di Roma che, lo scorso 11 aprile, aveva dichiarato inammissibile la class action nei confronti di British American Tobacco Italia (Bat Italia) per il preteso danno da dipendenza che avrebbero subito i fumatori di sigarette. A renderlo noto la Bat Italia.
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FERMO AUTO E IPOTECA INSIEME SONO ILLEGITTIMI
info@studiolegalesances.it - www.studiolegalesances.it
Il concessionario della riscossione non può emettere un provvedimento di fermo amministrativo sul veicolo del contribuente se ha già provveduto in precedenza ad iscrivere ipoteca sui suoi immobili.
Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bari (Sent. CTP di Bari n.177/02/11, liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti), secondo la quale “i due provvedimenti congiunti appaiono fortemente penalizzanti proprio perché emessi in eccesso di cautela …”.
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martedì, 24 gennaio 2012
ACQUA ALL'ARSENICO: SENTENZA RIVOLUZIONARIA CONDANNA IL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA SALUTE A PAGARE 200.000 EURO AI RICORRENTI COSTRETTI A BERE ACQUA AVVELENATA PER LO STRESS E IL DANNO ALLA VITA DI RELAZIONE!!
Clamorosa sentenza del TAR del Lazio condanna i ministeri a risarcire gli utenti dell'acqua di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) con almeno 100 euro a cittadino. La sentenza apre una strada di incredibile valore, affermando che fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute. Ora questa strada sarà percorsa anche per chiedere i danni da inquinamento dell'aria e da degrado sia a Napoli che a Roma e nelle altre grandi città in cui la vivibilità è fortemente pregiudicata dal degrado ambientale.
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martedì, 01 dicembre 2009
Cause condominiali e ragionevole durata del processo: l'amministratore non puo' chiedere l'equo indennizzo
Il condominio non e' esente dal problema della lunghezza dei processi.
Molto spesso, al contrario, le cause sono cosi' lunghe che cambiano i proprietari degli appartamenti con il contenzioso ancora in atto.
Le convenzioni internazionali, stipulate anche dall'Italia, riconoscono ai cittadini il diritto ad un processo, civile o penale, che debba concludersi in tempi ragionevoli.
Che cosa succede se cio' non accade?
Il cittadino, parte del processo, puo' chiedere allo Stato Italiano un indennizzo per i danni (morali e materiali) patiti quale conseguenza delle lungaggini processuali.
La legge n. 89/01, c.d. legge Pinto, disciplina il procedimento per ottenere il risarcimento del danno.
Nello specifico, a norma dell'art. 2, primo comma, della legge citata "chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione, ha diritto ad una equa riparazione".
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mercoledì, 18 novembre 2009
Garante della Privacy: stop ai fax pubblicitari selvaggi ad aziende e famiglie
Il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto nuovamente per combattere l’invio di pubblicità indesiderata via fax. Dall’inizio del 2009 sono oltre 500 le segnalazioni già pervenute al Garante da cittadini e imprese che denunciano questa tecnica di spam.
L’ultimo intervento dell’Autorità ha riguardato una società alla quale è stato vietato l'ulteriore trattamento di dati personali, utilizzati senza consenso dei destinatari per l’invio di pubblicità indesiderata.
L’Autorità ha imposto, inoltre, la cancellazione di tutti i dati personali per i quali non risulti documentata la manifestazione del consenso all’invio di comunicazioni promozionali. L’azienda, nel corso dell’istruttoria, ha peraltro ammesso di aver ricevuto 20.300 richieste da parte di professionisti e imprese che chiedevano di non ricevere più pubblicità e di essere cancellati dalla loro banca dati. La mancata osservanza del provvedimento di divieto espone a sanzioni penali e al pagamento di una somma che va da trentamila a centottantamila euro.
Come altre imprese in precedenza, anche in questo caso la società ha affermato di utilizzare, per gli invii, nominativi estratti da elenchi telefonici “categorici” pubblici (come Pagine Gialle o Pagine Utili).
Questo consentirebbe, ad avviso delle imprese, di poter liberamente disporre di quei numeri per comunicazioni promozionali.
Il Garante, al contrario, ha ancora una volta ribadito che l'uso di sistemi automatizzati per inviare messaggi promozionali, come è il fax (ma il discorso vale anche per sms, mms, e-mail, etc.) impone la preventiva acquisizione del consenso informato e specifico da parte dei destinatari, anche quando si tratti di dati estratti da elenchi categorici o da albi.
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