sabato, 10 marzo 2012

Semplificazione amministrativa. La perversione burocratica

semplificazione burocratica,burocrazia,acquisti,contanti,1000 euro,15.000,stranieri,comunicazione,agenzia delle entrateda Aduc - di Primo Mastrantoni

Come complicare la vita ai cittadini. Un esempio. Gli stranieri extra Ue, non residenti in Italia, potranno fare acquisti pagando in banconote fino a 15 mila euro, oltre il limite dei 1000 euro previsti dall'attuale normativa (1). Cosa devono fare i turisti? Oltre che pagare in contanti, devono presentare il passaporto e fare una dichiarazione di non residenza italiana (ma non basta il passaporto?). Il commerciante ricevuti i soldi e la documentazione deve, entro il giorno feriale successivo, e non oltre pena una sanzione, depositare la documentazione e lo scontrino in banca e inviare "una apposita comunicazione preventiva, anche in via telematica, all'Agenzia delle entrate". Preventiva quanto?
Non si capisce o, meglio, si capisce che la perversione burocratica continua ad imperare nel nostro Paese.

(1) Decreto Legge 2 marzo 2012, n. 16.

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martedì, 22 giugno 2010

Libertà d’impresa:i paletti li mette l’ente locale

CALLCENT.jpgda L'Avvenire

Tante restrizioni impediscono l’avvio di nuove attività: fra aperture bloccate, orari rigidi e mancanza di gare.
Nonostante la crisi eco­nomica, nel 2009 sono nate oltre mille impre­se al giorno. È il dato fornito dal­la Cgia di Mestre a dimostrazio­ne del fatto che «già oggi aprire un’impresa non costituisce più un grosso ostacolo così com’e­ra qualche anno fa». Gli artigia­ni salutano «con soddisfazione» le nuove misure di semplifica­zione burocratica messe in can­tiere dal governo Berlusconi, ma ricordano, tuttavia, che già «dal primo aprile di quest’anno è possibile avviare un’impresa con una semplice comunica­zione via internet dal sito della Camera di Commercio e fare la comunicazione di inizio attività, che immediatamente viene i­noltrata anche all’Agenzia delle Entrate, all’Inps e all’Inail». Più in generale, osserva il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «la difficoltà per un imprenditore non è riconduci­bile alla fase di avvio della sua e­sperienza ma a un periodo suc­cessivo. I problemi da affronta­re subito, quindi, sono altri». La Cgia chiede di «diminuire la bu­rocrazia e il carico fiscale che grava su tutte le imprese; ridur­re per legge i ritardi nei tempi di pagamento; sbloccare i circa 70 miliardi di euro di pagamenti che le Regioni e gli enti locali non riescono a effettuare per i vincoli imposti dal Patto di sta­bilità interno». Ma ci sono anche altre restri­zioni, soprattutto a livello loca­le che limitano la libertà sanci­ta dall’articolo 41 della Costitu­zione. A rilevarli è stata l’Anti­trust, nelle segnalazioni inviate nell’ultimo anno a Parlamento, governo ed enti locali, denun­ciando i limiti alla concorrenza ed auspicando un cambiamen­to di rotta. Perché avviare un’at­tività economica, che sia un bar, un negozio di ottica o una scuo­la di sci, è in Italia una vera im­presa. Nonostante, il governo punti a riformare le modalità, i limiti e i vincoli a livello locale sono infiniti.

Continua...

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