martedì, 06 luglio 2010
Iva sui rifiuti. Le cattive e sbagliate informazioni del gestore fiorentino. I ricorsi per i rimborsi sono legittimi
da Aduc - di Vincenzo Donvito
Il gestore della raccolta dei rifiuti nell'area fiorentina, Quadrifoglio, fa opera di cattiva e sbagliata informazione. Il presidente dell'azienda, Giorgio Moretti, interpellato oggi dal quotidiano “La Nazione” canta vittoria contro rimborsi e applicazione dell'Iva grazie ad una disposizione approvata nel recente decreto legge n.78/2010 che qualifica la Tia come corrispettivo e non tributo. Quindi, dice il nostro: “a differenza di altri abbiano fatto bene a tenere duro”, continuando a far pagare l'Iva nonostante una sentenza della Corte Costituzionale abbia qualificato il pagamento delle bollette dei rifiuti come un tributo e non un corrispettivo per un servizio.
Vediamo perche' sbaglia.
La Tia (tariffa igiene ambientale) che viene applicata da Quadrifoglio non e' quella a cui fa riferimento il decreto legge 78/2010. Che invece riguarda la Tia del Codice ambientale (dlgs 152/2006), non ancora in vigore perche' mancano i decreti attuativi. La Tia fiorentina e' quella del Decreto Ronchi (d.lgs.22/97), poi abrogato dal Decreto ambientale.
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sabato, 29 maggio 2010
Tariffa rifiuti e Iva. Attenzione alle false interpretazioni delle nuove norme. I rimborsi sono dovuti
da Aduc - di Vincenzo Donvito
Il Governo lo scorso 25 maggio, nella manovra finanziaria, ha approvato una norma in cui si afferma che la Tia e' un corrispettivo e non una tassa. Quindi niente rimborso Iva e le contese vanno affrontate davanti al giudice ordinario e non tributario. Una situazione che, pero' riguardera' un ipotetico futuro e non la situazione attuale.
Infatti la norma riguarda la tariffa prevista dal codice dell'Ambiente (Dlgs 152/2006 art.238), tariffa che nessuno applica perche' ad oggi mancano ancora i decreti attuativi.
E' invece la tariffa Ronchi quella oggi applicata (Dlgs 22/97 art.49), che e' proprio quella che la Corte Costituzionale a luglio 2009 ha sentenziato (n.238) essere di natura tributaria, e su cui l'Iva non va pagata e il rimborso e' legittimo averlo.
Per cui, allo stato, nulla cambia: i rimborsi vanno chiesti al gestore del servizio (per il regresso e nel caso -quasi tutti- in cui faccia ancora pagare l'Iva) tramite raccomandata A/R di messa in mora e, in mancanza di rimborso occorre rivolgersi al giudice tributario.
La maggioranza che sostiene il Governo sta facendo di tutto per non far venire meno l'introito del balzello ed evitare questi rimborsi. Sul fronte del continuare a pagare il balzello, la sen. Anna Cinzia Bonfrisco Pdl) ha cercato, con un emendamento, di legittimare gli importi pagati come Iva rispolverando un regio decreto del 1937 che istituiva l'Eca. Sul fronte di non rimborsare nulla, l'on. Maurizio Leo (Pdl), con un emendamento di “fiscalita' creativa” voleva rendere retroattiva l'Iva dovuta da una nuova disposizione (3).
Per tutte le informazioni del caso e consulenze specifiche, il servizio dell'Aduc e' gratuitamente a disposizione.
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venerdì, 30 aprile 2010
IVA RIFIUTI: costo per le famiglie di un miliardo di euro
La sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito in modo inequivocabile che la Tia, tariffa di igiene ambientale, è una tassa e come tale non vi va applicata alcuna maggiorazione del 10% di Iva.
La questione riguarda in prevalenza le regioni del Centro Nord dove in questi ultimi anni si è passati dalla “tassa” rifiuti alla “tariffa”, con un aggravio dell’Iva a carico delle famiglie.
Considerato mediamente un costo di 150-200 euro l’anno di tassa rifiuti – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum - il credito accumulato dalle famiglie nei confronti dell’erario oscilla fra i 70 e i 150 euro.
Complessivamente è stato stimato che l’Iva da restituire alle famiglie è di circa 1 miliardo.
Tutte le pressioni esercitate per ottenere la restituzione di quanto pagato e non dovuto dalle famiglie sono state vane.
Ancora una volta assistiamo ad un film già visto: quando c’è in ballo la restituzione di crediti a favore delle famiglie (v. telefonia e assicurazioni), il legislatore corre subito ai ripari per annullarli.
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venerdì, 23 aprile 2010
Tassa rifiuti. Rimborso Iva e Corte Costituzionale stracciati dall'ingordigia di Stato? Scrivete all'onorevole responsabile del furto legalizzato
Il rimborso dell'Iva pagata ingiustamente sulla tassa dei rifiuti non finisce di stupire. La Corte Costituzionale (sentenza n.238/2009) ha dichiarato il balzello Iva illegittimo perche' quando si paga una tassa non si dovrebbe pagare un'ulteriore tassa sulla stessa. Questo accadeva a luglio dell'anno scorso.
Ad ottobre la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) presento' in commissione Bilancio del Senato un emendamento al disegno di legge di conversione del dl 135/2009: per legittimare l'addebito non conforme alla Costituzione, rispolvero' un regio decreto del 1937, che istituiva l'Eca, un tributo locale ante litteram e previde, guarda caso nella medesima percentuale dell'Iva dichiarata illegittima, che fosse versato da chi pagava la tassa sui rifiuti.
Questo emendamento, contestato anche da molti consumatori che seguirono le nostre sollecitazioni a farlo via E-mail, e' per ora rimasto li'. E poi non affrontava il problema del rimborso del regresso, oltre un miliardo di euro.
Ora arriva l'on. Maurizio Leo(Pdl e anche assessore al Bilancio del Comune di Roma). In commissione Finanze della Camera ha depositato un emendamento al decreto incentivi. Le chance di questo emendamento sarebbero buone perche' il sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, rispondendo ad un'interrogazione ha manifestato il proprio assenso al meccanismo proposto. Meccanismo che potremmo definire di “fiscalita' creativa”: l'Iva pagata diventa una quota della tariffa di igiene ambientale e dunque non puo' esserne richiesto il rimborso; per i detentori di partita Iva che hanno invece portato la stessa in detrazione, non dovranno rimborsarla ma quell'importo non potra' essere computato in deduzione ai fini delle imposte sul reddito e dell'Irap.
Dopo l'entrata in vigore di quanto previsto nell'emendamento, l'importo Iva non dovra' essere piu' aggiunto nelle bollette ma -non crediamo di essere estremamente malvagi nel crederlo visti anche i tentativi della sen.Bonfrisco- sara' una gabella che dovra' comunque essere versata dal consumatore.
Forse siamo alla fine di questa brutta storia. Brutta dal punto di vista legislativo, fiscale, amministrativo, politico. La conferma di uno Stato ingordo. La conferma che gli istituti di garanzia del nostro sistema hanno sempre meno valore. In questo caso si tratta del massimo istituto, la Corte Costituzionale. Le cui pronunce sono solo occasione -mai riconoscendo l'errore di quanto applicato prima della sentenza- di adattare alle nuove esigenze, con nomi e forme diverse, cio' che e' stato sentenziato come illegale.
Anche solo per far sapere che siamo consapevoli, questo e' il form sul sito della Camera dei deputati per inviare un messaggio all'on. Maurizio Leo, autore dell'emendamento che legalizza il furto del rimborso: clicca qui
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lunedì, 19 aprile 2010
RIFIUTI: AVVIATE LE CAUSE DI INIBITORIA NEI CONFRONTI DELLE AZIENDE CHE CONTINUANO AD APPLICARE L'IVA SULLA TIA.
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