sabato, 17 luglio 2010

GLI APPALTI DELLA 'NDRANGHETA:BOMBE ECOLOGICHE NEI CANTIERI

amianto.jpgdi Davide Re - da L'Avvenire

Amianto ed altri rifiuti tossici e pericolosi nelle opere pubbliche "gestite" dai capicosca.

Pur di lucrare il più possibile sui soldi che arriva­vano dagli appalti, la cricca collusa con i boss del­la ’ndrangheta era disposta a tutto. Anche a met­tere a rischio la salute pubblica. Perché l’organizzazio­ne era sicura di farla franca, grazie all’imponente giro di conoscenze politiche di cui potevano disporre. Non so­lo, stanchi di vivere di subappalti e di taglieggio ai pic­coli imprenditori, le cosche avevano pensato di punta­re in alto attraverso l’uso di società capaci di vincere da sole importati appalti pubblici, come per esempio la Pe­rego Strade, poi Perego general conctrator.
«Gli scavi effettuati dalla Perego - la quale, si rammen­ti, ha lavorato in cantieri per la realizzazione di opere pubbliche di notevole importanza - sarebbero pieni di sostanze notoriamente inquinanti e pericolose, come l’a­mianto ». Così ha scritto nell’ordinanza, il gip di Milano Giuseppe Gennari e che mar­tedì all’alba ha portato in carce­re oltre 160 persone solo in Lom­bardia (305 in tutta Italia) tra cui Ivano Perego, presidente della Perego Strade, poi diventata Pe­rego general conctractor, e il boss Salvatore Strangio. Proprio Strangio aveva acquisito per conto «delle ’ndrine di Platì e Natile di Careri la gestione e co­munque il controllo delle atti­vità economiche» prima di una poi dell’altra società di Perego, tra le maggiori in Lombardia, nel settore del movimento terra. della presunta esistenza di sostanze inquinanti e pe­ricolose nei cantieri in cui ha lavorato la Perego, come si legge nell’ordinanza, ne parla in un interrogatorio un ex dipendente della società, sentito dagli inquirenti

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lunedì, 30 novembre 2009

Pc, telefonini, videocamere: una montagna di rifiuti tossici da gestire

computer-trash.jpgNei Paesi ricchi un numero crescente di individui usa computer, telefonini, videocamere, e gli occidentali da soli possiedono il 75% dei computer del pianeta. Ma gli strumenti elettrici ed elettronici hanno vita breve e i rifiuti aumentano in gran fretta (+5% l'anno in Occidente). La gestione di questi rifiuti è un grosso problema per l'ambiente e la salute umana. Gli "e-rifiuti" sono chimicamente molto diversi dagli scarti domestici giacché contengono materiali di grande valore, spesso tossici, che necessitano di trattamenti e riciclaggi appropriati per evitare inquinamento e rischi sanitari. 

Brett Robinson, dell'Università Lincoln in Nuova Zelanda, fa un giro d'orizzonte sulla problematica in The Science of the Total Environment, vol.408, nr 2, 20 dicembre 2009.

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