domenica, 22 gennaio 2012

Dove smaltire i farmaci scaduti? Ecco tutto cio' che devi sapere

rifiuti pericolosi, smaltimento, farmaci scaduti, compostaggio, da Ecoseven

I farmaci sono prodotti chimici di sintesi in cui il principio attivo gettato insieme al rifiuto domestico può dare luogo ad emanazioni tossiche e inquinare il cosiddetto percolato, liquido di sedimentazione che si accumula sul fondo delle discariche. La presenza di antibiotici potrebbe potenzialmente dare luogo a ceppi di microbi e virus resistenti agli stessi antibiotici. Purtroppo non esiste una norma specifica in merito allo smaltimento deo farmaci scaduti in Italia.

La normativa a cui si fa riferimento è il Testo Unico dei Rifiuti, in assenza di decreti specifici. Ciò comporta che i cittadini possano portare i prodotti scaduti presso strutture pubbliche non dotate di contenitori appositi e che quindi non possono ritirare i farmaci.

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lunedì, 27 dicembre 2010

BASSO MOLISE. EMERGENZA IDRICA. NELLE MANI DI CHI E' LA NOSTRA SALUTE

difa.jpgmail da Michele Marzano

Nelle mani di chi è la nostra salute?

La situazione dell’emergenza idrica nel basso Molise che ha condizionato diversi paesi quali Termoli, Campomarino, Ururi, Petacciato, Montenero… con un bacino di utenze per circa 60.000 abitanti, ha del paradossale. In una regione, come la nostra, particolarmente generosa ad assegnare le risorse idriche a favore delle regioni limitrofe come la Campania e la Puglia, deve fare i conti con una emergenza diversa: la cattiva gestione e/o l’incompetenza di qualcuno si trasforma come un danno (di cui per ora non conosciamo le ripercussioni sulla nostra salute) alla collettività. Le notizie che giungono dai quotidiani, per fortuna, riescono a farci un quadro chiaro (quasi limpido, sarebbe il caso di dire) di come i segnali di allarme della moria di pesci nei fiumi sia stata sottovalutata; ed ancora di come l’inefficienza di alcune persone abbia provocato uno stato d’allerta di non rapida soluzione.

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sabato, 17 luglio 2010

GLI APPALTI DELLA 'NDRANGHETA:BOMBE ECOLOGICHE NEI CANTIERI

amianto.jpgdi Davide Re - da L'Avvenire

Amianto ed altri rifiuti tossici e pericolosi nelle opere pubbliche "gestite" dai capicosca.

Pur di lucrare il più possibile sui soldi che arriva­vano dagli appalti, la cricca collusa con i boss del­la ’ndrangheta era disposta a tutto. Anche a met­tere a rischio la salute pubblica. Perché l’organizzazio­ne era sicura di farla franca, grazie all’imponente giro di conoscenze politiche di cui potevano disporre. Non so­lo, stanchi di vivere di subappalti e di taglieggio ai pic­coli imprenditori, le cosche avevano pensato di punta­re in alto attraverso l’uso di società capaci di vincere da sole importati appalti pubblici, come per esempio la Pe­rego Strade, poi Perego general conctrator.
«Gli scavi effettuati dalla Perego - la quale, si rammen­ti, ha lavorato in cantieri per la realizzazione di opere pubbliche di notevole importanza - sarebbero pieni di sostanze notoriamente inquinanti e pericolose, come l’a­mianto ». Così ha scritto nell’ordinanza, il gip di Milano Giuseppe Gennari e che mar­tedì all’alba ha portato in carce­re oltre 160 persone solo in Lom­bardia (305 in tutta Italia) tra cui Ivano Perego, presidente della Perego Strade, poi diventata Pe­rego general conctractor, e il boss Salvatore Strangio. Proprio Strangio aveva acquisito per conto «delle ’ndrine di Platì e Natile di Careri la gestione e co­munque il controllo delle atti­vità economiche» prima di una poi dell’altra società di Perego, tra le maggiori in Lombardia, nel settore del movimento terra. della presunta esistenza di sostanze inquinanti e pe­ricolose nei cantieri in cui ha lavorato la Perego, come si legge nell’ordinanza, ne parla in un interrogatorio un ex dipendente della società, sentito dagli inquirenti

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