venerdì, 26 febbraio 2010

Telemarketing selvaggio: il Registro delle opposizioni serve a tutelare la privacy?

smile.jpgda Aduc - di Deborah Bianchi

Mentre tutti si occupano giustamente del gran clamore sollevato dall’apertura del procedimento di infrazione Ue contro l’Italia in materia di telemarketing a causa del regime transitorio, ulteriormente prorogato dal Parlamento, non vorrei che l’attenzione fosse distolta da una questione ancora più grave: come verrà costituito il Registro delle opposizioni?

Come sappiamo la nuova disciplina in materia di telefonate indesiderate a fini commerciali introduce la regola dell’opt out. L’utente infastidito dalle chiamate con operatore o eseguite in modo automatico se vorrà esercitare il proprio diritto a non essere disturbato/molestato dovrà iscriversi nelle liste del costituendo Registro delle opposizioni, la cui istituzione è affidata al governo.
Bene, pensa l’utente, mi iscrivo subito. A chi devo rivolgermi? Quanto tempo occorre perché sia lasciato in pace da tutti gli scocciatori? E se dopo che mi sono iscritto continuano a rompere?
Caro utente al momento si possono fare solo ipotesi, perché la legge non dice né a chi dovremmo rivolgerci, né quanto tempo occorre per ottenere l’effetto dell’opt out, né prevede l’ipotesi che continuino a rompere.
Nessuna informazione sullo stato dell'arte è stata ottenuta nonostante diversi contatti col ministero competente. Insomma, al momento tutto appare avvolto nel mistero, e l'ipotesi di una ulteriore proroga del regime transitorio -che doveva terminare a giugno 2010- è sempre più probabile.
“Allora questa legge non serve a niente?”. La legge c’è. Spetta a tutti noi attivarci per reclamare trasparenza ed equità nella costruzione dell’istituto del Registro delle opposizioni in modo che ragioni dell’e-commerce e ragioni dell’utente trovino un giusto bilanciamento.

Continua...

10:00 Scritto da: consumatori in TELEFONIA | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook