lunedì, 13 settembre 2010

Reati d'opinione, Cassazione condanna insulti fioccati in consiglio comunale

cassazione01g.jpgIl confronto politico non giustifica le ingiurie reciproche tra avversari, le quali vanno punite in sede penale. La Cassazione dice cosi' basta agli insulti tra politici, confermando la condanna inflitta dal tribunale di Verona (sezione distaccata di Legnago) all'ex sindaco del comune di Casaleone, che aveva definito "mentecatto" il suo successore alla poltrona di primo cittadino al termine di una seduta del consiglio comunale. L'imputato era stato condannato per il reato di ingiuria a risarcire i danni all'avversario e a pagare una multa di 200 euro: per questo, il suo difensore si era rivolto ai giudici di piazza Cavour, rilevando che si era trattato di un semplice "esercizio del diritto di critica politica".
Del tutto diversa l'opinione della quinta sezione penale della Suprema Corte, secondo cui "non appare fondata la tesi sull'esistenza nella nostra democrazia di un'area (il confronto politico) in cui si sarebbe sedimentata, grazie ad un lessico fatto di ingiurie reciproche, una sorta di desensibilizzazione ai termini offensivi, che perderebbero, per consuetudine, rilevanza penale, rilevanza che invece mantiene nell'ambito dell'intera cittadinanza".

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sabato, 10 luglio 2010

Cassazione.Reati d'opinione, il dito medio alzato è ingiuria

ditoMedio.jpgFare i 'gestacci', come mostrare il dito medio a pugno chiuso, equivale a prendere qualcuno a 'parolacce': per questo la Cassazione ha condannato una signora che aveva mostrato 'il dito' all'ex marito dal quale si era appena separato, incontrandolo mentre ciascuno era alla guida della propria auto. Senza successo Claudia M. (38 anni) ha cercato di essere assolta dall'accusa di ingiuria sostenendo che il suo gesto non era stato accompagnato dal alcuna 'frase di contorno', quindi non poteva offendere l'ex marito Agostino Z.
Ma la Cassazione - con la sentenza 26171 - ha confermato la colpevolezza della signora condannandola alla multa (la cui entita' non e' nota) emessa dal giudice di pace di Domodossola il 16 gennaio 2009. Il gestaccio si era 'manifestato' il 23 maggio del 2006 ed era stato preceduto, il 17 maggio dello stesso anno, da un insulto verbale proferito da Claudia in un incontro antecedente con l'un tempo amato Agostino. Spiega la Cassazione che i due episodi, quello verbale e quello gestuale, esprimono entrambi, sebbene con 'modalita' difformi' una 'offesa' alla onorabilita' della persona alla quale sono indirizzate. Per l'esibizione del dito medio Claudia deve anche pagare le spese legali e versare mille euro alla cassa delle ammende.

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giovedì, 10 giugno 2010

Reati d'opinione. Incredibile: condannati anche se opinioni sono in email ad amico

e-mail.jpg'State attenti a cio' che scrivete nella vostra corrispondenza con amici via web, se le vostre chiacchiere a cuor leggero, finiscono sulla stampa possono diventare reato. Per questo sono stato condannato, insieme ad altri, ovviamente, per diffamazione nei confronti del sindaco Alemanno in merito alla vicenda dello stupro avvenuto il 16 aprile 2008 a La Storta ai danni di una ragazza del Lesotho'.
Lo dichiara il Consigliere regionale del Lazio Pd Mario Di Carlo che annuncia: 'ricorrero' in appello'.
'La sentenza stabilisce di fatto che una conversazione privata tra amici nella quale si sottolineavano le strane coincidenza del caso e' penalmente rilevante tanto da portare ad una condanna. E' un principio aberrante - sottolinea Di Carlo - perche' mette in discussione le fondamenta stesse dello Stato di diritto in Italia. In base a questo sentenza infatti da oggi sarebbe penalmente perseguibile qualunque discussione al bar, perche' di questo si trattava, con la sola differenza che il bar era internet, e le chiacchiere erano e-mail. Praticamente siamo tornati ai tempi dei manifesti che dicevano 'Taci il nemico ti ascolta'. E' un precedente gravissimo - spiega - e dunque ricorrero' in appello. Esprimere opinioni via web , per quanto discutibili, non puo' essere reato altrimenti lo e' qualunque discussione in ogni dove'.

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lunedì, 26 aprile 2010

Reati d'opinione. Cassazione: 'uomo per tutte le stagioni' non è offensivo

liti.jpgLa Cassazione liberalizza l'uomo per tutte le stagioni'. Nessuno, dunque, si senta piu' offeso se gli verra' rivolta questa espressione cui spesso si fa ricorso per etichettare il trasformismo tipico delle persone che tentano la mediazione in ogni caso. Ecco perche' la Quinta sezione penale ha bocciato il ricorso della Procura di Larino che solleciatava la condanna per ingiuria e diffamazione nei confronti di un amministratore condominiale sessantenne di Termoli, reo, a suo dire, di avere osato bollare 'uomo per tutte le stagioni' l'avvocato che si occupava delle cause condominiali. Una denuncia diffusa a tutti i condomini via epistolare.
Come ricostruisce la sentenza 15357 di piazza Cavour, tra Riccardo S., amministratore condominiale e il legale Franco C. ( avvocato e a sua volta condomino dello stabile) c'era stato uno scontro nel quale l'avvocato aveva sollevato dei rilievi sull'operato dell'amministratore. Il quale, ritenendo le affermazioni false e lesive della sua capacita' professionale, nel rispondere agli appunti, aveva preso carta e penna e rivolgendosi ai condomini aveva scritto: 'Esiste dunque un Franco C. per tutte le stagioni?', come a voler istillare il dubbio che il legale si barcamenava a seconda dell'opportunita'.

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giovedì, 11 febbraio 2010

Reati d'opinione, Cassazione: reato dare del 'bandito' durante assemblea condominiale

bandito.jpgSe volano parole grosse durante un'assemblea condominiale 'infuocata' si rischia anche una condanna di ingiuria per aver offeso il vicino. E' successo ad un signore di Manfredonia che aveva dato del 'bandito' ad un condomino durante la riunione dei residenti e per questo e' stato condannato per 'ingiurie aggravate' dal Tribunale locale. La sentenza e' poi stata confermata anche dalla Corte di Cassazione.
Vani sono stati i tentativi di difesa del condannato, il signor Roberto D.nel ricorso in Cassazione. Questi infatti aveva sottolineato come i giudici di merito non avessero tenuto conto del 'contesto' nel quale era stata pronunciata la parola 'bandito' e cioe' in una assemblea condominiale, particolarmente accesa, come spesso sono queste situazioni dove la parola 'bandito' era stata semmai uno 'sfogo critico da parte di chi si sentiva vessato da una situazione offensiva e pregiudizievole per i suoi interessi di condominio'.La Quinta Sezione Penale della Cassazione pero' ha respinto il ricorso. Scrivono infatti i supremi giudici nella sentenza n.5339 : 'il mero contesto dell'assemblea condominiale, per quanto infuocato non puo' di per se' dare corpo alla causa di non punibilita' delle offese e dello stato d'ira per un fatto ingiusto altrui dal momento che l'una o l'altra delle situazioni puo' o non puo' anche verificarsi in un contesto del genere di quello invocato'.
Anche la parola bandito,quindi, non poteva essere considerata in quel contesto l'esercizio di una critica.

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