giovedì, 05 gennaio 2012

La pubblica amministrazione ora nasconde le auto blu

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No, serve una proroga. E, tac!, eccola lì subito concessa: altri venti giorni (ma ci scommettiamo, ri-prorogabili) per smaltire il pandoro e comunicare con tutta calma il numero e l’impiego delle auto blu da parte delle miriadi di amministrazioni pubbliche sparse per la penisola. Il censimento della Funzione pubblica, a sei mesi dal decreto che lo ha inventato e dopo un mese di attivazione, è un mezzo flop. I numeri sono desolanti, soprattutto se si pensa alla rigidità con cui la burocrazia pretende il rispetto delle scadenze dai contribuenti, pena sanzioni pesanti, interessi sul ritardo, spaventose cartelle esattoriali. Ma lo Stato, con se stesso, è molto più comprensivo, se si dimentica l’obbligo si sposta la scadenza, no problem.

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martedì, 20 aprile 2010

Inpdap, il nuovo «indirizzo»

inpdap.jpgdi Vittorio Spinelli - da L'Avvenire

Sarà suddiviso in quattro com­parti il settore della pubblica amministrazione. Lo prevede il nuovo «atto di indirizzo» del mini­stro Brunetta che ridisegna, a parti­re dalle attuali dodici aree, quattro settori del pubblico impiego da re­golare con una propria contratta­zione nazionale. Con la semplifica­zione sono riconosciute le nuove a­ree: a) enti locali e camere di com­mercio, b) regioni e sanità, c) scuo­la, d) altre pubbliche amministra­zioni. All’interno di ogni comparto, sarà applicata una contrattazione separata per il personale dirigente e per quello senza questa qualifica.
  I nuovi contratti collettivi di lavoro potranno riservare una particolare
disciplina per specifiche professio­nalità. Ad esempio, già il «collegato» alla legge finanziaria 2010 ha rico­nosciuto la specificità dei corpi mi­­litari, della polizia e dei vigili del fuo­co, da regolare con norme separate quanto allo stato giuridico ed al trat­tamento economico.

 Effetti Inpdap.
Di riflesso, il nuovo quadro della contrattazione dei pub­blici dipendenti apporterà qualche inevitabile aggiustamento sulla pre­videnza del pubblico impiego. Po­trà subire ritocchi la struttura delle voci di stipendio, prevista dalla con­trattazione nazionale, e dei contri­buti pensionistici ad esse aggancia­ti. Un dovere per l’Inpdap quello di prendere atto dei nuovi comparti­menti di contrattazione e di ade­guare l’organizzazione e le proce­dure dell’ente. Ma anche l’occasione per armoniz­zare le proprie competenze. Ad ini­ziare dalla applicazione della legge 322 del 1958 (che trasferisce all’Inps tutti i contributi versati ma non uti­lizzabili per una pensione Inpdap) che in alcuni settori del pubblico im­piego deve essere applicata d’uffi­cio, in altri a richiesta dell’interessa­to. L’applicazione d’ufficio della leg­ge 322 impedisce all’ex dipendente di potersi avvalere della totalizza­zione dei contributi versati presso enti diversi, usufruendo di una sola pensione calcolata con le regole pensionistiche di ciascun settore. Ma la totalizzazione è utilizzabile so­lo all’atto della domanda di pensio­ne, quindi lontano dalla cessazione del servizio senza aver maturato i re­quisiti di pensione. È anche interesse del pubblico di­pendente poter chiedere, in alter­nativa sia alla legge 322 sia alla tota­lizzazione dei contributi, di prose­guire l’assicurazione Inpdap con i versamenti volontari. Ma il concor­so di queste tre opportunità (e sen­za contare anche la ricongiunzione della legge 29/79) non è mai stato regolato dall’Istituto, non potendo quindi l’interessato esprimere una scelta personale e ponderata.
 16 aprile.
È in pagamento la rata mensile dei pensionati Inpdap. I ti­tolari che non l’abbiano ancora fat­to, sono ancora in termini per pre­sentare la certificazione dei propri redditi per gli anni 2007 e 2008. Chi trascura questa ultima possibilità, riceverà a giugno la pensione ridot­ta della quota collegata al reddito. I­noltre dovrà restituire gli arretrati di tale quota a partire da gennaio 2009.

giovedì, 07 gennaio 2010

CLASS ACTION: SPARITA QUELLA CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!!

mago.jpgda Codacons

Dopo l'annuncio delle prime azioni collettive del Codacons il Governo - forse intimorito da tanta solerzia dell'associazione - ha pensato bene di far sparire la class action contro la Pubblica Amministrazione. Lo rende noto il Codacons, che spiega nel dettaglio come è avvenuto lo "scippo' a danno dei consumatori compiuto nella notte tra l'1 e il 2 gennaio da Berlusconi e Brunetta.
Sulla Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio scorso, il testo relativo all'azione collettiva contro la P.A. appare modificato all'art. 7 rispetto allo schema precedente, il quale prevedeva l'immediata entrata in vigore dall'1 gennaio 2010 dell'azione collettiva contro i Ministeri. Nel nuovo testo comparso in Gazzetta salta tutto e non entra in vigore un bel niente, almeno riguardo ad azioni che tendono a sanzionare il mancato rispetto degli standard qualitativi per i concessionari di sevizi pubblici (Trenitalia, Comuni, Province, Regioni, società della luce, del gas, dell'acqua, ecc.) rinviando la class action a futuri e incerti decreti della Presidenza del Consiglio che dovranno fissare gli standard qualitativi dei servizi da erogare al cittadino. Si legge testualmente nell'articolo incriminato:
"la concreta applicazione del presente decreto alle amministrazioni e concessionari di servizi pubblici è determinata anche progressivamente con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri'.
Già l'azione collettiva contro la P.A. faceva acqua da tutte le parti non prevedendo sanzioni di alcun genere - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - ora grazie al "grande fustigatore' Renato Brunetta l'inefficienza delle varie amministrazioni sarà perdonata, a danno ovviamente degli utenti. Ma non finisce qui. A sparire sono anche i fondi dell'Antitrust destinati alle associazioni dei consumatori, che non compaiono nè nelle pieghe del bilancio, nè nelle norme del Milleproroghe, a testimoniare l'intenzione del Governo di impedire alle associazioni di svolgere il proprio ruolo e avvalersi dell'azione collettiva contro imprese e amministrazioni'.

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