sabato, 29 maggio 2010

La dipendenza da Internet? Una bufala nata da uno psichiatra burlone

Internet-Addiction-Disorder-.jpg

da Aduc - Red

internetaddiction.jpgNel 1995 lo psichiatra Ivan Goldberg, che vive a New York, si inventò una malattia: la dipendenza da Internet (Internet Addiction Disorder, IAD).

Ha descritto i suoi sintomi, pubblicandoli naturalmente sul suo sito: ansia, necessità di collegarsi per ore, movimenti involontari delle dita per digitare.
Lo shock è venuto giorni dopo, ricevendo decine di messaggi da persone che si identificavano con il problema. E i suoi colleghi dibattevano.

 Lo stesso anno, la psicologa Kimberly Young, un riferimento nel settore, fondò il Center for Addiction Recovery Internet (netaddiction.com). E il dibattito risuonò su tutti i media.
Quindici anni dopo, la polemica continua, ma si è sgonfiata. Sempre più spesso, gli esperti si rifiutano di riconoscere ivan.gifquesta malattia. "In 25 anni di occupazione non hanno incontrato un solo paziente affetto da questa 'dipendenza', sarebbe come parlare di tossicodipendenza da telefono, non ha senso", ha dichiarato José Miguel Gaona, uno psichiatra specializzato in dipendenze e un dottorato in medicina presso l'Universidad Complutense de Madrid .
Anche l'associazione americana di psichiatria ha escluso la dipendenza da Internet come disturbo della condotta. Non esiste alcuna prova scientifica.

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giovedì, 04 marzo 2010

DISTURBO MENTALE: DIBATTITO SULLA LEGGE 180

pazzi.jpgIl disturbo mentale ha sempre fatto paura, qualcuno dice quasi come la morte e per questo ed altri motivi ha provocato il rifiuto, l'isolamento e l'emarginazione di chi ne è affetto.

E' solo a fine '800 che si cerca di dare una interpretazione del disturbo su basi scientifiche; di seguito indichiamo sinteticamente il percorso che ha portato alla promulgazione della legge 180.

Il periodo del manicomio: l'istituzione

Nel periodo manicomiale i malati mentali furono accolti in vere e proprie strutture nelle quali subivano ogni genere di violenza, denunciate negli anni '70: mancanza di diritti, elettroshock forzato, tutela e confisca dei beni. L'indesiderato subiva tutte queste violenze perchè la malattia mentale non era compresa nè forse voleva essere compresa e, sbrigativamente, si faceva prima a nascondere il malato mentale tenendolo recluso in una struttura, nascondendolo agli occhi di tutti.

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