mercoledì, 25 agosto 2010

Proibizionismo, Giovanardi: io ho dimostrato che repressione forte funziona

droga.jpgI nomi commerciali sono ancora coperti da segreto, ma gia' risultano nella lista che il dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri ha inviato a tutte le Procure e le Prefetture, per allertarle sul fenomeno delle cosiddette 'smart drugs', sostanze stupefacenti vendute in negozi e persino in distributori automatici, sotto false etichette di deodoranti e profumatori, incensi ed erbe aromatiche. Si tratta, al contrario, di vere e proprie droghe, per l'esattezza di cannabinoidi sintetici, solo frutto di laboratorio, inseriti da giugno nella tabella 1 delle sostanze stupefacenti.
"Quello delle 'smart drugs' e' un fenomeno assolutamente scandaloso - tuona il sottosegretario con delega alle politiche antidroga Carlo Giovanardi all'Adnkronos - Queste droghe vengono impudentemente vendute in negozi, anche attraverso l'uso di distributori automatici che possono allettare persino minorenni. Questi negozi devono chiudere e le operazioni di polizia si stanno in tal senso intensificando".

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giovedì, 01 aprile 2010

I miracoli del proibizionismo, dall'effetto 'Al Capone' all'effetto 'Bin Laden'

binladen.jpgArticolo di Pietro Yates Moretti

Il proibizionismo sulle droghe ha prodotto l'ennesimo miracolo. Il Paese con la più massiccia presenza di forze armate Nato, inviate là per sconfiggere la produzione e il commercio di oppio, "motore economico dei Talebani", non solo rimane saldamente in testa alla classifica globale dei produttori di eroina, ma diventa anche il primo produttore al mondo di hashish.  Dopo decine di miliardi di dollari spesi, otto anni di guerra, centinaia di soldati Usa e Nato morti, decine di migliaia di vittime civili, i Talebani hanno trovato nel proibizionismo la più preziosa delle risorse economiche, il mercato nero delle sostanze proibite. Non solo. Poiché una buona parte della popolazione Afghana coltiva il papavero da oppio per sopravvivere, i Talebani sono in grado di controllare buona parte delle province e dei villaggi remoti in qualità di unici acquirenti e quindi unica fonte di sostentamento per innumerevoli famiglie. Tanto è vero che, per conquistare il rispetto delle popolazioni locali, i soldati Nato sono costretti da anni a chiudere un occhio sulle coltivazioni di papavero, nonostante gli anatemi proibizionisti dei vari leader militari e politici occidentali.

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domenica, 28 febbraio 2010

I disastri del proibizionismo: si spaccia di fronte a tre scuole su cinque

Spaccio_scuole.jpgL'attuale strategia del proibizionismo funziona? Ogni giorni in Italia 'davanti a tre scuole su cinque' si spaccia cocaina. Lo scrive il 'Messaggero', che a quest'emergenza dedica un'inchiesta, spiegando che 'il dato agghiacciante viene dall'immane lavoro che stanno facendo i 550 Servizi per le Tossicodipendenze sparsi per la Penisola'.

'Un dato a spanne, certo, ma che se pecca lo fa per difetto e che si porta dietro un'altra drammatica rilevazione: negli ultimi dodici mesi il comsumo di cocaina in Italia e' aumentato tra il 6 e il 10 per cento'.
'E il prezzo bassissimo, resta invariato perche', come dice un poliziotto - riferisce il Messaggero- 'a un prezzo piu' basso di cosi' allora la regali'. Infatti si regala. Con 10 euro, un ragazzetto di 14 annu puo' assicurarsi la sua dose. E poco gli importa se a quel prezzo rischia anche la vita, rischia di consumare coca tagliata con psicofarmaci e ogni genere di stimolanti manipolati da spacciatori senza scrupoli'.
'Se invece il ragazzetto ha soldi in tasca -prosegue il quotidiano- puo' arrivare a un massimo di 60-70 euro, cocaina sufficiente per quattro-cinque strisce. E la giornata, la sua triste giornata, e' fatta. Qualcuno, in classe, si accorgera' di lui, di quegli occhi soenti, di quell'aria stralunata? Difficile, molto difficile che accada, perche', come spiega il tossicologo Claudio Leonardi, responsabile del Sert Roma C, al quartiere Appio, 'gli insegnanti non sono formati per questo, non hanno gli strumenti per affrontare il disagio che dalle famiglie si trasferisce a scuola e poi si riversa nella droga'. E tanto meno questi docenti sono formati 'per gestire ipotesi di azioni di controllo', come i cani antidroga'.
E se il tossicologo conferma che l'eta' in cui si comincia a consumare droga e' intorno ai 12-13 anni, indica tra le motivazioni che spingono i ragazzi a indirizzarsi verso la droga, e anche l'alcol, 'lo stress da performance, cioe' l'assoluto bisogno di affermarsi nel gruppo e la solitudine in famiglia, l'assenza di una condivisione dei problemi'.

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