giovedì, 05 aprile 2012
Pensioni sopra i 1.000 euro: c/c obbligatorio slitta a giugno
Spostato l’obbligo del conto corrente. Novità anche per l’evasione: addio alla “black list”.
Slitta dal primo maggio al primo giugno 2012 l’obbligo di apertura di un conto corrente per i dipendenti di enti ed amministrazioni pubbliche per la riscossione di stipendi e pensioni che superano i mille euro e per i quali non sarà più consentito il pagamento in contanti.
Lo prevede un emendamento firmato da alcuni senatori Pdl, Coesione nazionale e Io Sud al decreto legge sulle semplificazioni fiscali, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.
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mercoledì, 22 febbraio 2012
OMISSIONE CONTRIBUTIVA: NON C’E’ REATO SE L’INPS NON INVITA A PAGARE
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Il datore di lavoro non può essere colpevole del reato di omissione contributiva se non ha ricevuto dall’INPS l’intimazione a pagare entro il termine di tre mesi.
Tale principio è stato espresso da una recentissima pronuncia della Suprema Corte (sentenza n.1.855 del 18 gennaio 2012, liberamente visibile all’interno del gruppo di Facebook “SOS FISCO” – sezione Documenti), la quale ha chiarito che deve considerarsi nulla la condanna del datore di lavoro qualora l’INPS non abbia provveduto ad intimargli il pagamento, nel termine di tre mesi, delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti.
L’intimazione dell’INPS a pagare, dunque, costituisce una condizione essenziale per la configurazione del reato di omissione contributiva.
16:00 Scritto da: consumatori in FISCO, INFO CONSUMATORI, PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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martedì, 28 settembre 2010
Novità INPS
L’Inps ha diffuso oggi la circolare (numero 126) che fornisce istruzioni in merito alle disposizioni introdotte dalla legge 122/2010, la cosiddetta “manovra”, approvata lo scorso 30 luglio.
In particolare con la circolare odierna si provvede ad affrontare i seguenti temi: nuove decorrenze della pensione di vecchiaia e di anzianità; ricongiunzioni; nuove disposizioni sull’invalidità civile; fondi speciali di previdenza; nuove disposizioni in materia di verifica dei dati reddituali; possibili dilazioni riservate ai pensionati per alcuni pagamenti di imposte e tributi.
Per quanto riguarda la cosiddetta “finestra mobile” introdotta dalla legge 122/2010, la circolare odierna precisa “che le nuove decorrenze si applicano esclusivamente a coloro che raggiungono i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso a pensione a partire dal primo gennaio 2011; mentre non sono applicabili ai lavoratori che abbiano maturato i predetti requisiti entro il 31 dicembre 2010”, anche se a tale data non siano ancora aperte le cosiddette “finestre di accesso” al pensionamento previste dalle leggi 243/2004 e 247/2007.
“La riforma delle pensioni definita questa estate è destinata a confermarsi come una delle più innovative nel contesto europeo – commenta il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua – la circolare di oggi fornisce le interpretazioni applicative di un complesso di norme che mettono definitivamente al sicuro il sistema previdenziale italiano. Dal prossimo anno si inizieranno a produrre considerevoli risparmi, agganciandoli a un equo e progressivo innalzamento dell’età di pensione”.
Nel dettaglio ecco per sintesi i capitoli della circolare.
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sabato, 12 giugno 2010
PENSIONI: ISTAT; 72% NON SUPERA 1.000 EURO AL MESE
da Codacons
I dati relativi alle pensioni diffusi ieri dall'Istat dimostrano chiaramente come i pensionati italiani siano i più poveri d'Europa. Lo afferma il Codacons, commentando la ricerca che vede il 45,9% delle pensioni registrare un importo inferiore ai 500 euro mensili.
"Sul fronte pensionistico, siamo il fanalino di coda dell'Europa - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Non solo gli importi percepiti da quasi la metà dei pensionati rappresentano una miseria, e non consentono una vita dignitosa, ma addirittura sulle pensioni italiane grava una pressione fiscale ben più alta rispetto a quella di altri paesi europei'.
A tal proposito il Codacons ricorda che in Italia, a parità di imponibile, l'importo di una pensione al netto delle tasse è inferiore del 15% rispetto a Francia, Spagna e Germania, paesi dove non esiste tassazione sulle pensioni, mentre in Gran Bretagna la pressione fiscale è minima e di circa l'1,6%.
"Possiamo affermare senza dubbio che la metà dei pensionati italiani vive in condizioni di povertà - prosegue Rienzi - un dato che rappresenta una vergogna in un paese civile come l'Italia'.
Il Codacons ricorda infine che è ancora possibile aderire alla class action sulle pensioni Inpdap avviata dall'associazione, finalizzata a consentire ai pensionati ante 1994 che avevano ricevuto anche la pensione di reversibilità del coniuge deceduto, di ricevere l'indennità integrativa speciale per intero e non dimezzata.
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venerdì, 11 giugno 2010
RICHIESTA DI ANTICIPO PER L’ACQUISTO DELLA PRIMA CASA ALL’ESTERO
di Daniele Cirioli - da L'Avvenire
Ilavoratori iscritti alla previdenza integrativa (a un fondo pensione) possono chiedere un anticipo di liquidazione per l’acquisto della prima casa, per sé o per i figli, anche se l’abitazione è ubicata all’estero. Lo ha precisato la Covip (la commissione di vigilanza sui fondi pensione) in risposta ad uno specifico quesito. La possibilità di chiedere anticipazioni al fondo pensione è stata prevista dall’ultima riforma della previdenza integrativa, quella entrata in vigore nel 2007 (ad opera del dlgs n. 252/2005). Si tratta, in buona sostanza, della medesima opportunità prevista per i lavoratori titolari del trattamento di fine rapporto lavoro (tfr), ma con qualche opportunità in più. Nel caso del tfr è previsto che il lavoratore (solo i dipendenti, cioè titolari di un rapporto di lavoro subordinato) che abbia maturato almeno otto anni di servizio possa chiedere anticipazioni del trattamento maturato in misura non superiore al 70% per far fronte a spese sanitarie; oppure per l’acquisto della prima casa di abitazione, per sé o per i figli; oppure a sostegno delle spese sostenute durante la fruizione di congedi di maternità. L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e, annualmente, entro i limiti del 10% delle domande presentate in azienda fino a un massimo del 4% del numero totale dei lavoratori dipendenti.
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giovedì, 20 maggio 2010
Manovra, le pensioni sempre più nel mirino
di EUGENIO FATIGANTE - da L'Avvenire
Si rafforza la stretta sul settore previdenza nella manovra 'tutta-tagli' che il governo si appresta a varare e che forse cresce pure d’importo (ora si parla di quasi 28 miliardi nel biennio). Mentre il ministro Renato Brunetta assicura i 'suoi' statali che «non stiamo come la Grecia, non ci sarà nessun taglio agli stipendi dei dipendenti pubblici» (ma finora, per la verità, si è parlato di mancati aumenti, non di tagli), sembra destinato a crescere il peso delle misure sulle pensioni. Fra le ipotesi entrate nelle ultime ore c’è un giro di vite sugli assegni 'd’oro' e non si esclude che il blocco delle 'finestre' per chi lascia il lavoro possa scattare già da luglio 2010.
Sulle pensioni più ricche il progetto sarebbe d’introdurre un prelievo di solidarietà. Si tratta di una misura già attuata in passato: nella Finanziaria 2004, che aveva previsto un contributo del 3% per il triennio 2004/06, e nel Protocollo sul Welfare, dove si prevedeva per il 2008 il blocco della rivalutazione per gli assegni sopra i 3.500 euro al mese. Sembra scontato poi un intervento sulle pensioni d’invalidità civile, arrivate nel 2009 a oltre 2,5 milioni. I due terzi hanno anche l’indennità di accompagno di 472 euro: l’idea è fissare un limite di reddito per queste, oltre il quale il beneficio sarebbe ridotto. Il 'blocco previdenza' è completato infine dalle ipotesi sulle finestre. Il sistema attuale prevede due finestre per le pensioni d’anzianità (a luglio e gennaio, con circa 160mila lavoratori coinvolti dalle prossime) e 4 per quelle di vecchiaia (altri 100mila lavoratori): in entrambi i casi, sarebbero dimezzate le finestre. Le due strade potrebbero essere battute insieme (in questo caso si ipotizza un risparmio di 1,6 miliardi nell’anno) oppure intervenendo solo su quelle d’anzianità.
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