domenica, 11 aprile 2010
ISTAT: REDDITI FAMIGLIE CALO 2,8% IN 2009, PEGGIO DA '90
Secondo i dati resi noti oggi dall'Istat, nel 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre la spesa si è contratta dell'1,9%. Inoltre il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% su base annua.
Per il Codacons si tratta di dati che confermano per l'ennesima volta che il Governo non ha saputo e voluto difendere il potere d'acquisto delle famiglie ed il reddito disponibile e la capacità di spesa degli italiani. Le conseguenze di questa politica sconsiderata sono consumi finali in tracollo, Pil pari a quello dell'Italia sotto i bombardamenti, cassaintegrati da record, disavanzo primario pari a quello degli anni di Tangentopoli.
In questo modo l'Italia ha aggravato ulteriormente i fondamentali della sua economia già messi a dura prova dalla crisi internazionale e, se non ci sarà una immediata inversione di tendenza, perderà il treno della ripresa, retrocedendo rispetto alla posizione internazionale che occupava prima dello scoppio della recessione mondiale.
Per questo il Codacons rilancia le sue inascoltate 20 proposte. Eccone 10:
- social card doppia da 80 euro al mese e per 4,6 milioni di famiglie
- incentivi pari al 30% del costo dell'elettrodomestico, senza tetti, per tutti i tipi di elettrodomestici ed indipendentemente dalla classe energetica
- riduzione Iva dei prodotti alimentari e del gas
- possibilità di sospendere il pagamento del mutuo per tutti e per 18 mesi
- eliminazione degli "extra-costi' dalle bollette elettriche
- doppio prezzo (ingrosso e dettaglio)
- vendite sottocosto libere
- orari liberi dei negozi
- definizione del "prezzo anomalo'
- rafforzamento sanzioni Antitrust.
12:01 Scritto da: consumatori in ISTAT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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martedì, 12 gennaio 2010
REDDITI: ISTAT; POTERE ACQUISTO FAMIGLIE, IN UN ANNO -1,6%
Secondo i dati resi noti oggi dall'Istat, il potere d'acquisto delle famiglie sarebbe calato in soli dodici mesi dell'1,6%. Per il Codacons si tratta di un dato già molto preoccupante, ma in realtà falsato. Nella migliore delle ipotesi, infatti, si tratta della media del pollo. I pensionati al minimo, così come le famiglie a rischio di povertà relativa, hanno un'inflazione da doppia a tripla rispetto alla media delle famiglie italiane. Per loro, quindi, il calo del potere d'acquisto è almeno doppio e, quindi, supera abbondantemente la soglia del 3%.
Da tempo il Codacons, inascoltato, chiede all'Istat e al Governo indici dei prezzi differenziati per fasce di reddito e per fasce sociali, per verificare come l'inflazione si spalma diversamente sulle varie categorie sociali. In particolare sarebbe necessario un indice dei prezzi ad hoc per i pensionati, sul quale calcolare l'adeguamento delle pensioni. Ma questo non si è mai voluto farlo! Inevitabile, quindi, che tutti i dati derivati, anche indirettamente, dall'inflazione, come la perdita del potere d'acquisto, siano poi sballati da questo deficit di analisi.
Si diceva nella migliore delle ipotesi, perchè dal 2002 chiediamo all'Istat di aprire anche una discussione su alcuni pesi lunari, sul mancato calcolo del costo della vita e sulla modalità di rilevazioni dei prezzi di alcune voci, come quelle dei professionisti e delle comunicazioni, che finiscono per abbassare artificiosamente l'inflazione.
14:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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