venerdì, 19 marzo 2010
Pillola abortiva RU486:Consiglio Superiore Sanita': ricovero ordinario in ospedale
L'unica modalità di erogazione della Ru486, la pillola abortiva che tra pochi giorni verrà commercializzata anche in Italia, sarà quella con un "ricovero ordinario in ospedale" fino alla "verifica dell'espulsione completa" del feto. Lo ha stabilito, confermando il parere già espresso in precedenza, il Consiglio Superiore di Sanità, come annunciato dal ministro ala Salute Ferruccio Fazio a margine di un convegno a Roma. La delibera è orientata alla "tutela psicofisica della donna e al rispetto della legge 194" sull'interruzione volontaria di gravidanza.
Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha gia' firmato la notifica alle Regioni su questo parere. Lo ha riferito lo stesso ministro, a margine di un convegno sulle malattie neuromuscolari. 'Ho gia' firmato la notifica - ha detto Fazio - in cui si invitano gli assessorati a garantire che le strutture si adegueranno' alle modalita' indicate dal Css, che prevedono il ricovero obbligatorio della donna per tutto il processo di aborto chimico fino alla verifica dell'espulsione del feto'.
Inoltre arriveranno 'a breve' le linee guida del ministero della Salute per 'il monitoraggio e la valutazione' della somministrazione di questa pillola. 'Il Css - ha detto Fazio - ha raccomandato al ministero di formulare linee di indirizzo e il ministero si riserva di adottare le necessarie iniziative di monitoraggio e valutazione al piu' presto'
12:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (4) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
giovedì, 11 marzo 2010
Ru486, donne italiane penalizzate potranno utilizzarla solo fino a 49mo giorno
Esiste una 'incongruenza' nel processo di approvazione della pillola abortiva Ru486 (mifepristone) in Italia; incongruenza che potrebbe determinare problemi nell'utilizzo del farmaco presso gli ospedali a danno delle donne. Mentre in Europa la Ru486 puo' essere utilizzata infatti fino al 63esimo giorno di gravidanza, in Italia e' stato stabilito il suo utilizzo fino al 49esimo giorno. A sostenerlo sono gli autori, gli epidemiologi Traversa e Donati di Roma, di un dossier che riassume i risultati scientifici degli studi effettuati sull'utilizzo della Ru486 in particolare riguardo al profilo beneficio-rischio del mifepristone nell'interruzione di gravidanza, pubblicato sulla rivista 'Dialogo sui farmaci'. Tale incongruenza secondo gli autori dello studio potrebbe determinare da un lato una 'penalizzazione' per la donna che volesse fare uso della pillola abortiva anche dopo i limiti italiani e dall'altro per i medici che si troverebbero di fronte ad una indicazione di uso differenze da quella italiana.
15:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
giovedì, 25 febbraio 2010
Ru486, il Governo cerca di imporre ricovero ordinario alle Regioni
Day hospital o solo ricovero? L'arrivo, a giorni, della pillola abortiva negli ospedali, con la maggior parte delle regioni che ancora non si sono date indicazioni, sollecita preoccupazioni, appelli, prese di posizione, con un dibattito che riguarda le competenze regionali ma anche la liberta' di scelta del medico e della paziente.
E il governo annuncia la richiesta di un parere al Consiglio Superiore di Sanita'.
'Il governo deve mettere fine alla situazione diversificata, anarchica e a macchia di leopardo' che si sta profilando nelle Regioni sulle modalita' di utilizzo della pillola abortiva Ru486, aveva chiesto monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, rettore dell'Universita' Lateranense e cappellano di Montecitorio. Un'esigenza che il governo intende raccogliere: 'e' sentita da molte parti' ha ammesso Fazio, 'ma anche delle stesse regioni, di dare una normativa nazionale'.
Ma se la Chiesa e' preoccupata la voce laica dell'oncologo ed ex ministro della sanita' Umberto Veronesi, spiega che la pillola abortiva 'e' ormai accettata in tutta Europa e in tutto il mondo, in Italia e' stata approvata dall'Aifa e non si puo' tornare indietro'
18:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
lunedì, 22 febbraio 2010
Ru486. Quasi al debutto continuano le mistificazioni. L'Aduc informa
Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, durante un suo tour elettorale in Emilia Romagna ha avuto occasione di esprimersi sul prossimo arrivo della pillola abortiva Ru486 nelle strutture sanitarie italiane: “provvederemo ad iniziative di rilevanza penale” se le abortienti non saranno sottoposte al ricovero ospedaliero cosi' come prevede la legge 194 sull'aborto; “non consentiremo l'aborto a domicilio”. Il nostro senatore vorrebbe far intendere una sorta di obbligo al ricovero, ma dimentica che, salvo il ricovero coatto, non c'e' nessuna legge che possa imporre ad un paziente di stare in ospedale senza la propria volonta'.
E allora a cosa servono queste affermazioni, tra l'altro non nuove, ma ripetute alla noia? Si chiama 'fuffa' e non solo. E' il metodo di chi ha esaurito i propri argomenti contro qualcosa che non vuole che ci sia. Ripetere a mo' di nenia argomentazioni e frasi spesso senza costrutto logico con l'intento di inculcare nei piu' distratti un messaggio solo perche' lo stesso e' urlato e non perche' compreso e accettato. Lo stesso che accade nei dibattiti televisivi dove i politici si parlano una sopra l'altro urlando sempre piu' si' da far passare il proprio urlo in quanto tale, piuttosto che l'argomentare proprio o della loro controparte.
10:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
venerdì, 22 gennaio 2010
Aborto, ginecologo: continuano richieste Ru486, disponibilità a metà febbraio
Le telefonate in ospedale arrivano di continuo, 'almeno una decina al giorno', ma per avere la disponibilita' della pillola abortiva Ru486 bisognera' attendere almeno fino a 'meta' febbraio'. La previsione e' di Silvio Viale, ginecologo dell'ospedale Sant'Anna di Torino, che per primo ha avviato la sperimentazione dell'aborto farmacologico.
'Il motivo di questo slittamento sta sempre nella preparazione del bugiardino - spiega Viale - che l'azienda probabilmente vorra' far vedere in via precauzionale all'Aifa', l'Agenzia italiana del farmaco che ha dato il via libera alla commercializzazione in Italia del Mifegyne, autorizzazione pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 9 dicembre.
'Gli ordini li faremo appena ci diranno che la pillola e' disponibile' con scatola e bugiardino in italiano, continua Viale, sottolineando come 'al momento, per quello che so, nessuno la sta utilizzando ed e' tutto bloccato'. Intanto 'le Regioni, come il Piemonte, si stanno muovendo per valutare se disciplinare la materia con delibere regionali. Io mi auguro che non si dica ne' ricovero ordinario, come ha fatto la Lombardia ne' day hospital, ma che sia lasciata liberta' al medico con la paziente di valutare caso per caso'.
13:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
venerdì, 11 dicembre 2009
E' ufficiale: dopo 20 anni la Ru486 registrata anche in Italia
La pillola abortiva Ru486 arriva in Italia: l'ultimo atto dell'iter mai cosi' lungo per un farmaco, si e' consumato ieri con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera di autorizzazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco.
16:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
sabato, 28 novembre 2009
PILLOLA ABORTIVA Ru486 e il silenzio dei medici
di Pietro Yates Moretti - Aduc
Sulla pillola abortiva Ru486 -ma anche sul testamento biologico, sulla riduzione del danno da sostanze stupefacenti, sulla ricerca scientifica- si può oggi dire tutto e il contrario di tutto. Non c'è più alcuna responsabilizzazione, nessuna verità. I medici e gli scienziati, con rare eccezioni, tacciono. Nessuna organizzazione medica ha avuto il coraggio di farsi forte della verità, quella verità basata sull'evidenza scientifica che i colleghi di tutto il mondo hanno faticosamente ricostruito con decenni di studi e esperienza clinica.
Le organizzazioni mediche hanno abdicato al loro ruolo, limitandosi a difendere i propri interessi corporativi. Non c'è quindi da stupirsi se una banale procedura di mutuo riconoscimento di un farmaco sicuro ed efficace come la Ru486 può impunemente diventare terreno esclusivo di caciara politica. Ovviamente è un gioco che si può fare solo in Italia, perché in Europa conta ancora il metodo scientifico. Il Governo sa bene di non avere alcuna chance di prevalere sugli esperti e i tecnici dei 21 Paesi europei che hanno gia' immesso in commercio la pillola abortiva. E questo perché, al contrario degli ordini italiani, all'estero la professione medica ha ancora una sua dignità e integrità, e mette al centro il paziente. Quello che sta accadendo sulla Ru486 oggi scatenerebbe proteste e scioperi in qualsiasi altro Paese. Da noi, dove gli ordini sono vere e proprie corporazioni para-statali, e' impossibile aspettarsi qualcosa di più di un imbarazzato silenzio. E così la maggioranza e il Governo possono permettersi di promuovere una crociata già persa in partenza: guadagnano l'apprezzamento e il sostegno del Vaticano, senza doverne rendere conto agli elettori a cui nessuno spiega come stanno effettivamente le cose.
AGGIORNAMENTO:
17:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
mercoledì, 11 novembre 2009
Aifa: entro metà novembre Ru486 disponibile in ospedale
Procede "come previsto" la procedura per l'immissione in commercio della pillola abortiva Ru486 che dovrebbe essere disponibile negli ospedali italiani dalla seconda meta' di novembre. Dopo il via libera del Cda dell'Aifa, datato 19 ottobre, la prossima tappa e' la determina tecnica del direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco Guido Rasi e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che e' prevista nella seconda meta' del mese. Ad assicurare che tutto procede come da programma e' Rasi che, oggi a Cernobbio (Como) a margine del Forum Meridiano Sanita', conferma come ormai manchi poco al traguardo."I tempi per la pubblicazione in Gazzetta dopo l'approvazione del Cda vanno dai 20 ai 45 giorni, quindi diciamo che si arrivera' a meta' novembre o poco piu'. La mia determina? Stiamo seguendo un processo standard perfettamente nei tempi, e tutto va come previsto".
17:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook









