lunedì, 07 maggio 2012
Phishing, ABF: la banca deve tutelare i clienti
In caso di truffe informatiche, è vero che l’utente deve prestare attenzione nell’uso dei propri codici di accesso all’home banking ma è anche vero che la banca deve predisporre tutti gli strumenti utili per proteggere adeguatamente la clientela dal rischio di incorrere nel phishing. L’Arbitro Bancario Finanziario ha risolto in favore di un consumatore un caso di phishing nel quale l’intermediario finanziario si era rifiutato di concedere il rimborso richiesto dalla vittima della truffa.
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giovedì, 29 marzo 2012
Cybercrime, un Centro europeo per proteggere i consumatori online
Un milione di vittime ogni giorno e oltre 380 miliardi di dollari di profitti. Sono i numeri del cybercrime, che ormai è più che organizzato. Usi illeciti di carte di credito e coordinate bancarie sono le frodi online più comuni, ma ci sono anche furti di identità e reati di pedopornografia. Per contrastare il cybercrime e proteggere i consumatori che oggi fanno molte operazioni in rete la Commissione UE ha proposto di istituire un Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica.
Il Centro sarà istituito presso Europol, l’Ufficio europeo di polizia con sede all’Aia, nei Paesi Bassi; sarà operativo da gennaio prossimo e costituirà il punto di riferimento europeo per la lotta alla criminalità informatica, concentrandosi sulle attività illegali svolte da gruppi della criminalità organizzata. Gli esperti dell’Unione Europea cercheranno di prevenire reati sulle operazioni di e-banking e sulle prenotazioni online, aumentando così la fiducia dei consumatori nei servizi in rete.
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domenica, 25 marzo 2012
NON APRITE LA MAIL “NOTIFICA DI RIMBORSI FISCALI”: È FALSA!
L’Agenzia delle Entrate in una nota avverte che la mail con il logo delle Agenzie delle Entrate e con all’oggetto la dicitura “Notifica di rimborsi fiscali” è FALSA! Si tratta di un vera e propria truffa ai danni dei contribuenti, un tentativo di “phishing” per ottenere illecitamente dati personali. Infatti Il testo della mail invita a scaricare e compilare un modulo per richiedere un rimborso, riportando anche tutti i dati della carta di credito.
Il consiglio è di ELIMINARE LA MAIL E DI NON APRIRE L’ALLEGATO, perché potenzialmente pericoloso.
L’Agenzia delle Entrate ricorda che per chiedere un rimborso l’iter da seguire è il seguente:
- andare sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it - cosa devi fare – richiedere – rimborsi. Il rimborso verrà poi accreditato sul conto corrente.
In nessun caso l’Agenzia delle Entrate richiede informazioni sulle carte di credito!
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giovedì, 08 marzo 2012
Phishing, Agenzia Entrate avvisa: non aprire finte e-mail “Notifica di rimborsi fiscali”
Attenzione alle false e-mail con il logo delle Agenzie delle Entrate e con oggetto “Notifica di rimborsi fiscali”: si tratta di una truffa ai danni dei contribuenti, un tentativo di phishing per ottenere illecitamente dati personali.
L’avvertimento arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate che spiega: sono false comunicazioni, apparentemente provenienti dall’indirizzo “Agenzia delle Entrate”, che invitano il destinatario a scaricare e compilare un modulo per ottenere un presunto rimborso, richiedendo, tra le altre informazioni, anche tutti i dati della carta di credito. Questa comunicazione è un tentativo di phishing, e si invita chiunque dovesse riceverla ad eliminare l’e-mail e a non aprire il suo allegato, in quanto potenzialmente pericoloso.
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domenica, 26 febbraio 2012
In guardia contro il virus con la finta Polizia
da Ministero dell'Interno
Blocca il computer chiedendo 100 euro per lo sblocco, sul video il logo 'abusivo' del Centro nazionale anticrimine informatico. I consigli della Polizia postale e delle comunicazioni
Il pc si blocca, sullo schermo appare, riprodotto abusivamente, il logo del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), la struttura della Polizia di Stato che si occupa di prevenire e reprimere i crimini informatici che puntano alle infrastrutture 'di natura critica e di rilevanza nazionale'.
Ma oltre al logo abusivo appare anche la richiesta di 100 euro per ricevere il codice che consente di sbloccare il sistema, pagamento che, ovviamente, la Polizia non chiede mai, a nessun titolo.
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martedì, 07 febbraio 2012
Phishing. Iniziative per contrastarlo
Google, Microsoft, Facebook e altri giganti del web come Yahoo, Aol, e PayPal, hanno stretto un'alleanza per fronteggiare il fenomeno del phishing, ovvero la sottrazione di dati "sensibili" attraverso la posta elettronica.
Insieme con la Bank of America, è stato creato Dmarc (Domain-based Message Autentication, Reporting and Conformance), un complesso di specifiche tecniche volto a fornire un'identificazione sicura di mittenti e messaggi.
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sabato, 24 aprile 2010
Anche Banca d'Italia nel mirino del phishing
Dopo Poste italiane e praticamente tutte le banche, anche la Banca centrale è entrata nel mirino di chi diffonde mail, simulando un falso mittente al fine di acquisire coordinate bancarie e codici d'accesso (phishing). Tramite la rete internet sono stati diffusi messaggi di posta elettronica fraudolenti che, utilizzando il nome della Banca d'Italia, comunicano ai destinatari il diritto a ricevere rimborsi di imposta. A tale scopo, i destinatari sono invitati a collegarsi al sito web "https://registration.bancaditalia.it/login/faces/public/login.jspx" e a compilare un modulo di rimborso che riporta il logo della Banca d'Italia e che richiede dati personali e informazioni relative a carte di credito.
La Banca d'Italia avverte che i messaggi di posta elettronica e il sito sono contraffatti e che essi non sono in alcun modo riferibili alla Banca d'Italia, né sono stati da essa autorizzati.
Al fine di tutelare gli utenti, la Banca d'Italia ha provveduto a segnalare gli episodi alle competenti Autorità di Polizia, riservandosi ogni altra iniziativa a tutela delle proprie ragioni e della propria immagine.
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giovedì, 18 febbraio 2010
FALSI ANTIVIRUS : L'ULTIMA TRAPPOLA DEGLI HACKER
DI CLAUDIA LA VIA - DA L'AVVENIRE
La pirateria informatica è diventato un vero business.Non ha più solo l'intento di creare problemiai computer di privati ed aziende, ma sta diventando sempre più uno strumento di guadagno illegale. I modi sono tanti: dal phishing alle offerte di assunzioni ingannevoli con fini criminali, fino ai falsi antivirus. Secondo l'ultimo rapporto sulla sicurezza informatica, pubblicato da Ca, azienda americana specializzata in soluzioni informatiche, sono state queste le minacce più pericolose dell'ultimo anno. Il motivo è semplice : i criminali informatici hanno concentrato le loro attenzioni proprio sulle "destinazioni" più gettonate della rete, perchè sono quelle rendono di più. A registrare una vera e propria impennata sono stati i cosiddetti "ruoge security software", cioè i falsi antivirus. Nel primo semestre del 2009 sono aumentati del 40% rispetto al secondo semestre del 2008. Dai dati del rapporto "State of Internet Security 2009" di Ca, anche il "mule-recruiting", ossia l'invio di false offerte di lavoro, ha avuto una grande diffusione anche in Italia. Con la speranza di trovare un lavoro molto redditizio e poco faticoso, le vittime si sono trovate coinvolte in giri illeciti di riciclaggio di denaro od oggetti rubati dagli stessi criminali, sottolinea Rossano Ferrararis, ingegnere e ricercatore della divisione Internet Security Business Unit di Ca. Nuove minacce sono arrivate anche dai principali motori di ricerca e dai siti di social network. I truffatori, infatti, oltre a conoscere le abitudini degli utenti, si aggiornano costantemente su tendenze ed eventi così da focalizzare gli attacchi sui bersagli più redditizi. Per questo motori di ricerca come Google e Yahoo, o siti di social networking come Twitter o Facebook, stanno diventando sempre più appetibili per i pirati informatici. Inoltre, secondo le previsioni di Ca, nel 2010 aumenterà il "malvertising", ossia la pubblicità online che nasconde codici maligni in grado di danneggiare il computer, e potrebbe diffondersi anche una nuova minaccia in grado di attaccare i nuovi sistemi operativi Windows 7 e Google Chrome.
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