lunedì, 17 ottobre 2011
Petrolio in calo ma i prezzi alle pompe aumentano
da Unione Nazionale Consumatori
Petrolio in calo oggi, per la prima volta dopo sei sedute al rialzo. Il greggio è infatti quotato 84,52 dollari (-1,29 dollari). La normale conseguenza del deprezzamento del petrolio, sarebbe un calo dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. E invece anche oggi si registrano rincari dei listini, con la verde che arriva a quota 1,630 euro al litro.
“Il Governo – afferma Casper, Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – non solo è inerte, ma addirittura complice di rincari e speculazioni sui carburanti. Basti pensare ai recenti interventi decisi dal nostro esecutivo che, attraverso l’incremento delle accise e dell’Iva sulla benzina, hanno prodotto un aggravio di spesa, solo per i costi diretti, pari a 79 euro annui ad autovettura”.
“Considerate le ripercussioni dei rincari dei carburanti in tutti i settori, da quello energetico ai trasporti, passando per i prezzi dei beni trasportati, il Governo dovrebbe al contrario intervenire per incentivare una diminuzione dei listini alla pompa, salvaguardando i bilanci delle famiglie - aggiunge Casper – Per tale motivo chiediamo un passo indietro dell’esecutivo su Iva e Accise, cancellando gli “aumenti di Stato” imposti negli ultimi mesi.
14:00 Scritto da: consumatori in BENZINA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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