martedì, 17 aprile 2012
PENSIONI IL CODACONS PREPARA UN RICORSO COLLETTIVO CONTRO IL BLOCCO DEI PENSIONAMENTI PER IL RECUPERO DEI DIRITTI QUESTITI E IL RISARCIMENTO DEL DANNO PATITO
Ancora una volta il mondo della scuola patisce riforme previdenziali ingiuste. L’articolo 24 del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito in legge n. 214 del 22 dicembre 2011 e, da ultimo, ildecreto legge n.216 del 2011 convertito con modificazioni dalla legge n. 14 del 2012, hanno modificato i requisiti di accesso al trattamento pensionistico, facendo salvo il diritto all’applicazione della previgente normativa SOLTANTO per il personale che abbia maturato i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2011.Questa disposizione ha cancellato i diritti quesiti per migliaia di insegnanti e Ata, capovolgendo le loro legittime aspettative di vita e di sussistenza.
L’azione riguarda il personale “pensionando” della scuola, che maturera’i requisiti del pensionamento secondo il precedente sistema, non entro il 31 dicembre 2011, bensi entro il 31 agosto 2012 E CHE PER QUESTO INGIUSTO SBARRAMENTO TEMPORALE restererà escluso dalla possibilità di andare in pensione con l’applicazione delle norme più favorevoli.
14:00 Scritto da: consumatori in CLASS ACTION, PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
giovedì, 05 aprile 2012
Pensioni sopra i 1.000 euro: c/c obbligatorio slitta a giugno
Spostato l’obbligo del conto corrente. Novità anche per l’evasione: addio alla “black list”.
Slitta dal primo maggio al primo giugno 2012 l’obbligo di apertura di un conto corrente per i dipendenti di enti ed amministrazioni pubbliche per la riscossione di stipendi e pensioni che superano i mille euro e per i quali non sarà più consentito il pagamento in contanti.
Lo prevede un emendamento firmato da alcuni senatori Pdl, Coesione nazionale e Io Sud al decreto legge sulle semplificazioni fiscali, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.
00:05 Scritto da: consumatori in BANCHE, PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
martedì, 03 aprile 2012
Pensioni oltre i mille euro, al via tavolo fra Abi, Inps e pensionati
Parte il tavolo fra banche, Inps e sindacati dei pensionati per definire soluzioni comuni sull’accredito obbligatorio delle pensioni sopra i mille euro. Il tavolo riguarda le nuove modalità di riscossione dell’importo mensile, previste dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011 che ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro.
18:00 Scritto da: consumatori in PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
mercoledì, 22 febbraio 2012
OMISSIONE CONTRIBUTIVA: NON C’E’ REATO SE L’INPS NON INVITA A PAGARE
info@studiolegalesances.it - www.studiolegalesances.it
Il datore di lavoro non può essere colpevole del reato di omissione contributiva se non ha ricevuto dall’INPS l’intimazione a pagare entro il termine di tre mesi.
Tale principio è stato espresso da una recentissima pronuncia della Suprema Corte (sentenza n.1.855 del 18 gennaio 2012, liberamente visibile all’interno del gruppo di Facebook “SOS FISCO” – sezione Documenti), la quale ha chiarito che deve considerarsi nulla la condanna del datore di lavoro qualora l’INPS non abbia provveduto ad intimargli il pagamento, nel termine di tre mesi, delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti.
L’intimazione dell’INPS a pagare, dunque, costituisce una condizione essenziale per la configurazione del reato di omissione contributiva.
16:00 Scritto da: consumatori in FISCO, INFO CONSUMATORI, PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
sabato, 07 gennaio 2012
Pensioni, stop ai contanti Conto, libretto o carta come farsela accreditare
di Clarissa Gigante
Fonte:il giornale.it
Entro il 29 febbraio 450mila pensionati che ora riscuotono la pensione in contantidovranno passare alla “moneta elettronica”. Basta con le file alle Poste, insomma: i soldi saranno versati dall’Inps sui conti correnti, su libretti nominativi o persino su carte elettroniche a cui è associato un Iban.Questo ovviamente non eviterà che soprattutto all’inizio molti – quelli meno abituati a lasciare grosse somme in banca – continueranno a presentarsi agli sportelli nei primi giorni del mese per prelevare i contanti. Resta però l’obbligo, per chi percepisce una pensione sopra i mille euro, di comunicare all’Inps la modalità con cui si vogliono ricevere i soldi. Ecco come fare e quali sono le alternative
15:09 Scritto da: consumatori in BANCHE, GUIDE, PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
martedì, 28 settembre 2010
Novità INPS
L’Inps ha diffuso oggi la circolare (numero 126) che fornisce istruzioni in merito alle disposizioni introdotte dalla legge 122/2010, la cosiddetta “manovra”, approvata lo scorso 30 luglio.
In particolare con la circolare odierna si provvede ad affrontare i seguenti temi: nuove decorrenze della pensione di vecchiaia e di anzianità; ricongiunzioni; nuove disposizioni sull’invalidità civile; fondi speciali di previdenza; nuove disposizioni in materia di verifica dei dati reddituali; possibili dilazioni riservate ai pensionati per alcuni pagamenti di imposte e tributi.
Per quanto riguarda la cosiddetta “finestra mobile” introdotta dalla legge 122/2010, la circolare odierna precisa “che le nuove decorrenze si applicano esclusivamente a coloro che raggiungono i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso a pensione a partire dal primo gennaio 2011; mentre non sono applicabili ai lavoratori che abbiano maturato i predetti requisiti entro il 31 dicembre 2010”, anche se a tale data non siano ancora aperte le cosiddette “finestre di accesso” al pensionamento previste dalle leggi 243/2004 e 247/2007.
“La riforma delle pensioni definita questa estate è destinata a confermarsi come una delle più innovative nel contesto europeo – commenta il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua – la circolare di oggi fornisce le interpretazioni applicative di un complesso di norme che mettono definitivamente al sicuro il sistema previdenziale italiano. Dal prossimo anno si inizieranno a produrre considerevoli risparmi, agganciandoli a un equo e progressivo innalzamento dell’età di pensione”.
Nel dettaglio ecco per sintesi i capitoli della circolare.
10:00 Scritto da: consumatori in PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
sabato, 12 giugno 2010
PENSIONI: ISTAT; 72% NON SUPERA 1.000 EURO AL MESE
da Codacons
I dati relativi alle pensioni diffusi ieri dall'Istat dimostrano chiaramente come i pensionati italiani siano i più poveri d'Europa. Lo afferma il Codacons, commentando la ricerca che vede il 45,9% delle pensioni registrare un importo inferiore ai 500 euro mensili.
"Sul fronte pensionistico, siamo il fanalino di coda dell'Europa - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Non solo gli importi percepiti da quasi la metà dei pensionati rappresentano una miseria, e non consentono una vita dignitosa, ma addirittura sulle pensioni italiane grava una pressione fiscale ben più alta rispetto a quella di altri paesi europei'.
A tal proposito il Codacons ricorda che in Italia, a parità di imponibile, l'importo di una pensione al netto delle tasse è inferiore del 15% rispetto a Francia, Spagna e Germania, paesi dove non esiste tassazione sulle pensioni, mentre in Gran Bretagna la pressione fiscale è minima e di circa l'1,6%.
"Possiamo affermare senza dubbio che la metà dei pensionati italiani vive in condizioni di povertà - prosegue Rienzi - un dato che rappresenta una vergogna in un paese civile come l'Italia'.
Il Codacons ricorda infine che è ancora possibile aderire alla class action sulle pensioni Inpdap avviata dall'associazione, finalizzata a consentire ai pensionati ante 1994 che avevano ricevuto anche la pensione di reversibilità del coniuge deceduto, di ricevere l'indennità integrativa speciale per intero e non dimezzata.
16:00 Scritto da: consumatori in PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
giovedì, 27 maggio 2010
È in vista la «quattordicesima»
di Vittorio Spinelli - da L'Avvenire
Più di un mese di attesa per ricevere la quattordicesima mensilità 2010, la somma aggiuntiva che arricchisce la rata di luglio di oltre 2 milioni di pensionati disagiati, sia dell’Inps sia dell’Inp dap, ex dipendenti o ex autonomi, residenti in Italia o all’estero.
Il pagamento della doppia mensilità slit ta invece ad un mese successivo, qualora l’interessato perfezioni i requisiti richiesti (per età e per reddi to) nel secondo semestre dell’anno. Anche la quattordicesima del 2010 ha un importo variabile, in proporzione all’anzianità contributiva (fino a 15 anni, fino a 25 anni, oltre 25 anni) sulla quale è stata calcolata la pensione, e che va da un minimo di 336 ad un massimo di 504 euro. Secondo i calcoli dell’Inps, il bonus si aggira in media sui 390 euro.
Fermi restando gli importi indicati, la novità di quest’anno è costituita dal nuovo limite di reddito perso nale che dà diritto alla mensilità ex tra. Il limite è fissato ora in 8.988,92 euro (pari ad una volta e mezzo l’im porto minimo delle pensioni) e fa vorisce l’accesso alla quattordicesi ma anche ad un piccolo gruppo di pensionati che, a motivo del reddi to, non ne ha beneficiato lo scorso anno. Per rientrare nel limite di reddito si considerano tutti i redditi per sonali di qualsiasi natura, con ecce zione della casa di abitazione, del t fr, degli assegni familiari e di somme ricevute a titolo di arretrati.
Quanto all’età, è richiesta un’anzianità di almeno 64 anni compiuti entro il 30 giugno.
14:00 Scritto da: consumatori in PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
giovedì, 20 maggio 2010
Manovra, le pensioni sempre più nel mirino
di EUGENIO FATIGANTE - da L'Avvenire
Si rafforza la stretta sul settore previdenza nella manovra 'tutta-tagli' che il governo si appresta a varare e che forse cresce pure d’importo (ora si parla di quasi 28 miliardi nel biennio). Mentre il ministro Renato Brunetta assicura i 'suoi' statali che «non stiamo come la Grecia, non ci sarà nessun taglio agli stipendi dei dipendenti pubblici» (ma finora, per la verità, si è parlato di mancati aumenti, non di tagli), sembra destinato a crescere il peso delle misure sulle pensioni. Fra le ipotesi entrate nelle ultime ore c’è un giro di vite sugli assegni 'd’oro' e non si esclude che il blocco delle 'finestre' per chi lascia il lavoro possa scattare già da luglio 2010.
Sulle pensioni più ricche il progetto sarebbe d’introdurre un prelievo di solidarietà. Si tratta di una misura già attuata in passato: nella Finanziaria 2004, che aveva previsto un contributo del 3% per il triennio 2004/06, e nel Protocollo sul Welfare, dove si prevedeva per il 2008 il blocco della rivalutazione per gli assegni sopra i 3.500 euro al mese. Sembra scontato poi un intervento sulle pensioni d’invalidità civile, arrivate nel 2009 a oltre 2,5 milioni. I due terzi hanno anche l’indennità di accompagno di 472 euro: l’idea è fissare un limite di reddito per queste, oltre il quale il beneficio sarebbe ridotto. Il 'blocco previdenza' è completato infine dalle ipotesi sulle finestre. Il sistema attuale prevede due finestre per le pensioni d’anzianità (a luglio e gennaio, con circa 160mila lavoratori coinvolti dalle prossime) e 4 per quelle di vecchiaia (altri 100mila lavoratori): in entrambi i casi, sarebbero dimezzate le finestre. Le due strade potrebbero essere battute insieme (in questo caso si ipotizza un risparmio di 1,6 miliardi nell’anno) oppure intervenendo solo su quelle d’anzianità.
10:00 Scritto da: consumatori in PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
giovedì, 22 aprile 2010
I PENSIONATI DICONO ADDIO AL MODELLO «RED» DA COMPILARE
di Daniele Cirioli - da L'Avvenire
Addio, modello Red! Da quest’anno, i pensionati non hanno più il grattacapo di dovere comunicare al pro prio istituto previdenziale (Inps, Inpdap) i redditi percepiti per usufruire di alcune prestazioni. Non è che i con trolli vengano meno; ma cambia finalmente (è proprio il ca so di dirlo) la procedura. Spieghiamo meglio: poiché i dati reddituali sono già in possesso dell’amministrazione finan ziaria, sarà quest’ultima a fornirli direttamen te dagli enti pensionistici liberando dall’incomodo i pensionati. Certamente la novità semplifica la vita a qual che milione di anziani, tenuto finora annual mente a recarsi presso l’Inps, l’Inpdap oppure a un Caf per adempiere alla comunicazione red dituale. Una comunicazione necessaria agli i stituti previdenziali per verificare la correttez za sia del diritto e sia dell’importo delle presta zioni la cui erogazione (appunto: diritto e importo) è colle gata ai redditi: integrazione della pensione al minimo; asse gno al nucleo familiare; pensione al coniuge superstite (la re versibilità); incremento di maggiorazione; somma aggiunti va (la quattordicesima). La novità (ne ha dato le ultime notizie l’Inpdap con un co municato dell’8 aprile) è arrivata dalla legge n. 102 del 2009, la Finanziaria di quest’anno. Una novità che mette definitivamente in soffitta il modello Red e che obbliga l’am ministrazione finanziaria che detiene tali informazioni red dituali dei pensionati a trasmetterle in via telematica direttamente agli istituti di previdenza. Per i pensionati, dunque, l’ultimo appuntamento con il Red è stato quello relativo agli anni 2007 e 2008. Chi l’ha disatteso rischia adesso di perdere il diritto ad incassare la pre stazione a partire dal mese di giugno prossimo. A meno che non vi provveda entro il prossimo 16 aprile, che è il termine ultimo fissato dall’Inpdap. Attenzione a questa scadenza: nel caso di mancata presentazione, infatti, con la rata di giugno sarà ridotta o sospesa la quota parte di pensione che è colle gata al reddito. Non sono tenuti all’adempimento i pensio nati con più di 70 anni che, dalla precedente operazione Red per il 2008, sono risultati non possedere redditi diversi dalla pensione.
Contestualmente alla sospensione della pre stazione (come detto a partire dal mese di giu gno 2010), l’Inpdap provvederà al recupero di quanto il pensionato ha percepito dal mese di gennaio del 2009. Anche se ciò dovesse acca dere, tuttavia non ancora tutto è perduto. La prestazione sospesa, infatti, potrebbe essere ripristinata dall’Inpdap. A tal fine occorre che l’interessato provveda a presentare la dichiarazione reddituale (il model lo Red) entro lo stesso termine del 30 giugno. Praticamente, in realtà, funziona così: al fine di evitare la sospensione, la presentazione del Red deve avvenire entro il 16 aprile; se pre sentata tra il 17 aprile e il 30 giugno, la sospensione avverrà comunque, salvo la successiva e tempestiva riattivazione con la prima rata utile di pensione (e contestuale erogazione de gli arretrati). Passato il termine del 30 giugno... addio alla prestazione!
15:00 Scritto da: consumatori in PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (1) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook













