martedì, 31 gennaio 2012

Plasmon e Barilla, pubblicità fuorviante

plasmon.jpgda Help Consumatori

La querelle tra la Plasmon e la Barilla si è spostata dalle pagine dei quotidiani alle aule di Tribunale. Secondo quanto riporta Altroconsumo, infatti, a valutare il comportamento delle due aziende sono stati chiamati da un lato il Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e dall’altro il Tribunale di Milano. Cosa ne esce fuori?

barilla.jpg“I pareri sono parzialmente discordanti” fa notare l’Associazione che spiega: “Se il Tribunale di Milano ha ritenuto inammissibile la pubblicità comparativa proposta da Plasmon, in quanto comparava tra loro due alimenti non omogenei, il Giurì, prima di Natale, si era espresso diversamente, valutando un certo grado di sostituibilità dei prodotti dei due marchi nelle abitudini di consumo delle famiglie italiane”.

Continua...

lunedì, 25 gennaio 2010

Pastai: non si può negare l'evidenza

pasta.jpgda Unione Nazionale Consumatori

Non sono bastate la multa dell’Antitrust, la conferma del Tar, l’ispezione della Guardia di Finanza e l’avvio di un’indagine sulla filiera da parte di Mr Prezzi a frenare l’insolenza dell’associazione dei pastai che continua a negare il cartello sui listini.

Un atteggiamento quello di Massimo Menna, presidente dell'UNIPI, che offende i consumatori, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e la magistratura amministrativa che ha già confermato la sussistenza di un accordo anticoncorrenziale tendente a tenere illegittimamente alto il livello dei prezzi della pasta nonostante la riduzione dei costi della materia prima.

Nel dettaglio, l’accertamento dell’intesa restrittiva della concorrenza realizzata dall’UNIPI e da 26 produttori riguarda il biennio compreso tra il 2006 e il 2008, quando, a fronte di una sostanziale riduzione del prezzo del grano, si è verificato un aumento di oltre il 30% del prezzo della pasta che ha pesato, e non poco, sulle tasche degli italiani.

Dopo la conferma da parte del Tar della sanzione inflitta dall’Antitrust, dopo le ispezioni realizzate dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Roma sarebbe stato logico (o quanto meno auspicabile) un dietro-front da parte dell’industria della pasta che, di tutta risposta, continua invece a percorrere la strada della strenua difesa dell’indifendibile.

Meglio farebbero i pastai a ridurre i prezzi di vendita e a collaborare con gli inquirenti. Ricordiamo infatti che è in corso un’indagine della Procura di Roma che sta lavorando all’ipotesi di reato prevista dall’articolo 501 bis del codice penale, vale a dire la “manovra speculativa sul prezzo delle merci”: se saranno accertate anche responsabilità penali, siamo pronti ad avviare una class-action per il rimborso del maggior costo pagato dai consumatori di pasta dal 2006 al 2008.

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mercoledì, 04 novembre 2009

Multe ai pastifici italiani

pasta.jpgdi Fabrizia Rosati

La conferma definitiva è arrivata in questi giorni dal Tar del Lazio. Alcune importanti società alimentari dovranno pagare le multe a loro inflitte dall’Antitrust per aver creato un “cartello” per i prezzi della pasta.

Lo scorso febbraio l’Autorità per la concorrenza aveva sanzionato 22 aziende alimentari e due associazioni del settore , perché responsabili di un’intesa restrittiva della concorrenza nel periodo compreso tra ottobre 2006 e marzo 2008, concertando così gli aumento del prezzo di vendita della pasta secca di semola da destinare alla distribuzione.

Il provvedimento ha riguardato anche un importante azienda molisana, il Pastificio La Molisana insieme a Pastificio Gaetano Di Martini, Rummo, Pastificio Fabianelli, Pastificio, Mennucci, De Matteis Agroalimentari, Pastificio Fratelli Cellino, Del Verde industrie alimentari, Fratelli De Cecco, Divella, Tandoi Filippo e Adalberto, Colussi, Nestle' italiana, Barilla, Pasta Zara, Pastificio Riscossa, Luguori Pastificio, Chirico Molini, Pastificio Lucio Garofalo, Pastificio Attilio Mastromauro Granoro e Pasta Berruto. Confermate anche le multe inflitte a l'Unipi (Unione industriale pastai italiani) e Unionalimentari (Unione nazionale della piccola e media industria alimentare).

Le multe inflitte dall'Antitrust variavano dai 5 milioni di euro circa (la piu' alta, inflitta a Barilla) e i 1.000 euro, (la piu' bassa, inflitta a Unionalimentare) per un totale che supera i 12 milioni di euro complessivi.

Soddisfatto il leader del Codacons che ha dichiarato che la sentenza del Tar rappresenta una vittoria per tutti i consumatori italiani e che da una risposta positiva alle denunce presentate nel 2008 sull’aumento inspiegabile dei prezzi al dettaglio della pasta nonostante il costo del grano diminuisse sensibilmente (fino al -62%).Una speculazione secondo Renzi che ha determinato un danno non indifferente per le famiglie italiane, ognuna delle quali nel 2008 avrebbe speso 140 euro in più solo per gli aumenti ingiustificati su pane e pasta.

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