mercoledì, 25 aprile 2012
Parmalat. Condanne in appello per Tanzi e Tonna
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venerdì, 03 febbraio 2012
C’era una volta il Made in Italy, in mani straniere molti marchi storici
“In dodici mesi sono stati ceduti all’estero tre pezzi importanti del Made in Italy alimentare che sta diventando un’appetibile terra di conquista per gli stranieri”. A lanciare l’allarme è stato Sergio Marini, presidente della Coldiretti, in occasione dell’inaugurazione della Fieragricola di Verona, dove al padiglione 3 stand C2 è stato allestito “lo scaffale del Made in Italy che non c’è piu’”. Marini ha spiegato che si tratta di “un processo favorito dalla crisi di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi”.
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mercoledì, 19 ottobre 2011
Parmalat, Cassazione: clamorosa disattenzione dei controlli istituzionali
Nella vicenda che ha portato al crac della Parmalat c'e' stata una 'clamorosa disattenzione dei controlli istituzionali', insieme ovviamente alla responsabilita' del proprietario del gruppo alimentare, Calisto Tanzi, dei dipendenti che lo hanno spalleggiato e dei consulenti e revisori dei conti. Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza 37370 (62 pagine depositate ieri), che ha confermato la colpevolezza nel crac dei manager Luciano Del Soldato e Gian Paolo Zini e del revisore dei conti Maurizio Bianchi.
Con questa decisione (l'udienza si e' svolta lo scorso 7 giugno) la Suprema corte ha confermato la condanna per Zini, riducendola di tre mesi e 10 giorni solo per quanto riguarda la prescrizione del reato di calunnia e lasciandogli dunque circa cinque anni e 10 mesi di pena; per Del Soldato e' stata interamente confermata la condanna a sei anni, tre mesi e 22 giorni; stessa cosa per Maurizio Bianchi, condannato alla pena piu' alta, pari a sette anni e quattro mesi. In pratica, la Cassazione ha convalidato quasi interamente il verdetto emesso dalla corte d'appello di Bologna il 24 marzo 2010.
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venerdì, 06 maggio 2011
Parmalat, sentenza ridotta per Tanzi. AACC: "Italia paese di Bengodi per truffatori"
La Quinta sezione penale della Cassazione ha emesso la sentenza definitiva sul processo Parmalat, che chiude il caso dopo 7 anni e 5 mesi dal crack di 14 miliardi di euro. Il patron dell'azienda, Calisto Tanzi, che era stato condannato a 10 anni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo all'attività di vigilanza dal tribunale di Milano, vede ridotta la sua pena ad 8 anni e un mese. La sentenza ha, infatti, annullato senza rinvio la condanna relativa alle false comunicazioni al mercato fino al 18 giugno del 2003 perché i reati sono prescritti.
La Cassazione ha inoltre ridotto la condanna dell'ex consigliere indipendente di Parmalat, Luciano Silingardi, da 3 anni a un anno, due mesi e 15 giorni di reclusione, con sospensione condizionale della pena.
Per quanto riguarda l'ex presidente di Parmalat Venezuela ed ex amministratore delegato di Bonlat, Giovanni Bonici, la Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte di Appello di Milano la condanna a due anni e sei mesi di reclusione. Confermata anche la decisione del tribunale di secondo grado che ha condannato Tanzi a risarcire, insieme a Bonici e Silingardi, 105 milioni di euro (pari al 30% del danno) ai 32mila risparmiatori danneggiati che si sono costituiti parte civile.
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sabato, 30 aprile 2011
Parmalat, UNC chiede al Governo maggiori garanzie per il latte italiano
da Help Consumatori
Secondo Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC)"l'accordo politico sulla possibilità di acquisizione di Parmalat da parte del Gruppo francese Lactalis riguarda sicuramente l'alta finanza, ma non può ledere l'interesse dei consumatori". La domanda di Dona è: "Cosa cambierà con un'eventuale gestione francese per il gruppo Parmalat, che tramite vari stabilimenti diffusi sul territorio, fino ad oggi ha lavorato quasi esclusivamente latte prodotto in Italia?"
La questione, secondo il Segretario dell'UNC, può così spiegarsi: "Il latte di importazione (incluse le spese di trasporto) costa meno di quello nazionale che però da maggiori garanzie di freschezza. Altri paesi europei (inclusa la Francia) hanno un eccesso di produzione che in qualche modo devono smaltire: per questo motivo importanti aziende lattiero casearie italiane sono state già acquisite da gruppi stranieri che, in pratica, producono alimenti che hanno un marchio italiano, ma che sono fatti con latte di importazione. (A parte ovviamente i prodotti tipici)".
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mercoledì, 27 aprile 2011
Parmalat, Lactalis, l'italianita' e i consumatori
da Aduc - di Primo Mastrantoni
Deflagrata la notizia che il gruppo francese dei prodotti lattiero-caseari, Lactalis, ha lanciato una offerta pubblica di acquisto (Opa) sulla totalita' del capitale Parmalat. L'intenzione del colosso francese, 10 miliardi di fatturato, presenza in 148 Paesi, era nota da tempo, da almeno un paio di anni, il che ha lasciato del tutto indifferente il nostro sistema politico-finanziario-industriale, salvo ricorrere, nelle ultime settimane, a provvedimenti "colbertiani": salviamo l'italianita' di Parmalat. Questa dell'italianita' l'avevamo gia' sentita in riferimento all'Alitalia. Salvare l'italianita' di Alitalia e' costata, e costa, al contribuente italiano la modica cifra di 3,2 miliardi di euro, in aggiunta ai 5 miliardi e 187 milioni di euro tra ricapitalizzazioni e prestiti. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, vorrebbe intervenire anche con la Cassa Depositi e Prestiti, cioe' con i soldi dei contribuenti per salvare l'italianita' della Parmalat.
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giovedì, 21 aprile 2011
Parmalat, assolte le banche accusate di aggiotaggio. Consumatori ancora beffati
Secondo i giudici le banche estere, non furono quindi complici di Calisto Tanzi nel diffondere false informazioni al mercato sui bond.
10:00 Scritto da: consumatori in BANCHE, TRUFFE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 31 marzo 2010
ANTITRUST: BENE LE SANZIONI NEI CONFRONTI DI BNL, ANCHE SE PER NOI SONO ANCORA TROPPO INDULGENTI
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martedì, 29 dicembre 2009
COLDIRETTI PIANTA UN ALBERO DI NATALE DAVANTI A GALBANI E PARMALAT PER CHIEDERE UN GIUSTO PREZZO DEL LATTE
DA L'AVVENIRE
Continua la mobilitazione sul prezzo del latte Made in Italy.
Un albero di Natale piantato davanti ai principali stabilimenti della Galbani e della Parmalat, per chiedere il "regalo" dovuto di un giusto prezzo del latte per gli allevatori e per i consumatori che devono poter riconoscere la produzione italiana.
E' la protesta degli allevatori Coldiretti, mobilitati durante le festività per salvare 43mila stalle italiane dal rischio di chiusura per il prezzo offerto dagli industriali, sotto i costi di produzione.
12:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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