lunedì, 15 novembre 2010
Ogm. Nuove linee guida dell'Efsa
Giro di vite dell'Efsa, l'autorita' europea per la sicurezza alimentare, sull'autorizzazione per la coltivazione degli Ogm. E' stata infatti redatta una nuova edizione delle linee guida per la valutazione del rischio ambientale con modifiche in sette punti che riguardano l'impatto degli Ogm sull'ambiente anche a lungo termine.
'Questi riguardano in particolare la persistenza e l'invasivita' della pianta Ogm - spiega il comunicato dell'autorita' - considerando il possibile trasferimento dei geni da pianta a pianta; la probabilita' e le conseguenze del trasferimento di geni dalla pianta ai microorganismi; la potenziale evoluzione della resistenza negli organismi bersaglio; i potenziali effetti sugli organismi non bersaglio; i processi bio-geochimici come i cambiamenti nella composizione del terreno, nonche' il potenziale impatto delle tecniche di coltivazione, gestione e raccolta della piante Ogm'.
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giovedì, 15 luglio 2010
Ogm, l'Ue agli Stati membri: vedetevela voi
Piu' liberta' ai paesi membri per quanto riguarda le coltivazioni Ogm. E' la decisione a cui e' arrivata la Commissione europea riunitasi per decidere sul controverso tema degli organismi geneticamente modificati. In poche parole ognuno faccia come gli pare, il che vuol dire che se un paese e' contrario, puo' decidere in casa propria di evitare le piantine transgeniche senza rendere conto a Bruxelles. In poche parole la proposta del commissario Ue alla Salute John Dalli non fa altro che recepire le indicazioni venute lo scorso febbraio dal presidente Jose' Manuel Barroso e dare carta bianca ai paesi europei per vietare al proprio interno la coltivazione di prodotti geneticamente modificati. Di conseguenza nel momento in cui il Parlamento nazionale Italiano o le singole regioni decidono per un "no", non ci sono infrazioni europee cui si rischia di andare incontro. Una decisione, quella europea, che soddisfa chi e' contrario in nome della tutela ambientale, ma che al contempo lascia amarezza a chi si dichiara a favore.
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domenica, 06 giugno 2010
U.E. - Ogm, la Ue vuole lasciare libertà di decisione a Stati e Regioni
I servizi della Commissione europea stanno preparando una serie di modifiche legislative che comporterebbero, se approvate, una vera e propria 'rivoluzione copernicana' nel regime di autorizzazione degli organismi geneticamente modificati (Ogm), lasciando piena libertà agli Stati membri, e finanche alle Regioni, di decidere se vietare o no la coltivazione sul proprio territorio.
Finora, le autorizzazioni alla coltivazione, come quelle alla commercializzazione dei prodotti importati, venivano decise a livello Ue, con un sistema di voto molto controverso ('comitologia') che dà alla Commissione il potere di decidere favorevolmente anche quando la maggioranza degli Stati membri è contraria (come è avvenuto recentemente con la patata Amflora).
Una proposta di approvazione di Bruxelles puó essere bloccata solo dalla maggioranza qualificata (circa i due terzi dei voti) degli Stati membri.
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martedì, 20 aprile 2010
Ogm, l'Ue mette in discussione divieto italiano. Ministro Galan: si' alla ricerca
Il decreto anti-ogm di Luca Zaia controfirmato dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e dal ministro della Salute Ferruccio Fazio che vuole impedire a Silvano Dalla Libera di coltivare mais ogm in campo, rischia di divenire carta straccia. Il motivo e' che non e' mai stato notificato a Bruxelles. Come d'altra parte, paradosso, e' per il decreto 212/2001 che contempla l'istituzione della commissione permanente delle sementi. La stessa deputata a valutare la richiesta dell'agricoltore che aveva vinto il ricorso al Consiglio di Stato e sulla quale "regge" il decreto ministeriale stilato da Zaia. La conferma arriva - si legge sugli organi di stampa - direttamente dal commissario Ue alla Salute John Dalli che spiega che l'Italia cosi' come gli altri Stati membri puo' prendere 'clausole di salvaguardia', ma e' tenuta a notificare il testo all'esecutivo Ue. Insomma, il "lavoro" svolto fin qui da Luca Zaia sembra essere attaccato da tutti i fronti: in ambito nazionale Sacconi che, dall'auditorium di via della Conciliazione a Roma dice "no" all'illusione di "una fortezza europea chiusa dai dazi", quando il neogovernatore ha promosso in piu' occasioni nuovi dazi all'import; Adolfo Urso che dal Vinitaly di Verona auspica "piu' ricerca sugli Organismi geneticamente modificati", quando Zaia parla di "schifezze"; ora l'Unione europea che mette in discussione il provvedimento del ministro uscente che vieta in Italia gli organismi transgenici. Insomma, a meno di due settimane dalle regionali, il "castello" e' gia' assediato e tutto si rimette in discussione. Ora bisogna capire se il decerto ministeriale sara' notificato o ritirato. Ma una cosa e' certa: la questione sta ad indicare che ora come ora non c'e' autorizzazione europea in materia. E se qualcuno che fa ricorso poi non lo applica, certamente non e' applicabile neppure a terzi.
'Vorrei ribadire ancora una volta la mia posizione sulla delicata questione degli Organismi Geneticamente Modificati'. Cosi', in una nota, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan torna sulla questione degli OGM.
'Procediamo con ordine: sono entrato a far parte di un Governo che su questa questione ha gia' preso una serie di decisioni, l'ultima e' il decreto interministeriale di stop alla coltivazione di un mais Ogm. Non intendo per coerenza e lealta', mettere in discussione questa posizione. Detto questo, la ricerca e' un'altra cosa e va sempre e comunque incoraggiata. Per un sistema paese il gap peggiore e' quello della conoscenza, quindi su questo punto restero' coerente alle mie posizioni di sempre: si' alla ricerca e all'innovazione'.
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lunedì, 22 marzo 2010
Ogm, Zaia firma decreto per vietarli: no al partito pro-Ogm
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venerdì, 05 marzo 2010
OGM: rischio diffusione resistenza antibiotici
da Adiconsum
Sebbene la Basf, titolare del brevetto della patata Amflora, tenti di rassicurare l’opinione pubblica garantendo che l’ortaggio geneticamente modificato non sarà mai destinato all’alimentazione umana, le preoccupazioni rimangono.
L’Ogm in questione, infatti, è stato selezionato utilizzando come marcatore un gene, l'nptII, che conferisce la resistenza a due antibiotici aminoglicosidici, la kanamicina e la neomicina, attivi contro molti batteri.
Il rischio è che ora questa resistenza, nel caso gli scarti della patata vengano usati come mangime, venga trasferita ai batteri presenti nell’apparato digerente degli animali, e quindi, attraverso la catena alimentare, alla flora batterica dell’intestino umano.
L'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha sminuito il problema dichiarando che “kanamicina e neomicina hanno un uso limitato sia in medicina sia in veterinaria”, e che “la probabilità che il gene nptII si trasferisca dalla pianta ai batteri è molto bassa”.
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giovedì, 04 marzo 2010
Ogm. No alla criminalizzazione dell'informazione. La questione e' solo economica
da Aduc
La decisione Ue a favore delle coltivazioni Ogm sta scatenando una serie di prese di posizioni, a partire da quella del ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, che sono decisamente preconcette e non tengono conto della realta' del nostro sistema agricolo ed economico, nonche' del nostro mercato. Non solo, ma sembra che il consumatore sia considerato come una sorta di suddito/imbecille che non sia in grado di scegliere rispetto alle proprie esigenze e ai propri gusti e che, di fronte ad un prodotto Ogm presumibilmente piu' economico degli altri, ci si butti a capofitto dimenticando qualita' e proprie necessita'/desideri. Grazie ad una sorta di criminalizzazione dell'informazione, l'opinione che mediamente ci si puo' fare in materia viene condizionata e non frutto di una serena e oggettiva informazione
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mercoledì, 03 marzo 2010
OGM: UE, CADE MORATORIA SU COLTIVAZIONE DOPO 12 ANNI. DECISIONE SCIAGURATA. HA VINTO LA LOBBY DEGLI OGM
da Codacons
"Una decisione sciagurata che sancisce la vittoria della lobby e delle multinazionali degli ogm'. Così il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, commenta la scelta della Commissione Europea di mettere fine alla moratoria sulla coltivazione di ogm in Europa.
"Gli interessi economici hanno avuto la meglio sulla salute dei consumatori e sulla salvaguardia delle coltivazioni italiane - prosegue Rienzi - La presenza di colture ogm nel nostro paese metterebbe a rischio l'intero settore agroalimentare, non essendoci alcuna misura al mondo in grado di impedire la contaminazione delle coltivazioni. Basterebbero infatti il vento o anche dei semplici insetti ad inquinare i campi portando ovunque i semi ogm!'
Il Codacons chiede dunque al Governo un provvedimento urgente per impedire che le coltivazioni ogm arrivino nel nostro paese mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e rovinando drasticamente il settore agroalimentare italiano.
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Ogm. Via libera Ue a primo prodotto geneticamente modificato dopo anni di oscurantismo
Via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa, da parte del gruppo tedesco Basf, della patata transgenica Amflora per uso industriale nonchè l'utilizzo dei prodotti dell'amido della stessa come mangime. Una decisione che pone dunque fine al bando in vigore dal 1998. Si tratta del primo sì della Ue ai prodotti ogm, dopo anni di dibattiti e seri dubbi sulla natura di questo tipo di coltivazioni.
Secondo quanto appreso dall'Ansa, il via libera sarà accompagnato dal lancio del dibattito politico sul futuro del dossier degli Ogm nell'Ue seguendo la linea del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, il quale ha dichiarato nelle scorse settimane "di non voler imporre la coltura degli Ogm in Europa". Oltre alla patata Amflora, che è stata autorizzata per la coltura e per l'alimentazione degli animali, sono state approvate anche altri tre nuove varietà di mais ogm, tutte destinate all'importazione e la commercializzazione per l'alimentazione degli animali.
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lunedì, 15 febbraio 2010
OGM: punto di non ritorno?
di Marcello Pamio - da disinformazione.it
Entro aprile 2010 gli ogm faranno il loro ingresso nell’agricoltura italiana. Parola del Consiglio di Stato!
Il più alto organo della “giustizia amministrativa” italiana, ha sentenziato il 19 gennaio 2010 (con sentenza depositata in Segreteria), almeno sulla carta, un punto a favore (e palla al centro) dei colossi del biotech.
I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di Silvano Dalla Libera, vicepresidente dell’ Associazione Agricoltori Futuragra[1], un’associazione “culturale” di Vivaro a Pordenone, composta da circa 500 imprenditori agricoli che vogliono a tutti i costi coltivare gli ogm, in particolare il mais (Mon 810) della Monsanto (leggi Pfizer).
Il sito ufficiale di tale “associazione culturale”, è un poutporri di propaganda disinformativa in merito agli organismi geneticamente modificati.
“La sentenza è inappellabile - dichiara pubblicamente Silvano Dalla Libera - e la sua “mancata applicazione…creerebbe un danno enorme all’agricoltura italiana!
Il vicepresidente di Futuragra parla di danno all’agricoltura italiana se gli ogm verranno bloccati, e non parla invece del danno alla salute delle persone, se gli ogm entreranno nella catena alimentare diretta (visto che già ci entrano attraverso quella indiretta cioè l’alimentazione animale: il 92% dei mangimi per animali sono etichettati ogm[2])!
Facciamo un po’ di chiarezza per capire cosa è effettivamente avvenuto.
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