lunedì, 26 aprile 2010
Reati d'opinione. Cassazione: 'uomo per tutte le stagioni' non è offensivo
La Cassazione liberalizza l'uomo per tutte le stagioni'. Nessuno, dunque, si senta piu' offeso se gli verra' rivolta questa espressione cui spesso si fa ricorso per etichettare il trasformismo tipico delle persone che tentano la mediazione in ogni caso. Ecco perche' la Quinta sezione penale ha bocciato il ricorso della Procura di Larino che solleciatava la condanna per ingiuria e diffamazione nei confronti di un amministratore condominiale sessantenne di Termoli, reo, a suo dire, di avere osato bollare 'uomo per tutte le stagioni' l'avvocato che si occupava delle cause condominiali. Una denuncia diffusa a tutti i condomini via epistolare.
Come ricostruisce la sentenza 15357 di piazza Cavour, tra Riccardo S., amministratore condominiale e il legale Franco C. ( avvocato e a sua volta condomino dello stabile) c'era stato uno scontro nel quale l'avvocato aveva sollevato dei rilievi sull'operato dell'amministratore. Il quale, ritenendo le affermazioni false e lesive della sua capacita' professionale, nel rispondere agli appunti, aveva preso carta e penna e rivolgendosi ai condomini aveva scritto: 'Esiste dunque un Franco C. per tutte le stagioni?', come a voler istillare il dubbio che il legale si barcamenava a seconda dell'opportunita'.
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sabato, 24 aprile 2010
'Vai a cagare' e' ingiuria. Cassazione
Va condannato per ingiuria chi si rivolge ad un'altra persona dicendole 'vai a cagare'. Lo sottolinea la Cassazione, che ha confermato la condanna inflitta ad un settantenne dal giudice di pace di Santhia': l'imputato, nel corso di una discussione su una "delicata situazione lavorativa", aveva rivolto tale frase ad un altro uomo. Il suo difensore, data la condanna di merito, si era rivolto alla Suprema Corte sottolineando che l'espressione incriminata non avesse "carica lesiva", ma denotasse solo "volgare insofferenza", ricordando che in altre occasioni la giurisprudenza di legittimita' aveva stabilito che non integrassero il reato di ingiuria le locuzioni 'vaffanculo' e 'non rompermi le scatole'.
I giudici di piazza Cavour hanno pero' dichiarato inammissibile il ricorso: l'espressione proferita dall'imputato "brutalmente volgare zittiva l'interlocutore, ridicolizzandolo e troncando perentoriamente ogni discussione" e "lo scurrile e crudo frasario - si legge nella sentenza n.15350 della quinta sezione penale - ampiamente esulante dalla mera insofferenza o fastidio, attingeva l'interlocutore con virulenza demolitoria, vulnerandone il senso di dignita' e di rispetto che accompagna la persona nella sua dimensione individuale e sociale".
12:00 Scritto da: consumatori in DIRITTO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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