giovedì, 21 aprile 2011

Nucleare, ok del Senato: stop alla realizzazione delle centrali

no nucleare.jpg

Approvato dal Senato (con il sì della maggioranza e il no di Pd e Idv) l'emendamento del Governo al decreto omnibus che abroga le norme necessarie per la realizzazione di centrali nucleari in Italia.

L' emendamento sostituisce la richiesta di moratoria di un anno, sancisce l'abbandono del piano energetico nucleare definito nella legge del 2009 e abroga le norme oggetto del referendum di giugno

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lunedì, 08 marzo 2010

Lobby del nucleare alla riscossa, c'è chi dice si e chi no

nucleare.jpgda Terranauta - di Andrea Boretti
Da almeno un paio di anni si è ricominciato a parlare con insistenza di nucleare, qualche paese, come come la Germania prova a resistere, altri, come l’Italia, accolgono le multinazionali dell’atomo a braccia aperte.
 

Da almeno un paio di anni si è ricominciato a parlare con insistenza di nucleare, qualche paese prova a resistere, altri, come l’Italia, accolgono le multinazionali dell’atomo a braccia aperte
Ormai è da qualche tempo, almeno un paio di anni, che le lobby del nucleare si sono rifatte sotto. In Italia, complice la vittoria alle elezioni del centro-destra hanno avuto vita facile al punto che, poco dopo essersi insediato il governo, Berlusconi ha annunciato il clamoroso ritorno al nucleare. Certo la cosa non sarà semplice, ma il processo, seppure tra mille polemiche, è in divenire e ormai pare si debba solamente - si fa per dire - stabilire dove costruire le nuove (vecchie) centrali di terza generazione.

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mercoledì, 03 marzo 2010

Inganni e bugie radioattive

nucleare.jpg

di Prof. Gianni Tamino* – tratto da “Terra e Aqua” gennaio-febbraio 2010

Essere contro il nucleare non significa essere a favore dell'energia fossile o del metano. Siamo per un rapporto completamente diverso tra società ed energia, che deve partire dalla riduzione dei consumi energetici attraverso l'eliminazione dello spreco e l'aumento dell'efficienza energetica.
Se non parte da qui, non c'è soluzione. Non c'è dubbio che l'esaurimento dei petrolio sia un problema, ma è un problema che hanno creato gli stessi che ora ci propongono il nucleare; quando denunciavamo l'assurdità di usare fonti non rinnovabili, ci rispondevano che tanto, prima o poi, si sarebbero trovate altre riserve, nuove fonti e si sarebbe risolto.

CHI VUOLE IL NUCLEARE CONFONDE ENERGIA ELETTRICA CON ENERGIA
L’energia elettrica è una piccola quota dell'energia che utilizziamo.
Quasi un terzo dell'energia importata serve per produrre l'energia elettrica, ma un terzo abbondante serve per riscaldare acqua, produrre calore che può essere prodotto in modo conveniente, senza usare fossili nè nucleare. Solo eliminando gli sprechi attuali nei consumi per far raffreddamento e riscaldamento delle case avremmo un risparmio di energia estremamente più elevato di quello che nei prossimi anni potrebbe darci, forse, il nucleare. Lo stesso vale per il sistema trasporti che è fra i più energivori.
La stragrande parte di energia non è elettrica, il nucleare affronta solo la questione elettrica (che è sul 15% come consumi finali, ma i suoi usi obbligati sono sul 12 %) che è una piccola quota dei problema.

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mercoledì, 24 febbraio 2010

NUCLEARE: IL 22 GIUGNO LA CORTE COSTITUZIONALE DOVRA' PRONUNCIARSI SULLA ILLEGITTIMITA' DELL'ART. 25 E 26 DELLA L. N.99/2009 CHE PRIVA LE REGIONI DI OGNI POTERE IN MATERIA DI LOCALIZZAZIONE DI IMPIANTI NUCLEARI

nucleare.jpgda Codacons

In periodo elettorale l'argomento nucleare sembra essere scomparso, anzi meglio dire taciuto, salvo trovare spazio nelle promesse dei politici che, candidandosi alla presidenza di diverse Regioni, dichiarano di non volere centrali nucleari sul proprio territorio.
E' quanto oggi accade - spiega il Codacons - in BASILICATA, EMILIA ROMAGNA, LAZIO, LIGURIA, MARCHE, PIEMONTE, PUGLIA, TOSCANA, UMBRIA e MOLISE. Da un lato alcuni rappresentanti di centrodestra dichiarano che nessuna centrale nucleare verrà installata sul proprio territorio di competenza, dall'altro il partito al Governo di cui sono espressione si costituisce nei ricorsi pendenti dinanzi alla Corte Costituzionale per sostenere che le Regioni non hanno alcun potere nè diritto a fornire elementi, pareri o autorizzazioni sulla collocazione delle centrali.
Queste le singole posizioni per regione dei candidati del centrodestra, apparse di recente sulla stampa:

PDL PER IL NO AL NUCLEARE:
Candidato Regione Lazio Renata Polverini
Candidato Regione Marche Emilio Marinelli
Candidato Regione Puglia Rocco Palese


PDL DICHIARAZIONI EQUIVOCHE:

Candidato Regione Campania Stefano Caldoro
Candidato Regione Basilicata Nicola Pagliuca
Candidato Regione Umbria Fiammetta Modena


PDL PER IL SI' AL NUCLEARE:
Candidato Regione Calabria Giuseppe Scopelliti
Candidato Regione Emilia Romagna Anna Maria Bernini
Candidato Regione Liguria Sandro Biasotti
Candidato Regione Piemonte Roberto Cota

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Inganni e bugie radioattive

lattine.jpgProf. Gianni Tamino*tratto da “Terra e Aqua” gennaio-febbraio 2010

Essere contro il nucleare non significa essere a favore dell'energia fossile o del metano. Siamo per un rapporto completamente diverso tra società ed energia, che deve partire dalla riduzione dei consumi energetici attraverso l'eliminazione dello spreco e l'aumento dell'efficienza energetica.
Se non parte da qui, non c'è soluzione. Non c'è dubbio che l'esaurimento dei petrolio sia un problema, ma è un problema che hanno creato gli stessi che ora ci propongono il nucleare; quando denunciavamo l'assurdità di usare fonti non rinnovabili, ci rispondevano che tanto, prima o poi, si sarebbero trovate altre riserve, nuove fonti e si sarebbe risolto.

 

CHI VUOLE IL NUCLEARE CONFONDE ENERGIA ELETTRICA CON ENERGIA
L’energia elettrica è una piccola quota dell'energia che utilizziamo.
Quasi un terzo dell'energia importata serve per produrre l'energia elettrica, ma un terzo abbondante serve per riscaldare acqua, produrre calore che può essere prodotto in modo conveniente, senza usare fossili nè nucleare. Solo eliminando gli sprechi attuali nei consumi per far raffreddamento e riscaldamento delle case avremmo un risparmio di energia estremamente più elevato di quello che nei prossimi anni potrebbe darci, forse, il nucleare. Lo stesso vale per il sistema trasporti che è fra i più energivori.
La stragrande parte di energia non è elettrica, il nucleare affronta solo la questione elettrica (che è sul 15% come consumi finali, ma i suoi usi obbligati sono sul 12 %) che è una piccola quota dei problema.

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lunedì, 15 febbraio 2010

Nucleare e salute, un'altra ragione per dire no

da Terranauta - di Andrea Degl'Innocenti
nucleare.jpgSono in molti ad essere spaventati dal ritorno del nucleare in Italia. Le ragioni sono le più diverse, ambientali, economiche, etiche, sociali. Meno indagate, ma altrettanto allarmanti, sono invece gli aspetti legati alla salute: sono ormai numerosi gli studi che mettono in relazione l'esposizione anche minima alle radiazioni con lo sviluppo di gravi malattie e mutazioni.

Lo stoccaggio delle sostanze radioattive è uno dei processi più dispendiosi
Nell'acceso dibattito di questi giorni, chi abbia avuto la pazienza di oltrepassare la cortina di fumo dell'informazione tradizionale, svolgendo una rapida ricerca su internet o attingendo da fonti dirette, avrà sicuramente trovato una serie di buone ragioni per schierarsi fra i contrari al ritorno del nucleare in Italia.

 

Le perplessità sono innanzitutto ambientali, dovute oltre all'enorme impatto sul territorio, al fatto che una centrale nucleare necessita, per funzionare, di elevatissime quantità di acqua per il raffreddamento (la Francia vi impiega il 40% delle sue risorse idriche) e spesso di una centrale a carbone ausiliaria che fornisca l'energia necessaria ad estrarre il plutonio dall'uranio.

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lunedì, 08 febbraio 2010

No al nucleare in Lombardia ed in Italia

no_nucleare.jpgdi Alfonso Navarra

La notizia di questi giorni è che il governo ha deciso di impugnare di fronte alla Corte costituzionale le tre leggi regionali con cui Puglia, Campania e Basilicata vietano l'installazione di centrali nucleari nei
rispettivi territori.
Con una decisione ispirata ad un becero centralismo viene così smentito il federalismo da osteria di cui tanto
si vanta la Lega Nord. Da mesi Regioni e governo si trovano contrapposte sull'atomo cosiddetto civile. Il 27 gennaio scorso la Conferenza delle Regioni ha bocciato a maggioranza il piano da 13.000 Megawatt nucleari (4 reattori EPR francesi già concordati, presumibilmente altri 6 AP1000 USA, con una seconda cordata in via di
costituzione). Le uniche a votare contro sono state la Lombardia di Roberto Formigoni, assieme al Veneto e al Friuli Venezia Giulia. 11 Regioni si sono rivolte alla Corte Costituzionale con un ricorso contro la norma che prevede la possibilità di avviare la costruzione di una centrale nucleare o di un impianto di trattamento delle scorie anche in
presenza di un parere contrario degli enti locali e delle Regioni interessate, perdipiù militarizzando i siti scelti.
Il pronunciamento è atteso per giugno.
L'IDV, come è noto, ha presentato una richiesta abrogativa di referendum contro la legge 99/2009, il decreto "Sviluppo" che fa da base per il ritorno del nucleare in Italia, ma si è dichiarata disposta a concordare tempi e modi dell'iniziativa con un più largo fronte di partiti, associazioni, movimenti.
Oggi il movimento di Di Pietro apre il suo congresso. Speriamo che la discussioni porti consiglio: scarti una logica elettoralistica di breve periodo e valuti un uso accorto dello strumento referendario, per contenuti, modalità e tempi (sarebbe il caso di aspettare lo step della definizione delle zone per poter contare sull'appoggio "incazzato" della fascia "nimby" della popolazione).

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sabato, 12 dicembre 2009

Nucleare. Al consumatore non conviene

bolletta-nucleare-flickr.jpgda Primo Mastrantoni - Aduc

Nucleare? Al consumatore non conviene, vale a dire che il costo dell'energia elettrica che si paghera' sulla bolletta non subira' variazioni.

 I costi di costruzione, smantellamento, allocazione delle scorie, sistemi di sicurezza e gestione sono tali che alla fine non ci sara' un vantaggio economico per l'utente finale. In questi giorni circola la tesi che la decisione che porto' al blocco del programma nucleare 22 anni fa fu dettata dalla paura e quella di 50 anni fa dagli interessi dei petrolieri. Gia', solo che il nucleare non e' alternativo al petrolio, semmai lo e' alle fonti rinnovabili, infatti, in Francia, patria del nucleare, si consuma piu' petrolio della Germania.
C'e' il problema del cambiamento climatico, si dice. Si dimentica di aggiungere che il nostro nucleare produrra' solo 4,5% del fabbisogno energetico e quindi non incidera' sulla questione climatica.
Non possiamo dipendere da fonti energetiche "estere", si dice; si dimentica di aggiungere che non abbiamo miniere di uranio.
Insomma, il nucleare ci sembra un bell'affare, pubblico e privato, il che significa che il classico cerino rimarra' tra le dita del consumatore.

10:04 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook