martedì, 20 luglio 2010
Morte Cucchi, i genitori: polizia penitenziaria ha massacrato nostro figlio
'Appena riusciti a entrare in obitorio dopo insistenze, nostro figlio aveva solo il volto scoperto, tutto nero, con un occhio fuori e la mascella rotta, massacrato dalle guardie carcerarie. La Polizia ci stava intorno per paura che facessimo foto. Ma vogliamo giustizia'. E' stato questo a Genova il racconto dei genitori di Stefano Cucchi, Rita e Gianni, sulla morte di loro figlio il 22 ottobre 2009 a Roma, all'ospedale Sandro Pertini, ricoverato in emergenza dopo alcuni giorni di detenzione per possesso di droga nel carcere di Regina Coeli.
I genitori di Stefano Cucchi hanno partecipato all'incontro 'Vittime di Stato, quale giustizia?' organizzato dal Comitato Piazza Carlo Giuliani nel nono anniversario dal G8 di Genova del 2001 insieme a parenti e amici dei morti in carcere o in caserma: Giuseppe Uva, Stefano Frapporti e Giuseppe Bianzino.
'Stefano non c'e' piu' - ha detto Gianni Cucchi -; lo Stato italiano lo ha strappato alla sua famiglia, negandogli il diritto a essere trattato dignitosamente, a essere assistito legalmente, a essere assistito psicologicamente, dal punto di vista affettivo, religioso e medico. Tutti diritti negati'.
'Il 15 luglio si e' svolta l'udienza preliminare, tredici persone sono indagate: tre guardie carcerarie, sei medici, tre infermieri e un funzionario del Ministero della Sanita'. Il 5, 19 e 26 ottobre prossimo le prime udienze. Noi andremo avanti per Stefano'.
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lunedì, 15 marzo 2010
Morte Cucchi, indiscrezioni indagine: disidratazione, schiena spezzata
Stefano Cucchi è morto per disidratazione mentre era detenuto in ospedale, dopo aver rifiutato «almeno in parte», cure e cibo: non per capriccio, ma perché voleva parlare con un avvocato. Non c’è riuscito, e nessuno l’ha avvisato che stava rischiando la vita; fu ricoverato che pesava 52 chili, quattro giorni dopo era arrivato a 42. S’èspento nella notte fra il 21 e il 22 ottobre, e quando gli hanno praticato la rianimazione aveva smesso di vivere da quasi tre ore; medici e infermieri, insomma, tentavano di rianimare un cadavere.
Aveva anche delle lesioni, il trentunenne arrestato per 20 grammi di hashish e due di cocaina: agli occhi, alla terza vertebra lombare e all’osso sacro. Lesioni recenti «di origine traumatica», che se non hanno direttamente a che fare con la morte risultavano comunque dalle visite effettuate dopo l’arresto di Cucchi, ma nessuno le segnalò alla magistratura.
Continua...
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