domenica, 29 gennaio 2012
Liberalizzazioni: medico indicherà farmaci non sostituibili
Rispettata l’autonomia del medico e garantita allo stesso tempo la possibilità di risparmio per i cittadini nell’acquisto dei farmaci. Nel testo definitivo del decreto, pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale, è stato modificato il comma sulla prescrizione dei medicinali, rispetto a quanto risultava in bozza. Ora prevede che il medico ”e’ tenuto, sulla base della sua specifica competenza professionale, ad informare il paziente dell’eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, nonchè’ forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali” specificando nella ricetta se il farmaco prescritto è ”sostituibile con equivalente generico”, oppure ” ‘non sostituibile’, nei casi in cui sussistano specifiche motivazioni cliniche contrarie”.
10:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
venerdì, 20 gennaio 2012
Con le vitamine ci vuole prudenza
da Aduc - di Primo Mastrantoni
In gran forma con le vitamine? Per nulla! Meglio andarci piano, è l'avvertimento di qualche esperto.
Il medico svizzero Peter Jueni calcola che in Germania il consumo di preparati vitaminici potrebbe essere la causa di "numerose migliaia di morti all'anno". Le sue stime si basano, secondo Der Spiegel, sulle valutazioni sistematiche di vari studi che mettono a confronto l'assunzione di prodotti vitaminici e di sostanze placebo.
Così, una ricerca tra 29.000 fumatori maschi dai 50 ai 69 anni mostra che il consumo di beta-carotene (precursore della vitamina A) accresce del 18% il rischio di cancro al polmone.
18:00 Scritto da: consumatori in SALUTE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
mercoledì, 04 gennaio 2012
Influenza. Il vaccino non fa miracoli
da Aduc - di Primo Mastrantoni
Vaccinarsi contro l'influenza e prendersi l'influenza. E' possibile. Infatti, il vaccino viene prodotto prima dell'inizio della stagione influenzale, il che significa che il virus dell'influenza puo' non coincidere con quelli testati per produrre il vaccino. Si calcola che un 30/40% delle persone vaccine contrae comunque l'influenza.
10:00 Scritto da: consumatori in SALUTE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
venerdì, 15 gennaio 2010
Garante privacy: il medico non puo' chiedere al paziente se e' affetto da Aids, a meno che ...
Coloro che esercitano la professione sanitaria non devono raccogliere informazioni sulla sieropositività di ogni paziente che si rivolge per la prima volta allo studio medico, se ciò non è indispensabile per il tipo di intervento o terapia che deve eseguire. Il dato sull’infezione da Hiv può essere raccolto dal medico, infatti, solo qualora sia ritenuto necessario in relazione all’intervento clinico da eseguire sul paziente e comunque con il suo consenso.
Lo ha stabilito il Garante privacy con un provvedimento generale in cui ha indicato i principi ai quali devono attenersi i medici nella raccolta di informazioni sulla sieropositività. Il Garante ha sentito la necessità di fornire indicazioni a tutti gli studi medici dopo aver affrontato il caso di uno studio dentistico che raccoglieva informazioni sull’Hiv mediante la distribuzione di un questionario al momento dell’accettazione dei pazienti. Allo studio è stato vietato l’uso dei dati raccolti. Alla base dell’intervento del Garante c’è, dunque, lo stop ad una raccolta generalizzata e ingiustificata di informazioni delicatissime.
Nel primo colloquio con il paziente - ha spiegato l’Autorità - una volta acquisito il consenso al trattamento dei dati personali, il medico deve raccogliere solo le informazioni sanitarie necessarie ad assicurare una corretta assistenza medica. L’esigenza di raccogliere informazioni sull’Hiv fin dal momento dell’accettazione - continua l’Autorità - non può essere giustificata neanche dalla necessità di attivare specifiche misure di protezione per il contagio, poiché la normativa di settore prevede che tali misure siano adottate, nei confronti di ogni paziente, a prescindere dalla conoscenza dello stato di sieropositività. Il Garante ha precisato, infine, che nel caso in cui il medico venga a conoscenza di un caso di Aids o di Hiv, oltre a rispettare specifici obblighi di segretezza e non discriminazione nei confronti del pazienze, ha l’obbligo di adottare ogni misura individuata dal Codice privacy per garantire la sicurezza dei dati sanitari.
13:00 Scritto da: consumatori in PRIVACY | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook









