giovedì, 22 luglio 2010

Sky sul digitale terrestre. Il sì dall'Europa è un bene per gli utenti

sky-italia.jpgIl consenso a trasmettere sin da subito sul digitale terrestre arrivato dall'Europa è una buona notizia per gli italiani. Sky Italia è l'unico polo televisivo di rilievo (anche per fatturato) che è in reale concorrenza con il duopolio Rai-Mediaset, quest'ultimo in mano diretta o indiretta alla partitocrazia italiana. Un unicum che sperava di mantenere il dominio assoluto anche dopo la moltiplicazione dei canali, determinata dal passaggio al digitale terrestre.
La tv di Rupert Murdoch non è la panacea dei mali dell'informazione televisiva italiana (dove le risorse pubblicitarie e del canone confluiscono nelle casse del duopolio in percentuali bulgare), tantomeno è esente da condotte commerciali poco ortodosse, ma è l'unico editore che, per ora, in Italia ha orientato la propria attività al fare soldi fornendo un servizio, non ad assecondare le esigenze di politici e partiti.

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martedì, 06 luglio 2010

Tv a pagamento: Mediaset premium 'perde' due milioni di schede. La 'guerra' con Sky continua a colpi di ribassi tariffari?

skymediaset.png
Il 30 giugno 4,4 milioni di  tessere Mediaset Premium attive, numero quasi dimezzato il primo luglio, perché 2 milioni sono scadute, e complice il mondiale di calcio che ha rivitalizzato l'emittente satellitare Sky, sarà difficile recuperare le schede 'perdute'. Ora la tv a pagamento della famiglia Berlusconi che trasmette sul digitale terrestre pensa ad una politica di prezzi piu' aggressiva, ed è probabile la riduzione del costo dei pacchetti (già Sky ha rivisto i listini al ribasso). Insomma, la guerra della pay tv è in pieno svolgimento, con Sky che potrebbe entrare nel digitale terrestre (è in vista un'asta per le frequenze, ma Sky per partecipare deve ottenere una deroga dell'Europa. Partecipazione a cui Mediaset si oppone fermamente. 

 

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sabato, 02 gennaio 2010

Penali di recesso: Mediaset vuole mantenerle e va al Tar per 'annullare' delibera Agcom e legge Bersani

mediasetpremium.jpgRti, societa' interamente controllata da Mediaset, ha impugnato al Tar del Lazio la delibera con cui l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni le ha ordinato di adempiere agli obblighi previsti dalla legge 40 del 2007 (legge Bersani) in materia di costi a carico degli utenti in caso di recesso anticipato e di recesso dalle offerte promozionali stabiliti nelle condizioni generali di fornitura dei servizi Mediaset Premium. In particolare la delibera, che risale al 23 settembre, apprende Radiocor, impone a Rti di addebitare all'utente che esercita il recesso anticipatamente rispetto alla naturale scadenza contrattuale di un'offerta di listino un importo complessivo non superiore a 8,34 euro, iva inclusa, anziche' i 30 euro previsti nelle formule in abbonamento ai servizi Mediaset Premium. La delibera impone inoltre a Rti di "addebitare all'utente che esercita il recesso anticipatamente rispetto alla durata di un'offerta promozionale un importo sostanzialmente inferiore allo sconto fruito, ovvero la sola parte eventualmente corrispondente ai costi effettivamente sostenuti dall'operatore sino a quel momento, con esclusione dunque della restituzione del mancato guadagno". Durante l'istruttoria, Rti ha fornito all'Autorita' la disponibilita' a decurtare i costi relativi alla fase iniziale del rapporto per ridurre i costi di recesso a 15 euro iva inclusa. La societa' chiede l'annullamento, previa sospensione, della delibera. Si attende ora la fissazione dell'udienza per la discussione del ricorso.

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