mercoledì, 12 gennaio 2011

GRANDE FRATELLO: IL CODACONS CHIEDE L'INTERVENTO DELL'AGCOM SUL TELEVOTO SOSPESO

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da Codacons

grande.jpgIl Codacons e l' Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi annunciano oggi la presentazione di un esposto all' Autorità per le comunicazioni in merito alla sospensione del televoto all'interno della trasmissione di Canale5 "Grande Fratello'.
"Vogliamo vederci chiaro - afferma il Presidente Carlo Rienzi - e soprattutto vogliamo che l'Autorità indaghi sull'accaduto. E' corretto sospendere il televoto quando già migliaia di telespettatori hanno speso soldi utilizzando tale sistema? Chi ha sprecato soldi televotando sarà rimborsato? Come e quando avverranno i rimborsi? L'Agcom - prosegue Rienzi - deve ottenere precisi impegni da Mediaset, nell'interesse degli utenti italiani'.
E in merito alla vicenda della bestemmia, oramai un "must' all'interno di ogni edizione del Grande Fratello, arriva il commento ironico di Carlo Rienzi: "Non capiamo perchè ci si scandalizzi tanto… oramai l'intera trasmissione è una gigante "bestemmia' con parolacce e risse continue, corpi nudi in bella mostra e volgarità ripetute'.

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venerdì, 22 ottobre 2010

Televoto col 'trucco': Rai e Mediaset non collaborano e l'Antitrust apre istruttorie

televoto.jpgL’Antitrust ha avviato due distinte istruttorie nei confronti di Rai e Rti per verificare se il meccanismo del televoto sia trasparente o se, invece, costituisca una pratica commerciale scorretta a danno dei consumatori. La decisione è stata presa dopo che l’Autorità aveva tentato la via della moral suasion nei confronti delle due aziende radiotelevisive, chiedendo l’introduzione di ‘filtri’ in grado di escludere le utenze business dal meccanismo del televoto: secondo l’Autorità si sarebbe così eliminato a monte il rischio di chiamate ‘di massa’ da parte di call-center appositamente organizzati.
In mancanza di atteggiamenti collaborativi da parte di Rai e Rti sono stati avviati i procedimenti che dovranno verificare se il sistema delle telefonate presenti anomalie tali da indurre i telespettatori a chiamare durante le trasmissioni, spendendo soldi, senza che però il loro voto incida sui risultati delle selezioni di artisti, cantanti o personaggi dello spettacolo.

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venerdì, 18 giugno 2010

Ue, recuperare contributi per il digitale terrestre

DECODER.jpg di ROBERTO I. ZANINI - da L'Avvenire

S
i è trattato di un aiuto di Stato che ha violato le regole della con­correnza e pertanto deve essere «recuperato». Il Tribunale della Ue ha confermato quanto stabilito nel 2007 dalla Commissione europea: i contri­buti statali per l’acquisto dei decoder abilitati alla ricezione della tv digitale terrestre non rispettavano le norme dell’Unione, in quanto hanno svan­taggiato gli operatori satellitari appor­tando una distorsione di mercato, con un evidente incentivo a scegliere una piattaforma piuttosto che un’altra.
Il riferimento è alla legge finanziaria del 2004 che aveva introdotto l’in­centivo di 150 euro per l’acquisto di decoder e a quella del 2005 che l’a­veva ridotto a 70. Norme che si inse­rivano nel quadro della legge che ren­de obbligatoria la completa digitaliz­zazione della tv terrestre entro il 2012 e che secondo il legislatore avevano lo scopo di accelerare l’abbandono, da parte degli utenti, della tv analo­gica. In sostanza, la Corte di giustizia ha confermato il concetto che per es­sere ammissibile il contributo sareb­be dovuto valere anche per i decoder satellitari.
Ora quel contributo deve essere recu­perato (non a carico degli utenti che hanno sfruttato l’incentivo, ma delle aziende che ne avrebbero beneficia­to) sulla base di quanto stabilito dal di­ritto nazionale e quindi da un’even­
tuale sentenza della magistratura, «laddove venga adita».

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