mercoledì, 29 febbraio 2012
Arriva il primo via libera al divorzio abbreviato
di Giorgio Costa
fonte: sole24ore.it
Primo via libera in commissione Giustizia alla Camera al testo sul divorzio breve, che riduce i tempi della separazione tra i coniugi. Sono stati respinti tutti gli emendamenti (di Lega e Radicali) e quindi resta la proposta che stabilisce che per ottenere il divorzio non si dovranno più aspettare tre anni ma uno, da quando partono le pratiche per la separazione, e due in presenza di figli minori. Il testo, che consta di due soli articoli e aveva invece iniziato l’iter in commissione giustizia il 18 gennaio scorso, prevede anche che la comunione dei beni tra marito e moglie si sciolga nel momento in cui il magistrato, in sede di udienza presidenziale, li autorizza a vivere separati. Per impedire, invece, che il coniuge separato erediti dall’ex marito (o moglie) occorrerà ancora aspettare la sentenza di divorzio.
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domenica, 06 giugno 2010
U.E. - Divorzio, adottate regole comuni per coppie con nazionalità diverse
Via libera 'storico' dell'Ue a 14 stati europei, tra cui l'Italia, per l'adozione di regole piu' semplici e con piu' tutele per il divorzio di coppie formate da coniugi di nazionalita' diversa. Si tratta infatti della prima cooperazione rafforzata della storia dell'Ue, una procedura resa possibile dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. La decisione e' stata presa ieri dal Consiglio Ue giustizia a Lussemburgo.
Sui 122 milioni di matrimoni registrati nell'Ue, ce ne sono circa 16 milioni, pari al 13%, in cui marito e moglie provengono da due paesi diversi, oppure vivono in paesi diversi o ancora abitano in un paese diverso da quello di origine. I problemi, pero', cominciano quando l'amore finisce.
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lunedì, 24 maggio 2010
MATRIMONI: PER SPOSARSI OGGI SI SPENDE IL 4% IN PIU' RISPETTO AL 2009. ECCO LE NUOVE STRATEGIE E LE SOLUZIONI CREATIVE PER UN MATRIMONIO ALL'INSEGNA DEL RISPARMIO
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giovedì, 29 aprile 2010
Nozze saltate: chi ci ha ripensato deve pagare le spese già sostenute
La questione è ingarbugliata e la Cassazione con una sentenza ha provato a dipanarla. Un papà, per la rottura della promessa di matrimonio del mancato genero, si vede risarcire soltanto le spese fatte per le bomboniere. E i mobili? Il frigorifero? La prenotazione della luna di miele? Ricorre allora in Cassazione che stabilisce un principio preciso: se le nozze saltano, paga i danni chi ci ha ripensato senza poter opporre il giusto motivo.
Ognuno è libero di fare marcia indietro e la Corte ha precisato che «lo scioglimento di una promessa di matrimonio rientra nella espressione del diritto fondamentale della libertà di contrarre matrimonio con la conseguenza che il recesso, anche senza giustificato motivo, non potrà mai considerarsi antigiuridico».
Fa anche capire però che è prevista una particolare forma di riparazione, come stabilisce il codice civile.
Dunque, dalla felicità delle nozze alla tristezza della carta bollata. Almeno la sentenza invita a riflettere: il matrimonio è un fatto serio. Meglio riflettere prima del sì.
11:00 Scritto da: consumatori in DIRITTO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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