lunedì, 07 giugno 2010
Manovra, Federfarma: rischio chiusura per 25% farmacie
Se la manovra economica 2011-2012 approvata dal Governo non sara' modificata nel corso dell'iter parlamentare del decreto, 'le farmacie private a rischio di immediata chiusura sarebbero circa il 25%, dislocate in tutte le regioni'.
Con il risultato che 'quasi 1 milione di cittadini, sui 4 milioni che ogni giorno si recano in una farmacia, verrebbero privati di un servizio di assistenza primario e fondamentale'.
E' l'allarme lanciato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa organizzata da Federfarma Lazio, dai responsabili regionali della federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani (Federfarma), preoccupati che le 'penalizzanti' misure contenute nella manovra costringeranno molte farmacie, soprattutto nei piccoli centri, ad abbassare definitivamente la saracinesca. Con un serio danno per la 'collettivita'' e con ricadute occupazionali: si stima infatti che potrebbero perdere il loro posto circa 18 mila lavoratori, in media uno per ogni farmacia privata. 'Se la manovra fosse approvata dal Parlamento cosi' come e' uscita da Palazzo Chigi - sottolineato i responsabili regionali - i primi a risentirne sarebbero proprio i cittadini, in particolare gli over 65 - che avrebbero difficolta' non solo a reperire i farmaci, anche quelli piu' comuni come i cardiovascolari, gli antibiotici, gli analgesici, gli oncologici o quelli per diabetici, ma addirittura a trovare una farmacia aperta nelle vicinanze'. Per questo il presidente di Federfarma Lazio, Franco Caprino, chiede al Governo e al Parlamento che 'questo sforzo doveroso sia ripartito in maniera equa tra tutti protagonisti della filiera' e che 'non vada a incidere quasi esclusivamente sul bilancio delle gia' gravate farmacie'.
15:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 28 maggio 2010
MANOVRA: SPUNTA TASSA 10 EURO SOGGIORNO ALBERGHI ROMA
Il Codacons boccia l'ipotesi di introdurre una tassa di 10 euro per chi soggiorna in alberghi romani. "A parte l'abnormità della cifra - spiega il Presidente Carlo Rienzi - un provvedimento simile danneggerebbe il turismo della capitale, allontanando i visitatori e spingendoli verso altre capitali europee meno costose e prive di tali fastidiosi balzelli. Già Roma per i turisti non è certo una città a buon mercato - prosegue Rienzi - e i servizi offerti spesso non sono all'altezza di una metropoli europea come è la capitale. Prima di introdurre qualsiasi tassa a carico dei turisti, andrebbe migliorata la città sotto diversi fronti, rendendola più pulita, sicura, accogliente e vivibile. Solo dopo aver risolto le tante criticità della capitale, si potrà pensare ad una eventuale tassa a carico dei visitatori' - conclude Rienzi.
11:04 Scritto da: consumatori in PREZZI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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