lunedì, 30 aprile 2012
Cittadinanzattiva al Governo: “Che fine hanno fatto i beni confiscati ai corrotti?”
“Che fine hanno fatto i 1114 beni confiscati nel corso di 21 procedimenti ai corrotti?” E’ la domanda che rivolge al Presidente del Consiglio, Antonio Gaudioso vice segretario generale di Cittadinanzattiva che chiede al Governo di concludere rapidamente il monitoraggio sull’attuazione della norma. “Quanti milioni di euro che potrebbero essere destinati a fini sociali sono ancora in attesa di destinazione?”
L’Associazione dei consumatori denuncia il fatto che, come si è appreso dall’intervento di ieri del Ministro Giarda in Parlamento, la norma sulla confisca e l’uso sociale dei corrotti sembra davvero caduta nel dimenticatoio.
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venerdì, 20 gennaio 2012
A tavola un invitato in più…la criminalità organizzata
A cura di Silvia Biasotto
“Alla tavola di ciascun italiano c’è un invitato in più. La criminalità organizzata”. Così Pietro Grasso, Procuratore Antimafia, ha eloquentemente rappresentato la nuova veste della contraffazione agroalimentare.
Il Procuratore è intervenuto nel corso della presentazione della Relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e pirateria commerciale al centro di un convegno oggi a Roma a Palazzo Rospigliosi.
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sabato, 20 novembre 2010
SAVIANO VS MARONI
REPLICA DEL MINISTRO DELL'INTERNO MARONI
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lunedì, 25 ottobre 2010
E I CLAN PORTANO I VELENI IN MOLISE
NAPOLI (24 ottobre) - Al di là del Matese, lontano dagli occhi e dalle rotte battute dai trafficanti di veleni da vent’anni a questa parte. Si sono trasferiti là, in Molise, gli ecomafiosi collegati al clan dei Casalesi, gli uomini che hanno gestito il trasporto dei rifiuti tossici fino alle discariche, ormai sequestrate e inagibili, di Giugliano, Licola, Parete.
Operano soprattutto in provincia di Isernia, non disdegnano quella di Campobasso dove corteggiano due impianti autorizzati dalla Regione: la discarica di Montagano e il depuratore Cosib di Termoli.
Il monitoraggio avviato dalle associazioni ambientaliste molisane e dalle Procure di Santa Maria Capua Vetere, Larino e Isernia segnala il rischio di infiltrazioni camorristiche e la presenza di imprenditori del settore.
Come i fratelli Caturano di Maddaloni e Toni Gattola, cognato del capozona casalese di Cancello Arnone e controllore della discarica Magest di Licola, già coinvolti in varie inchieste - da Re Mida a Madre Terra - sullo smaltimento illegale dei rifiuti. L’indagine conoscitiva conferma, dunque, quanto già segnalato nel 2008 dalla Dda di Campobasso, e cioè che «il Molise è diventato il punto finale di arrivo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, dove è facile occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti» .
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mercoledì, 19 maggio 2010
Il Premio Sturzo 2010 assegnato al procuratore antimafia Grasso
È Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, il destinatario del premio 'Luigi Sturzo' 2010, promosso dalla fondazione “Luigi Sturzo” di Caltagirone. Il prestigioso premio viene assegnato a una personalità di rilievo nazionale e internazionale che si è particolarmente distinto nel campo degli studi sturziani, oppure ha contribuito con la sua azione e la sua opera allo sviluppo e al consolidamento dei valori democratici e civili della Sicilia.
La motivazione del premio riconosce all’alto magistrato «l’impegno appassionato per la difesa dei valori associati alla legalità e il prezioso coordinamento delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrastare ogni manifestazione di criminalità mafiosa presente nel territorio nazionale». La cerimonia di consegna è avvenuta ieri presso l’auditorium “Giovanni Paolo II” di Caltagirone, alla presenza del vescovo di Piazza Armerina, monsignor Michele Pennisi.
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sabato, 15 maggio 2010
Dilaga l'usura. Indagine Eurispes
Il Belpaese si sta rilevando sempre piu' 'incravattato'. Ostaggio, nella morsa della crisi economica, dell'usura e della criminalita' organizzata. A rilevarlo e', in una indagine, l'Eurispes che definisce l'usura un 'credito in nero' e stila una particolare classifica delle regioni piu' a rischio secondo l'Iru, l'Indice di rischio usura.
Secondo questo particolare indice, particolarmente a rischio risultano essere le province della Calabria (tutte nelle prime sei posizioni della graduatoria), della Campania (a rischio 'Alto' tutte le province, ad esclusione di Napoli), e della Sicilia (quattro province a rischio 'Alto', cinque province a rischio 'Medio-Alto'). Nella categoria identificata come a rischio 'Medio' risultano essere, invece, la provincia di Perugia, quella di Viterbo e, in generale, quasi tutte quelle Centro Italia, mentre costituiscono una minoranza le province del Mezzogiorno e del Nord-Ovest.
Al ridursi ulteriore dell'Iru e della classe di rischio usura 'Basso', il contributo delle province appartenenti alle diverse aree geografiche cambia nuovamente, con una presenza sempre piu' significativa delle province del Nord-Ovest e del Centro e la totale assenza di province del Mezzogiorno.
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lunedì, 08 marzo 2010
Il proibizionismo frutta alle mafie italiane 50 miliardi di euro l'anno
"Si aggira intorno ai 140 miliardi di euro all'anno il fatturato proveniente dai traffici della criminalita' organizzata, di cui un terzo dal traffico di stupefacenti che attualmente in Italia e' in mano alle famiglie calabresi".
Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, intervenuto a Palermo alla presentazione del libro "Mafia export" di Francesco Forgione.
Grasso ha citato la recente operazione antidroga 'Albatros', che grazie all'intervento di speciali aerei Atr della Guardia di finanza ha permesso di intercettare motoscafi diretti in Galizia e verso le coste dell'Africa e di sequestrare 9 tonnellate di cocaina "che valgono -ha sottolineato- sulla strada circa due miliardi e mezzo di euro".
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mercoledì, 03 febbraio 2010
Campagna per la legalità e la valorizzazione del territorio
da Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE - ONLUS
L'impresa che non paga il "pizzo" presenta la propria azienda.
I sindaci, gli enti pubblici e le associazioni che si dissociano dalla cultura socio mafiosa presentano la loro attività, il loro territorio e gli eventi più importanti.
I cittadini attivi denunciano disservizi e sprechi.
Il servizio è gratuito, basta aderire all'associazione; filmare con una telecamera i luoghi o gli eventi; pubblicare il filmato su you tube o similare, comunicare il codice di riproduzione.
Il filmato (max 3 min.) deve contenere contatti e dati identificativi dell'ente o azienda, ma non deve contenere sottofondo musicale, né frasi diffamatorie.
Il video sarà riportato sulla pagina territoriale della web tv, nell’apposita sezione, sino al termine dell'adesione, valida fino al 31 dicembre.
Per info visionare www.telewebitalia.eu
Le emittenti tv possono convenzionarsi ed usare gli spot delle aziende reclamizzate, che aderiscono al progetto, per farle conoscere al di là del loro raggio di trasmissione.
Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE - ONLUS
099.9708396 – 328.9163996
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venerdì, 29 gennaio 2010
Campagna per la legalità e la valorizzazione del territorio
da Dr. Antonio Giangrande - Presidente Associazione Contro Tutte le Mafie
Tele Web Italia, la web tv dell'Associazione Contro Tutte le Mafie è vista in tutto il mondo e i suoi filmati sono visibili a tutte le ore.
TV Italia promuove il territorio e la sua comunità per la legalità e lo sviluppo economico. Ogni città o paese ha la sua pagina, in cui vi sono i video di enti pubblici, associazioni, aziende e cittadini attivi.
L'impresa che non paga il "pizzo" presenta la propria azienda.
I sindaci, gli enti pubblici e le associazioni che si dissociano dalla cultura socio mafiosa presentano la loro attività, il loro territorio e gli eventi più importanti.
I cittadini attivi denunciano disservizi e sprechi.
Il servizio è gratuito, basta aderire all'associazione; filmare con una telecamera i luoghi o gli eventi; pubblicare il filmato su you tube o similare, comunicare il codice di riproduzione.
Il filmato (max 3 min.) deve contenere contatti e dati identificativi dell'ente o azienda, ma non deve contenere sottofondo musicale, né frasi diffamatorie.
Il video sarà riportato sulla pagina territoriale della web tv, nell’apposita sezione, sino al termine dell'adesione, valida fino al 31 dicembre.
Per info visionare www.telewebitalia.eu
Le emittenti tv possono convenzionarsi ed usare gli spot delle aziende reclamizzate, che aderiscono al progetto, per farle conoscere al di là del loro raggio di trasmissione.
ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE - ONLUS
099.9708396 – 328.9163996
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giovedì, 28 gennaio 2010
IN SICILIA, DUE VILLE CONFISCATE AI MAFIOSI DIVENTERANNO ALLOGGI PER MAMME-DETENUTE ED I LORO BAMBINI
DA L'AVVENIRE
Il pesante tintinnare delle chiave ed il sordo rumore dei blindi, le porte delle celle , che si chiudono. Sono una sessantina in tutta Italia, i bambini costretti a crescere con questi rumori nella testa : innocenti eppure condannati a trascorrere i primi tre anni della propria vitaassieme alle loro mamme detenute. Fra stress, sovraffollamento e scarsa igiene : condizioni di vita assolutamente inadatte ai più piccoli. Per questo motivo, con lo slogan "Mai più bambini nelle carceri italiane", è statao avviato un progetto per realizzare un "carcere senza sbarre". Un luogo dove le detenute-mamme possano scontare la propria pena , ma dove vengano tutelati anche i diritti dei loro figli. Che di colpe non ne hanno. Un luogo dove i piccoli possano giocare, stare assieme alla mamma e crescere, per quanto possibile, con più serenità. E così, gli operatori del movimento "Rinnovamento nello Spirito" si sono messi al lavoro assieme al Ministero della Giustizia per realizzare la "prigione senza sbarre" all'interno di due ville confiscate a boss mafiosi a Villarosa, comune siciliano in provincia di Enna. Entrambe le costruzioni verranno in parte ristrutturate per consentire la creazione di spazi adattiai piccoli ospiti ma anche per garantire condizioni di sicurezza adeguate. Non è tutto : grazie al contributo dell'imprenditrice Marina Salomon, all'interno della struttura verranno installati macchinari per realizzare vestiti per bambini. In questo modo le donne detenute potranno anche imparare un mestiere, acquisire una professionalità che, una volta tornate in libertà, le aiuterà a trovare un lavoro. Per non commettere di nuovo gli stessi errori che le hanno portate dietro le sbarre. Il modello di Villarosa icalca quello che già esiste a Milano : un grande appartamento di 420 metri quadri con portineria, sala colloqui, lavanderia, grande cucina e giocoteca (coloratissima e piena di balocchi). Le sbarre alle finestre ci sono, ma abilmente mimetizzate da piante e tendine colorate; le agenti di polizia non indossano la divisa, ma girano per caasa in jeans e maglione. Le regole sono ferree, certo, ma l'obiettivo principaleè quello di tutelare i diritti dei più piccoli. Completano il tutto 6 camere da letto, in cui mamme e bimbi possono trascorrere la notte abbracciati. Sognando un futuro migliore.
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