giovedì, 29 dicembre 2011
Le stranezze culinarie di alcuni vegetariani
di Franco Libero Manco, AVA Associazione Vegetariana Animalista
Anche tra gli addetti ai lavori c’è un modo strano di concepire l’alimentazione vegetariana nella sua pratica attuazione. Molti credono che per nutrirsi in modo vegetariano occorra inventarsi un nuovo modo di mangiare, di preparare gli alimenti; che sia necessario attingere ad esotiche culture, far uso di spezie per impreziosire le pietanze. Quando si parla di cucina vegetariana sembra sia un obbligo inserire il seitan, la soia e i suoi derivati che imitano la carne: spezzatini, wurstel, salsicce, affettati in genere e fare grande uso frittelle, pizzette, passate, sfornati, crostatine, strudel ecc. Un’incredibile confusione regna non solo in chi cerca di avvicinarsi alla cucina vegetariana ma anche tra gli stessi vegetariani. Raramente si trova nella cucina dei ristoranti vegetariani, come nelle cucine delle persone vegetariane, una bella e salutare insalatona di verdure tenere e crude, un bel piatto di spaghetti integrali al sugo di pomodoro e basilico, un bel minestrone di verdure di stagione; difficilmente si trova un bel piatto di legumi conditi con un semplice filo d’olio d’oliva extravergine o un bel piatto di patate lesse o al forno: in tali circostanze prevalgono cereali e verdure, elaborati in tutti i modi.
16:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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