martedì, 27 luglio 2010

L’Aquila, sulla ricostruzione l’ombra del lavoro nero

LAVNERO.jpgdi Alessia Guerrieri - da L'Avvenire

All’Aquila una ditta su due non è in regola e un operaio su tre neanche. Il 12 per cento poi è totalmente in nero. Nella città delle impalcature, le mille facce dei forestieri che, alle prime luci dell’alba, vedi aggirarsi nella via dei caporali o davanti ai cantieri ad elemosinare la giornata, fanno rumore quanto i numeri del dipartimento provinciale per il lavoro (Dpl). Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, il 50% delle aziende della ricostruzione controllate è irregolare, una tendenza già evidenziata nell’ultimo semestre 2009, che però non accenna a fermarsi. Sulle 237 imprese ispezionate, infatti ben 148 sono fuori norma per la sicurezza nel cantiere o per la posizione contrattuale. Se si guarda agli operai, poi, su 411 controllati 123 hanno contratti irregolari e 53 sono addirittura senza contratto. E a poco serve sventolare che anche il lavoro nero qui è al 10%, in linea dunque con la media nazionale (9,6%). L’Aquila è il più imparagonabile scenario lavorativo d’Italia per grandezza e profondità di interventi.

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lunedì, 29 marzo 2010

Il sommerso, una piaga da 250 miliardi

lavoro nero.jpgGIANNI SANTAMARIA - da L'Avvenire

Il lavoro nero è un macigno che pesa sull’economia italiana. Con una produzione di valore aggiunto pari all’economia dell’intero Mezzogiorno. E una scure che incombe sul la testa dei lavoratori. Perché l’insicurezza fisica sul posto di lavoro – e la notizie che si susseguono sulla cosiddette morti bianche sono lì a di mostrarlo – è figlia dell’illegalità contrattuale.
Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) denunciano questa emergenza. E, per dire «basta alla cultura e alla pratica del lavoro nero», si mobilitano  in più di 300 città con la campagna
Diritti in piazza 2010 . Raffrontando gli ultimi dati Istat disponibili, il sodalizio ricorda che il cosiddetto sommerso raggiunge i 250 miliardi di euro, il 17% del Pil nazionale, cifra che – in pratica – coincide con il valore complessivo della ricchezza prodotta da sei Regioni (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), pari a 248 miliardi. Insomma, l’intero Mezzogiorno, Sardegna esclusa. Sempre secondo l’Istat, i lavoratori irregolari sono stimati in circa 3 mili ni, divisi tra chi ha un rapporto esclusivo e continuativo senza alcun rispetto di quanto previsto dalla legge e dai contatti (circa 2 milioni) e chi svolge saltuariamente lavori irregolari o li affianca ad attività regolari (il 'secondo lavoro'). Il tasso di irregolarità è calcolato al 12% sul piano nazionale ma raggiunge il 20% al Sud. I settori più colpiti sono l’agricoltura (20%), il commercio (18%) e l’edilizia (11%). A questi dati si aggiungono
quelli sull’evasione contributiva. So lo nel 2009 l’Inps ha recuperato cre diti per oltre 4 miliardi e mezzo. La stima di recupero prevista per il 2010 è di 8 miliardi.

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