giovedì, 24 maggio 2012
Entro il 2016 a parità di ruolo stipendi uguali donna-uomo
Uomini e donne dovranno avere, a parità di ruolo, lo stesso stipendio; e questo entro il 2016. È l’impegno assunto dal governo in commissione Lavoro del Senato, accogliendo un ordine del giorno dell’Idv (prima firma Giuliana Carlino), nell’ambito dell’esame del ddl lavoro. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.
Il documento, approvato dalla commissione con il parere positivo del governo, ricorda i dati diffusi questa settimana in occasione della Giornata europea per la parità retributiva nell’Unione europea, secondo i quali le donne continuano a guadagnare in media il 16,4% in meno degli uomini.
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mercoledì, 23 maggio 2012
Entro il 2016 a parità di ruolo stipendi uguali donna-uomo
Uomini e donne dovranno avere, a parità di ruolo, lo stesso stipendio; e questo entro il 2016. È l’impegno assunto dal governo in commissione Lavoro del Senato, accogliendo un ordine del giorno dell’Idv (prima firma Giuliana Carlino), nell’ambito dell’esame del ddl lavoro. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.
Il documento, approvato dalla commissione con il parere positivo del governo, ricorda i dati diffusi questa settimana in occasione della Giornata europea per la parità retributiva nell’Unione europea, secondo i quali le donne continuano a guadagnare in media il 16,4% in meno degli uomini.
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Laureati alle prese con la crisi “Pronti a andare all’estero”
di Federico Pace - fonte: repubblica.it
Sempre più disponibili a lavorare all’estero. I laureati del nostro Paese sono lontani dagli stereotipi con cui molti, anche i decisori, continuano a rappresentarli. Più regolari negli studi, più presenti alle lezioni e con più esperienze di stage e tirocini, sono pronti a assumersi le proprie responsabilità e a cercare le opportunità là dove vengono offerte. Negli ultimi quattro anni, caratterizzati da una crisi interminabile, la percentuale dei ragazzi pronti a lasciare l’Italia è salita fino al 44 per cento. Una crescita di otto punti percentuali. E questo in un contesto in cui la disoccupazione giovanile è passata dal 22,8 per cento della fine del 2008 al 35,9 per cento di marzo di quest’anno.
Elemento chiave di ogni sviluppo, i giovani laureati, l’istruzione come strumento di mobilità sociale e la questione della valutazione degli atenei, sono gli oggetti di studio della nuova indagine di AlmaLaurea che ha coinvolto 215mila laureati.
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sabato, 12 maggio 2012
Arriva salario base per i co co pro e l’indennizzo se si perde il lavoro
Un salario minimo per i co co pro e un indennizzo in caso di perdita del lavoro. Nel ddl lavoro sono in arrivo in Senato novità per i lavoratori a progetto, dagli emendamenti dei relatori, Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl): viene previsto una sorta di ‘salario base’ come hanno spiegato gli stessi relatori e verrà rafforzata in via sperimentale per tre anni l’indennità una tantum. “Se l’economia si riprende, comincia a crescere e i redditi dei lavoratori crescono un po’, allora forse si può passare, dopo questi tre anni di sperimentazione, a un ammortizzatore sociale che somiglia di più a quello che l’Europa ci chiede”, ha commentato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero.
Sono 16 gli emendamenti del relatori e spaziano dalla flessibilità in entrata all’articolo 18, passando per gli ammortizzatori sociali. Dal governo arriva un pacchetto di 27 proposte. Su alcuni punti intervengono sia i relatori che l’esecutivo (è il caso dei ritocchi ai licenziamenti).
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martedì, 08 maggio 2012
I giovani italiani con alte competenze sono i meno occupati d’Europa
“La ripresa economica è ostacolata non solo da una congiuntura internazionale negativa. La crisi ha ingigantito alcuni dei problemi storici del sistema Italia. La cattiva economia è quella che non investe sul capitale umano, sull’ambiente, sull’innovazione, non sostiene le eccellenze produttive, non riesce a contrastare inefficienze, illegalità ed evasione fiscale, non punta al riequilibrio demografico, preferisce investire in spese militari piuttosto che contrastare la povertà assoluta”. È quanto affermano le Acli, Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, nel rapporto sulla “Cattiva economia” elaborato dal loro istituto di ricerca, l’Iref, in occasione del Congresso nazionale in corso a Roma.
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mercoledì, 25 aprile 2012
Tre milioni gli inattivi, non cercano lavoro
Un esercito di ‘senza speranza’. In Italia ci sono 2,9 milioni di persone che vorrebbero lavorare, ma hanno deciso di rinunciare a cercare un impiego, perche’ bloccati dalla sfiducia, da impegni familiari e da altre difficolta’. Statisticamente fanno parte dell’universo degli inattivi (nel complesso oltre 20 milioni di unita’), cioe’ di coloro che non hanno un’occupazione ne’ la cercano; ma la loro condizione e’ molto simile a quella dei disoccupati, come loro, infatti, aspirano a trovare un giorno un impiego. Un’eventualita’ considerata da 1 milione e mezzo di persone solo una chimera: si tratta degli scoraggiati, ovvero di chi non si offre sul mercato del lavoro perche’ ritiene impossibile riuscire ad essere assunto.
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martedì, 10 aprile 2012
Rincara la pausa pranzo al bar: più 3% in un anno, più 130% rispetto al 2001
Quando lo stipendio finisce letteralmente nel piatto. La pausa pranzo rischia di diventare la rappresentazione fedele del caro prezzi che attanaglia le famiglie italiane, almeno secondo i calcoli di Federconsumatori e Adusbef: le due associazioni stimano infatti che un pasto tipo in un bar/self service possa arrivare a costare oltre 279 euro al mese, un aumento del 3% nel 2012 rispetto allo scorso anno e addirittura del 130% rispetto al 2001.
Il menù tipo considerato dalla rilevazione dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori sui prezzi di bar e punti ristori self service considera mezzo litro di acqua, un piatto di pasta, dessert/macedonia e caffè: il prezzo totale può arrivare a 12,70 euro (contro le 12,31 euro del 2011 e le 5,53 euro del 2001), che diventano 279,40 euro al mese. Sono il 130% in più rispetto al 2001, il 3% in più rispetto allo scorso anno.
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giovedì, 05 aprile 2012
Disoccupazione record: a febbraio 9,3% tra i giovani il 31,9% non lavora
Il tasso di disoccupazione a febbraio è al 9,3%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su gennaio e di 1,2 punti su base annua. Si tratta del tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Mentre, guardando alle serie trimestrali, è il dato iù alto dal IV trimestre 2000. Sempre a febbraio. su base annua, il numero di disoccupati aumenta del 16,6%, ovvero di 335 mila unità. Lo stato dell’occupazione rilevato dall’Istat non lascia spazio all’ottimismo.
Giovani. In crescita anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni). A febbraio è al 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua. Anche in questo caso si tratta del tasso più alto da gennaio 2004. Nel quarto trimestre del 2011, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è salito al 32,6% dal 29,8% dello stesso periodo del 2010 con un picco del 49,2% per le giovani donne del mezzogiorno.
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sabato, 24 marzo 2012
“Vuoi il lavoro? Dimmi la tua password”. Colloquio solo con l’accesso a Facebook
Di Tiziano Toniutti
fonte: la repubblica.it
E’ ormai un caso la pratica di alcune aziende statunitensi che, come parte del processo di colloquio per la selezione del personale, chiedono agli aspiranti le loro credenziali di Facebook. L’allarme viene dall’American Civil Liberties Union, che segnala come questo approccio sia ormai diffuso. Servirebbe per guardare il mondo dagli occhi dell’utente/aspirante, e capire di più sulla persona che si sta valutando. Se non fosse che una password è un dato molto, molto sensibile, e richiederlo è una chiara invasione nella privacy personale. Se si tratti di una violazione specifica è ancora da valutare, di certo è qualcosa che difficilmente può rientrare tra le informazioni obbligatorie da fornire per un candidato. E ci sono altri elementi da considerareViolazioni multiple. Se non si tratta di una violazione della privacy infatti, la pratica è sicuramente in contrasto con i termini di servizio di Facebook, che chiede espressamente all’utente di non comunicare a nessuno le credenziali di accesso personali.
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sabato, 10 marzo 2012
Giovani, lavoro e governo Monti “Ecco i punti che li riguardano”
di Federico Pace
fonte:repubblica.it
Qualche stimolo all’imprenditorialità, norme per l’accesso alle professioni, riordino dei contratti d’entrata, deduzioni al reddito d’impresa, nuovi ammortizzatori sociali e flessibilità in uscita. Sono alcuni dei primi strumenti su cui il governo Monti vuole puntare per dare maggiori opportunità alle nuove generazioni già da troppo tempo simbolo, loro malgrado, di un’Italia perennemente in crisi.
“Quasi sempre quello che giova ai giovani, giova al Paese. Quasi sempre ciò che restringe le possibilità dei giovani, restringe le possibilità per il futuro del Paese”. A dirlo davanti alle telecamere accese, era stato lo stesso Mario Monti. Era il 14 novembre del 2011 e il Professore aveva appena concluso la prima giornata di consultazioni da presidente del Consiglio incaricato. Il destino dell’Italia, ammetteva il premier, proprio allora che stava nel punto più acuto della crisi del nostro Paese, è indissolubilmente legato a quello dei giovani e per questo li indicava come una delle bussole principali per “orientare le azioni di politica economica e di politica sociale”.
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