martedì, 21 febbraio 2012
Latte e pannolini, “incubo” dei genitori. Ora interviene l’Antitrust
Altro che bamboccioni e’ da qualche tempo che si discute sul fatto che i giovani italiani tardano a “diventare grandi”: rispetto ai loro coetanei europei i ragazzi del Belpaese lasciano il tetto materno e paterno con qualche anno di differenza. Ma nessuno (o quasi) parla dei costi proibitivi della famiglia.Questo è il dato di fatto. Le cause sono note. La difficoltà di trovare un posto di lavoro (secondo gli ultimi dati disponibili, il tasso di disoccupazione giovanile italiano è secondo solo a quello spagnolo) e la conseguente impossibilità di accedere ad un mutuo per acquistare un’abitazione.Non parliamo poi di metter su famiglia: secondo Federconsumatori un lieto evento come la nascita di un figlio può trasformarsi in un incubo che ci costa 13.500 euro all’anno.
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sabato, 18 febbraio 2012
Latte artificiale più caro d’Europa. L’Antitrust interviene sui prezzi
Margherita De Bac
fonte: corriere.it
Latte artificiale i più caro d’Europa secondo il ministro per la cooperazione internazionale con delega alla Famiglia, Andrea Riccardi, che in un esposto inviato al presidente dell’Antitrust ha segnalato un fenomeno ricorrente, il caro-bebè: «Il comparto dei prodotti per la prima infanzia risulta caratterizzato da alcune specificità che incidono sulla formazione dei prezzi e sulla struttura della catena distributiva», denuncia il ministro. La conseguenza è che «il consumatore si trova obbligato ad acquistare il prodotto di una particolare marca su indicazione del pediatra. Tra l’altro la sostituibilità con prodotti equivalenti, alternativi è piuttosto limitata».
19:12 Scritto da: consumatori in ALIMENTI, ANTITRUST, PREZZI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 18 gennaio 2012
Mozzarella di latte... senza latte
da Aduc - di Primo Mastrantoni
Una mozzarella di latte... senza latte. Si, e' possibile. Gli ingredienti sono: cagliata, acqua, sale e acido citrico. La cagliata e' una massa gelatinosa ottenuta per coagulazione, con caglio della caseina del latte. Puo' essere prodotta nei Paesi del Nord Europa, dove i costi sono minori, conservata e inviata nel nostro Bel Paese, dove viene lavorata per produrre la mozzarella e commercializzata a basso costo. Con difficolta' troveremo il termine "cagliata" nelle etichette.
00:05 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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giovedì, 05 gennaio 2012
Mozzarella blu, allarme a Frosinone
Il 2012 è stato inaugurato con un nuovo caso di mozzarella blu. Ieri a Frosinone è stata sequestrata un’intera partita di prodotto caseario in un supermercato della città laziale.
A denunciare la cosa è stata una donna che si è accorta dello “strano” colore, dopo che il prodotto acquistato era stato conservato in modo corretto. Oggi sarà chiesto l’intervento della Asl di Frosinone per esaminare la partita e capirne la provenienza.
Il caso eclatante delle mozzarelle blu scoppiò nel 2010, quando fu sequestrata una tonnellata di mozzarelle blu di cinque marche diverse provenienti dalla Germania: Land (discount Eurospin), Lovilio (Lidl), Malga Paradiso (Md), Fattorie Torresina (Todis), Monteverdi (Forté) e la mozzarella targata Ld .
14:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI, FRODI COMMERCIALI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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martedì, 26 ottobre 2010
Smentita la notizia del latte ribollito più volte dopo la scadenza. I numeri indicati sul cartone fanno riferimento all’imballaggio. Un’ennesima prova di voci senza controllo
di Fabio Lepre
L’ennesima notizia falsa che circola in Rete, e in poche ore si diffonde così velocemente da scatenare il panico nelle famiglie italiane, è una scena vista e rivista. Questa volta, però, al centro delle angosce quotidiane, è finito il latte confezionato, quello che acquistiamo quasi tutti i giorni in ogni supermercato.
Si è diffusa la notizia che, in fondo al cartone, fosse indicato il numero di bolliture della confezione di latte dopo la scadenza. Accanto ai valori nutrizionali, alla provenienza del prodotto, alle modalità di conservazione, insomma, ci sarebbe una piccola sigla (3, 4, 5) di identificazione del numero delle volte in cui il latte è stato pericolosamente messo sul mercato (con l’inganno della bollitura) nonostante la scadenza dei tempi di consumo.
Una bufala clamorosa smentita dallo stesso gruppo Tetrapak che ha scritto una lettera al Corriere della Sera: “Si tratta di numeri utili per la rintracciabilità del materiale di imballaggio e non hanno niente a che vedere con l’alimento confezionato. Questi allarmi infondati rischiano di minare la fiducia dei consumatori in un alimento come il latte del tutto sano ed essenziale”.
E allora, come non ricordare la notizia della relazione fra tumore alla bocca e sesso orale (che, attenzione non è una bufala né una affermazione con riscontri medico-scientifici) propagatasi alla velocità della luce in magazine, blog e social network della Rete? A quando un po’ di saggezza nella comunicazione via Internet?
10:29 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
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