mercoledì, 15 settembre 2010

La disdetta dell'inquilino e risoluzione contratto

fitto.jpgIn questa pagina affrontiamo il problema della disdetta o risoluzione del contratto di affitto da parte dell'inquilino.

Se l'inquilino intende risolvere il contratto di affitto e andarsene prima della sua naturale scadenza o non intende rinnovarlo, deve dare al proprietario una disdetta scritta i cui termini sono regolati dal contratto e dalla Legge. La Legge stabilisce che la disdetta deve essere data con un anticipo di almeno sei mesi. Questo al fine di dare il tempo al proprietario di cercarsi un nuovo inquilino disposto a subentrare nella locazione ed evitare così di ritrovarsi dall'oggi al domani scoperto nella riscossione della pigione. Questa è la teoria.

La realtà è molto più amara per il proprietario. Spesso e volentieri l'inquilino non rispetta il termine dei sei mesi di preavviso e quando intende andarsene, se ne va, senza nemmeno disdetta scritta, lasciando la cauzione se versata, qualche proprietario più fortunato riesce ad ottenere una disdetta scritta con un preavviso al massimo di due o tre mesi, non di più. E' chiaro che durante il periodo di preavviso l'inquilino deve continuare a pagare la pigione e le spese al vecchio proprietario e contemporaneamente, se ha stipulato un nuovo contratto di affitto, deve pagare la pigione anche al nuovo proprietario, trovandosi così nell'antipatica e onerosa situazione di pagare due pigioni per cinque o sei mesi. Meglio tagliare la corda senza dire niente a nessuno.

16:00 Scritto da: consumatori in CASA | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook